Cinema: Devozioni
di Antonella D’Ambrosio
Presentato con successo, come Evento Speciale, all’ultima edizione del Bif&st di Bari, l’affascinante “DEVOZIONI” del regista Gianfranco Pannone ha già iniziato da Napoli, sua città natale, il tour italiano di sicuro gradimento da parte del pubblico. Il regista si è dedicato a indagare e a mostrarci come nella Lucania appenninica, regione del Sud Italia, con le sue valli ricche di storia e tradizioni, grazie alla fede della sua gente, resiste un diffuso senso del sacro. Certamente questo argomento non attira solo i credenti, ma a maggior ragione incuriosisce e affascina quelli che non lo sono. Non per niente il primo personaggio è un astronomo dall’Osservatorio Astronomico di Anzi, in provincia di Potenza, che insegue i detriti spaziali: “Sono uno scienziato, non voglio credere o non credere” e subito ci cattura con l’argomento dell’inquinamento celeste.
L’interessante trama, il cui legante è un uomo che si è dato la missione di salvare, mediante una raccolta di firme, un convento francescano destinato a chiudere, perché vi sono rimasti solo due monaci, si potrebbe così riassumere: c’è una poetessa che da adulta ha incontrato Cristo che le ha indicato il luogo dove costruire un santuario in suo onore; ci sono due fratelli sulle tracce di Pasolini nel paese dove il regista girò parte del suo “Vangelo secondo Matteo”: “La Lucania bisogna svelarla, Pasolini l’ha ben compreso”; un bambino che è stato miracolato da una figura che il popolo considera in odore di santità; una cantante e ricercatrice sulle orme delle antiche melodie popolari. Sono state inserite anche preziose immagini in bianco e nero, tratte dagli archivi, come quelle girate nel 1958 da Luigi Di Gianni.
Tra processioni devozionali di santi e madonne, invasioni di pale eoliche, che in parte hanno trasformato il magnifico paesaggio aperto, a volte ancora selvaggio, l’autore va in cerca di una spiritualità che i nostri tempi sembrano aver smarrito. Lo fa soffermandosi ad ascoltare la gente dei luoghi attraversati, i tanti paesi lucani, come per esempio: Brindisi di Montagna, Campomaggiore, Castelgrande, Savoia di Lucania, Tolve e Vietri, molto meno famosa della marina Vietri in Campania. Cerca la spiritualità anche ascoltando il flusso delle stagioni dettato dal vento, dai tuoni in lontananza, o il manto della statua, della Madonna portata in processione, che svolazza e ancora il volo degli uccelli nel cielo nuvoloso o perfino un gruppo di uomini che giocano a carte e parlano arbëreschë, l’antico dialetto albanese. Il fabbro, scelto per interpretare Gesù nella processione del Venerdì Santo, dichiara di essersi riavvicinato alla fede, grazie proprio a questa tradizione: “Noi giovani siamo superficiali”- dice - facendo capire come sono importanti le tradizioni che veicolano continuità, cultura e saperi, oltre che vicinanza tra le persone.
Il documentario è prodotto da Sandro Bartolozzi, una produzione CLIPPER MEDIA in collaborazione con RAI CINEMA, con il contributo di LUCANA FILM COMMISSION, con il sostegno di Fondo Etico BCC BASILICATA, COMUNE DI LAURENZANA e PO – PROGRAMMA OPERATIVO VAL D’AGRI MELANDRO – SAURO – CAMASTRA, con il contributo MIC – Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo.
Racconta il regista: “In questo nostro mondo dove a fare la parte del leone sono i conflitti, è giusto concentrarsi sul senso del sacro? Secondo me sì; proprio perché l’unica risposta alle debolezze umane, di cui i conflitti sono espressione, è guardare oltre noi. “Devozioni” nasce da questo afflato: cercare Dio attraverso la Natura, i canti di tradizione orale e i santi e le madonne del popolo, in una misura che, nella ricorrenza degli 800 anni dalla sua morte, si rifà a San Francesco. Quello che ho provato a restituire è un Sud che nel vortice di un’epoca dalle grandi trasformazioni, ha ancora in sé qualcosa di profondo da trasmetterci, che è nei silenzi come nella fede del popolo… Senza cadere nella facile nostalgia, la Lucania per me è una terra capace di farci riflettere sul senso della nostra esistenza, ed è così che il film si fa anche atto politico”.
Il documentario, col concept originale di Andrea Di Consoli, è impreziosito da tutti i professionisti coinvolti, che, ognuno per la propria materia, hanno apportato l’armonia della visione di cui si gode: montaggio Erika Manoni, fotografia Tarek Ben Abdallah A.I.C.;T.S.C., suono di presa diretta Domenico Rotiroti, sound design Riccardo Cimino, musica Rocco de Rosa, canto Caterina Pontrandolfo, consulenza antropologica Giuseppe Melillo. C’è da essere grati a Gianfranco Pannone, a cui si devono regia, soggetto e sceneggiatura, per aver diretto quest’opera in equilibrio tra il sentimento non banale del sacro e lo studio antropologico partecipato, rendendola un gioiello prezioso anche per il recupero di una regione quasi dimenticata.








Inserire un commento