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Decisamente particolare la storia artistica delle Marche la cui posizione geografica ha favorito influssi diversi, permettendo così una diversificazione soprattutto nel linguaggio pittorico. Dal nord l’acceso colorismo della scuola veneta e i turgori di quella emiliana, da ovest gli splendori toscani, da sud la carnalità romana e infine, ad est, sulla parte adriatica, echi bizantineggianti. Se già nel medioevo la pittura marchigiana aveva un certo rilievo ma a livello regionale (la Scuola di Rimini d’influsso giottesco, i Salimbeni) è nella Rinascenza che acquista una valenza nazionale (Carlo e Vittore Crivelli, Raffaello, Lorenzo Lotto). Una varietà e ricchezza pittorica che costella tutto il territorio marchigiano in parte ora ferito dal terremoto che ha provocato danni spesso ingenti al patrimonio artistico. E ne reca testimonianza la bella mostra organizzata dal Pio Sodalizio dei Piceni nel complesso monumentale di San Salvatore in Lauro, “Dai Crivelli a Rubens. Tesori d’Arte da Fermo e dal Suo Territorio”.
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