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Quell’estate del 2011 fu particolarmente calda per l’Italia. La continua altalena dello spread, i richiami della Bce, le classifiche in negativo di Standard & Poor’s ed un reale rischio di bancarotta avevano innescato una pericolosa crisi economica e politica che sembrava senza sbocco. Poi venne nominato un governo tecnico che, almeno nelle premesse, avrebbe evitato la catastrofe, il governo Monti, il quale, pur non essendo la sperata panacea, qualcosa risolse. Ma lasciò dietro di sé alcuni frutti avvelenati, uno in particolare: la riforma Fornero, che provocò 400mila “esodati”. Erano tutti lavoratori che, avendo sottoscritto accordi aziendali per la pensione anticipata di vecchiaia, con l’innalzamento dei limiti di età si trovarono improvvisamente senza stipendio e senza pensione. Un limbo dove l’unico imperativo per molti, tanti, era di arrivare a fine giornata, come Francesca, la protagonista di “L’esodo”, per la regia di Ciro Formisano, ambientato a Roma.Copyright © 2026 | Theme by La Voce di Tutti



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