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Consulta boccia Giovanardi Fini

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Nonostante la bocciatura della Fini-Giovanardi del 2006 sia per ragioni tecnico-formali e cioè, secondo i giureconsulti, l’inserimento nel testo di emendamenti estranei all’oggetto e alle finalità del decreto (il testo fu approvato all’interno della legge sulle Olimpiadi invernali di Torino), la decisione è di portata storica. Sì, perché ora si dovrà tornare alla normativa precedente e cioè alla Craxi-Jervolino-Vassalli del 1990: una legge definita ai tempi talmente criminogena e liberticida che nel 1993 un referendum l’abrogò in parte alleggerendo le pene per i consumatori di droghe leggere.

 Ed è proprio questo il punto, perché la Fini-Giovanardi equiparava le droghe pesanti con quelle leggere, introducendo come spartiacque fra detenzione e spaccio la dose massima consentita, un quid di illecito oltre il quale per la legge si diventava automaticamente dei pusher anche se semplici consumatori. La legge che porta il nome del senatore del Nuovo centrodestra, poi, inaspriva le condanne prevedendo una pena massima fino a 20 anni anche per il solo possesso di hashish e marijuana. Ora si torna al referendum del 1993 e quindi a un trattamento penale differenziato tra droghe pesanti e leggere e i condannati per quest’ultime non rischieranno pene superiori ai sei anni.

 Ilaria Cucchi: “Senza legge Fini-Giovanardi mio fratello sarebbe vivo”

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“Se la legge Fini-Giovanardi non ci fosse stata, non staremmo qui a parlare di un caso Cucchi”. Subito dopo la bocciatura, da parte della Consulta, dell’equiparazione tra droghe leggere e droghe pesanti prevista dalla legge, parla ai microfoni de ilfattoquotidiano.it Ilaria Cucchi, sorella di Stefano morto il 22 ottobre 2009 nel reparto detentivo dell’ospedale Pertini di Roma, una settimana dopo il suo arresto. Era stato trovato in possesso di venti grammi di hashish. “Adesso – afferma Ilaria – la politica trovi il coraggio di svuotare le carceri”

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