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Gli anni ’80 nella memoria collettiva sono ormai sedimentati con il marchio di “Anni del Riflusso”, come reazione ai precedenti e convulsi “Anni di Piombo” che però furono anche un periodo ricco di fermenti. Oltre a protestare un’intera generazione si interrogò sul senso della propria vita che una società la cui unica spinta propulsiva era il profitto (mai come oggi, in misura spesso demenziale) costringeva in schemi artificiali e del tutto contro natura. Molti fecero la scelta del ritorno alla Terra come recupero di un’innocenza perduta, in chiave hippy o squisitamente ecologica, talora rinunciando a posizioni di privilegio. E i semi di queste posizioni “altre” germogliarono anche negli anni ’80, malgrado la confusione ideologico-esistenziale, anzi, proprio quale bisogno di un punto fermo. Ed è il caso di Etain Addey che, giunta dall’Inghilterra a Roma, dopo essersi ben inserita in una multinazionale farmaceutica, mollò tutto trasferendosi in Umbria, presso Gubbio, dove aveva acquistato un terreno con rudere annesso.Copyright © 2025 | Theme by La Voce di Tutti



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