Arte al Museo del Genio
Arte al museo del Genio
di Antonella D’Ambrosio
Quadruplice imperdibile occasione al Museo del Genio di Roma: un concentrato di storia e cultura; Arthemisia ha messo a segno un altro importante punto di aggregazione culturale per la città di Roma. Per la prima volta la straordinaria architettura dell’edificio dell’”Istituto Storico e di Cultura dell’Arma del Genio” (1) (ISCAG) dell’Esercito Italiano apre stabilmente le sue porte al grande pubblico con l’incisivo nome di “Museo del Genio”, questo straordinario complesso architettonico si è trasformato in un nuovo luogo della cultura per la Capitale. Si tratta di un’iniziativa culturale di Difesa Servizi che dal 2016, su mandato del Ministero della Difesa e delle Forze Armate, valorizza i musei militari. In particolare si potranno visitare: la “Sala delle Colonie e dell’Architettura Militare” dove sono esposte testimonianze del periodo coloniale, e molte riproduzioni in scala delle fortificazioni realizzate dal genio militare. Tra queste il fortino scomponibile in lamiera tipo ”Spaccamela”, un esempio di architettura militare modulare e a rapida installazione; la “Sala della Fotografia, delle Trasmissioni e delle Fotoelettriche” che contiene alcuni oggetti importanti e imponenti che al mondo odierno sono stati resi maneggevoli. Ci si incuriosisce come questi oggetti coniughino, nella migliore tradizione italiana, la capacità di essere utili con una piacevolezza estetica, siano essi grandi che maneggevoli; la “Sala dell’Aeronautica e dei Ferrovieri” documenta la genesi e la fase pionieristica dell’Aeronautica Militare Italiana, nata come specialità del Genio. Attraverso modelli, strumenti e reperti originali, si ripercorrono le prime esperienze di volo, le innovazioni tecniche e il contributo determinante degli ufficiali del Genio per la nascita di quella che sarebbe divenuta una delle forze armate più avanzate del Paese; sono anche documentati materiali ed equipaggiamento utilizzati dal Reggimento Genio Ferrovieri, uno dei reparti di eccellenza dell’Esercito Italiano.
Una visita istruttiva, interessante e piacevole. In questo straordinario edificio – uno dei quattro imperdibili punti di forza di questo straordinario aggregato culturale -, che non mancherà di destare curiosità ed emanare fascino, sono state allestite, fino al 15 febbraio 2026, due mostre accattivanti: “Pop Air”offre una lettura creativa e colorata della storia della scultura italiana e internazionale. Si tratta di una selezione iconica e site specific delle opere di Ugo Nespolo, artista versatile e brillante, capace di attraversare epoche, stili e linguaggi con intelligenza e leggerezza. L’esposizione, presentata in anteprima mondiale, rappresenta la prima occasione ufficiale per scoprire gli spazi rinnovati del Museo.
La mostra, ecco il quarto imperdibile motivo in contemporanea, “Vivian Maier. The Exhibition”, curata da Anne Morin, massima esperta dell’artista, è un emozionante viaggio nell’universo della misteriosa tata–fotografa americana, divenuta icona mondiale della street photography. La mostra propone oltre 200 opere dei suoi intensi scatti capaci di raccontare, con sguardo discreto, l’anima quotidiana delle città e dei loro abitanti. Prima sezione –“L’America del dopoguerra e la facciata del sogno americano”. Le immagini raccontano di coloro che non hanno trovato il loro posto nel “sogno americano”. Scatti rubati a persone ai margini della società, spesso ripresi di spalle o senza che si accorgessero della sua presenza. Seconda sezione –“Il Super 8 e la vivace trama umana degli spazi metropolitani”. Questa sezione, la meno conosciuta e perciò ancora più interessante, esplora le esperienze cinematografiche della Maier. Negli anni Sessanta, Vivian si avvicina anche al linguaggio cinematografico, alternando l’uso della sua fotocamera Rolleiflex con la macchina da presa Super 8 con un approccio documentaristico: filma frontalmente la realtà che la circonda, senza artifici o montaggi, e cattura l’umanità degli spazi metropolitani. Terza sezione –“Tutti i colori della straordinaria vita ordinaria”. Vi troviamo rare immagini a colori, intensi e saturi, scattate nei quartieri operai, in particolare di Chicago, con una Leica 35 mm che contrastano con la silenziosa profondità del suo lavoro in bianco e nero e saranno apprezzate dal pubblico, perché poco note.
Quarta sezione – “L’astratto visto da vicino”: in queste fotografie oggetti e particolari vengono osservati con tale intensità che i loro contorni sembrano svanire, creando immagini poetiche che riflettono la straordinaria abilità della Maier. Quinta sezione –“Vivian sono io”. In questa sezione troviamo gli autoritratti dell’artista carpiti da riflessi in specchi, ombre o superfici di vetro; un dialogo con la cultura contemporanea del selfie ! Sesta sezione – “Uno sguardo ravvicinato e sincero su un’epoca passata”. In questa sezione, siamo per le strade di New York e Chicago, dove Vivian amava perdersi nei quartieri popolari, osservando la vita quotidiana e immortalando con il suo obiettivo i volti e le espressioni di una società in trasformazione, catturando la profondità delle persone comuni, in particolare delle donne. Settima sezione –“Bambini nel tempo”. L’infanzia, argomento, ovviamente, dato il suo mestiere, a lei caro: le fotografie dei bambini di cui si prendeva cura rivelano uno sguardo sensibile, capace di coglierne l’essenza, catturandone l’innocenza e l’intensità emotiva; giochi e lacrime: ogni immagine è un ritratto vivido dell’infanzia, intriso di un’intensità emozionale rara. In questa sezione, vediamo le risate e le espressioni dei piccoli soggetti, in uno dei temi più ricorrenti e personali del suo lavoro.
Il catalogo è realizzato da Moebiusin collaborazione con Réunion des musées nationaux (RMN) –Grand Palaise Musée du Luxembourg, Paris. Da un progetto di Vertigo Syndrome e in collaborazione con diChroma photography, la mostra è prodotta e organizzata da Arthemisia. Da un’iniziativa del Ministero della Difesa, Esercito Italiano e Difesa Servizi, società in house del Ministero della Difesa che valorizza gli asset del Dicastero, il progetto è prodotto e organizzato da Arthemisia e con il patrocinio della Regione Lazio. Il progetto è in partnership con Fondazione Terzo Pilastro Internazionale e Poema e vede come sponsor Generali Italia con il programma Generali Valore Cultura, mobility partner Frecciarossa Treno Ufficiale e media partner la Repubblica.
Che si vuole di più ? Luogo e mostre, nel cuore della Capitale, sono adatti a visitatori di ogni età, anche i bambini si divertiranno e studiosi o appassionati di arte, architettura, storia e fotografia ne usciranno soddisfatti e arricchiti.
(1) La sua denominazione completa, “Istituto Storico e di Cultura dell’Arma del Genio” (ISCAG) dell’Esercito Italiano, ne rivela la natura unica in Italia: un centro in cui convivono museo, biblioteca specialistica, archivio storico e fotografico, luogo di studio, ricerca e memoria.
Museo del Genio, Roma dal 31 ottobre 2025 al 15 febbraio 2026. Dal martedì al venerdì 10.00-17.00. Dal martedì al venerdì 10.00-17.00, sabato e domenica 10.00-20.00 (la biglietteria chiude un’ora prima) Intero € 15,00; Ridotto € 13,00; Ridotto Trenitalia € 11,00. Data la svariata tipologia di biglietti e le aperture straordinarie, si consiglia di rivolgersi direttamente per informazioni e prenotazioni a info@arthemisia.it o allo 06-8561031.











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