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Corelli riletto da Hugo Reyne

DSC_0004  Nel XVII secolo la musica a Roma era nel suo pieno rigoglio barocco, musica peraltro soprattutto a carattere sacro, nel solco di una tradizione che la Controriforma aveva indicato come modello stilistico da perseguire. Ovviamente non in modo monolitico, ché certo le composizioni di Carissimi o Benevoli, pur tenendo ben presente l’esperienza della Scuola Romana (vedi Palestrina), maturano un linguaggio proprio di notevole forza espressiva. Ma se la forma dell’oratorio e della cantata sacra in genere è tipico del ‘600, pure si va sviluppando un modello prettamente strumentale che s’imporrà soprattutto nel secolo successivo. E’ il “concerto grosso”, che ha in Arcangelo Corelli il suo massimo interprete, nonché iniziatore, avendolo egli rielaborato la forma sonata a due o tre (sia da camera che da chiesa).

  Corelli giunse a Roma nel 1675 e fu quarto violino nella chiesa di San Luigi dei Francesi, facendosi presto notare per la sua bravura ed entrando così nelle grazie dei cardinali Benedetto Pamphilj e Pietro Ottoboni, nonché Cristina di Svezia, grande mecenate delle arti. E proprio in San Luigi l’anno scorso, in occasione del Festival “Le cinque perle del barocco”, vennero eseguite da “La Simphonie du Marais” diretta da Hugo Reyne due sonate da chiesa di Arcangelo Corelli. Era primavera e, a metà dicembre, nella stessa chiesa, per celebrare i duecento anni della morte del musicista di Fusignano, è  stato registrato un cd con le Sonate dell’Opus V alternandole ad alcune toccate di Bernardo Pasquini, anche lui non meno famoso (alla tastiera: organo e cembalo) ed anche lui beniamino dei personaggi già menzionati. Hugo Reyne, che è un grande flautista, ha reinterpretato Corelli in questa chiave, sulla moda del ‘600, quando era normale trascrivere le musiche adattandole ai vari strumenti.

  In tutto sei Sonate, compresa la celebre “Follia”, dove ciò che risalta subito è la fluidità del linguaggio musicale, quella chiarezza intrinseca che Reyne e il suo ensemble hanno non solo rispettato ma valorizzato. Poiché si avverte nel loro percorso melodico una grande scuola, in particolare Reyne (la sua bravura non solo tecnica mi fa pensare a Jean-Pierre Rampal), così che la  struttura delle sonate, già abbastanza dinamica in sé, si arricchisce ulteriormente. E’ qualcosa di particolare che vibra sia negli assoli di flauto, sia nel dialogo spesso serrato con gli archi, qualcosa di prossimo al virtuosismo ma senza quel tocco puramente accademico. E ciò comporta una maggiore plasticità, per così dire, nei tempi della sonata, il classico allegro-adagio-allegro (con le ovvie variazioni).

  “La principale difficoltà risiede nell’adattamento al flauto della scrittura a corde doppie del violino”, scrive Reyne nell’esauriente booklet allegato al cd, ostacolo peraltro felicemente superato. Così il clima sereno della Sonata I, quello più vivace della VII, le calde sinuosità della XI,  fino ai toni più soffici della III ma è nella XII, “Follia”, che si condensa il meglio (“Nella Follia sono anche arrivato a suonare due flauti contemporaneamente”). Brano complesso, di notevole vigore, corredato di due vivaci variazioni composte  da Reyne, un’ottima chiusa per un lavoro di gran classe. La Simphonie du Marais: Hugo Reyne, flauti a becco e direzione, Jérome Vidaller, violoncello, Marc Wolff, arciliuto, Yannick Varlet, clavicembalo ed organo.

  E proprio quest’ultimo ha interpretato Bernardo Pasquini il quale, avendo come punto di partenza la fondamentale esperienza di Girolamo Frescobaldi, perfezionò in maniera brillante  il linguaggio della tastiera. In effetti, ascoltando i brani del cd, le sonate come la tastata detta “Per Francia”, si avverte il progressivo distacco dal più o meno elaborato fraseggio (quale appunto in Frescobaldi) e la ricerca di un diverso modulo espressivo. Di certo Yannick Varlet, con il suo tocco lieve ma deciso, ha evidenziato tutta la vena di freschezza che impregna lo stile pasquiniano, facendone uno dei più grandi cembalisti (ed organisti) del XVII secolo. E “brillante” è il termine giusto.

 Hugo Reyne e la Simphonie du Marais: Corelli, Sonates et Follia – Opus V. Ed.Continuo,

www.continuorecords.com

il cd è reperibile anche presso il Centre Saint-Louis, in largo Toniolo.

 

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