|
|
Quando parliamo di arte sacra nella nostra regione pensiamo subito a Roma, l’immenso patrimonio accumulatosi nei secoli, che l’hanno resa città unica al mondo per la sua bellezza. Ma anche centri meno estesi, dove intorno al concetto di fede e trascendenza si è avuta una grossa fioritura artistica, pittura, scultura, architettura. Pensiamo a Viterbo, ad esempio, la città dei papi, o Anagni, altro centro legato al potere pontificio (Bonifacio VIII), o, ancora, Subiaco, con le sue memorie benedettine ed i meravigliosi cicli di affreschi. Il comun denominatore è sempre una certa spettacolarità di fondo, tipica dell’arte figurativa sacra, dove ben si coniugano esaltazione religiosa e fantasia creativa e dove sia il credente che il non credente trovano appagamento. E tuttavia esistono anche produzioni chiamiamole così “minori”, nascoste in piccole località, borghi, pievi sperse nella campagna che suscitano egual reazione emotiva. Basta cercarle ed è quanto propone la bella mostra in corso al Braccio di Carlo Magno al Vaticano, “Sculture preziose. Oreficeria sacra nel Lazio dal XIII al XVIII secolo”.
Copyright © 2026 | Theme by La Voce di Tutti



Buonasera,
volevo segnalarVi l’uscita del libro “Benedetta Maremma. Storia dei santi della bassa Toscana” edito dalla Sarnus che racconta la vita e il culto di 25 santi tra le province di Livorno e Viterbo tra cui anche san Bernardo Janni, san Lituardo e santa Lucia Filippini.
Cordiali saluti
Marco Faraò