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Fantastici Zampilli (Le gioiose fontane di Roma)

Roma è stata sempre una città ricca d’acqua e per questo motivo la fantasia degli artisti d’ogni epoca si è sbizzarrita nella creazione di sublimi capolavori architettonici protagonista l’acqua, che da secoli suscitano stupore e meraviglia. La fontana di Trevi, quella dei Quattro Fiumi, a piazza Navona, il Tritone del Bernini a piazza Barberini, e molte altre ancora, sono conosciute in ogni angolo della Terra perché la loro sontuosa bellezza architettonica reca l’impronta dei più grandi artisti d’ogni tempo.

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Naturalmente, oltre a queste opere grandiose, ce ne sono molte altre, piccole e semplici, ma tutte che esaltano l’abbondanza d’acqua narrando episodi della mitologia, oppure della storia, o semplicemente frutto della fantasia dell’artista.

Il “Mascherone” di via Giulia evoca calici colmi ed ebbrezza spensierata, la Fontana dei Cavalli Marini di Villa Borghese è fantasia allo stato puro, l’omino dallo sguardo un po’ così che sembra barcollare sotto il peso della sua botticella stretta al petto fa tenerezza, e che dire della Barcaccia del Beniini? Il turista che arriva a Roma e viene fulminato dalla spettacolare bellezza della scalinata di Trinità de’ Monti cosa fa per riprendersi dallo shock? Commette, più che un reato, un sacrilegio. Ossia, immerge allegramente i piedi sacrileghi nella Barcaccia e l’inorridito Bernini si volta dall’altra parte. Nei giorni di gran caldo, però, il turista accaldato non solo immerge i piedi stanchi, ma addirittura si tuff a nelle fontane per trovare refrigerio e, chissà perchè, le due grandi vasche ai lati dell’Altare della Patria, a tale scopo, hanno una forza di attrazione irresistibile.

Colpisce la fantasia dell’artista alle prese con le fontanelle. Le piccole non sono meno originali e meno belle di quelle monumentali.

Ve ne sono alcune che hanno una testa di lupo, anzi della lupa, quella capitolina, altre sono un delirio di mostri marini, di rane, di volatili, di serpenti aggrovigliati e quant’altro. Abbiamo detto dell’omino con la botticella di via Lata, ma in passato abbiamo raccontato anche delle vicende che hanno segnato la storia del cosiddetto Fritto Misto, di piazza Vittorio, la sfortunata fontana che per l’abbondanza di esseri marini che la compongono in un groviglio inestricabile di spire e di ventose, di bocche spalancate e di code avvinghiate, fu bollata dal sarcasmo popolare con quell’epiteto così poco generoso. E per finire non dimentichiamo la fontana del Cane, in via Veneto, edificata nel 1940 per fare dissetare l’amico dell’uomo» è formata da una piccola edicola in travertino con un bassorilievo della testa di un cane. Dato che Roma ha, ed ha sempre avuto, molta acqua, lo abbiamo detto, fin dall’antichità le persone autorevoli si sono fatte costruire delle ville con fontane circondate da piante e fiori, dei ninfei con apparati scenici particolari e spettacolari.

Villa Adriana, a Tivoli, dell’imperatore romano Adriano. ne è un esempio eclatante. Nerone aveva un lago artificiale vicino alla sua adorata Domus Aurea, poi prosciugato sotto la dinastia dei Flavi, sostituito poi dal Colosseo. Sempre in epoca imperiale, nacquero, per uso pubblico le terme: di Agrippa, vicino al Pantheon, le più note terme di Caracalla, quelle di Diocleziano, vicino alla stazione Termini, le terme di Traiano ecc. ma esistevano anche quelle private, trovate, alcune sotto le abitazioni, o sotto le chiese, come quelle a Santa Pudenziana. In tempi un po’ più recenti, attorno al 17° secolo, nel mese di agosto, piazza Navona veniva allagata di sera per la gioia della popolazione e anche della nobiltà che si esibiva facendo il giro della piazza, in carrozza. Ma pochi decenni prima un allagamento simile avveniva anche nei pressi di via Giulia con l’acqua del Fontanone di Ponte Sisto. Questo fontanone era stato voluto dal papa Paolo V Borghese (1605-1621) ad opera di Giovanni V asanzio, ed era una derivazione della “Mostra” dell’acqua Paola al Gianicolo. Il fontanone che oggi si trova a Piazza  Triìussa  in Trastevere, all’epoca stava sulla sponda opposta del Tevere e si appoggiava sulla parete dell’Ospizio dei Mendicanti in piazza S. Vincenzo Pallotti.

Scrive Romolo Artidi: “l’acqua, riboccando dalla vasca e ricoprendo la strada serviva di gran sollazzo al popolo…” Un lago artificiale è quello di Villa Borghese e raggiungerlo attraverso il viale dell’aranciera che si snoda tra una fila di magnifici pini è un’autentica goduria per gli occhi e per lo spirito. Il bacino d’acqua verdastra sembra uno stagno naturale popolato da anatrelle, da libellule dalle ali immense che sfiorano la placida acqua verdastra nella quale
si specchiano i papiri che fanno corona al tempietto di Esculapio. il lago, voluto dal principe Marcantonio IV Borghese nel 1786 ed i lavori, compresa la costruzione del Tempietto di Esculapio,al centro su un isolotto artificiale, durarono sette anni. Il Tempietto è opera di Antonio e Mario Asprucci mentre le statue delle ninfe sulle scogliere sono di Giovanni Rusca.

Diamo adesso un fugace sguardo alle ville romane del Rinascimento. Villa Giulia, sulla via Flaminia fu costruita a metà del Cinquecento e appartenne al papa Giulio III (Giovanni Ciocchi del Monte) che arrivava alla sua villa attraversando il Tevere con una sontuosa imbarcazione riccamente addobbata. La villa ha tra le tante bellezze che l’arricchiscono un cortile con un magnifico ninfeo ed uno spettacolare apparato scenografico formato da grotte, scale e passaggi e suggestivi.

A completare l’armonia dell’insieme ci pensano le quattro cariatidi che sostengono un vezzoso balconcino con sottostante l’immancabile fontana. Villa Medici è la sede dell’Accademia di Francia a Trinità dei Monti, ed è una magnifica villa rinascimentale, con bellezze artistiche di notevole importanza e lussureggianti e curatissimi giardini sotto i quali è stata fatta un’importante scoperta, ossia un misterioso labirinto con mura di circa due metri di altezza, che va a finire in una grande sala con pareti di marmo dove Licinio Lucullo allestiva i suoi “luculliani” pranzi, sul bordo di una piscina lunga ottanta metri, alimentata da una grande cisterna. L’elenco delle bellezze artistiche di Roma caratterizzate dalla presenza dell’acqua sarebbe molto lungo, ma noi ci soffermiamo solo sui giardini del Quirinale per ovvie ragioni di spazio: Del Palazzo del Quirinale si sono scritti montagne di libri e si sono riempiti giornali e riviste da tappezzare l’intera città di Roma, per essere stato antica residenza estiva dei Papi, poi sede del re d’Italia e adesso del Presidente della Repubblica Italiana ed è ben noto che è una magnifica residenza che è stata costruita nell’arco di tre secoli per intervento di vari papi. Vogliamo parlare, invece, dei suoi giardini “I giardini del Quirinale”, appunto, perché è lì che l’acqua la fa da padrona rendendoli un’attrazione nell’attrazione. E del Palazzo i Giardini hanno condiviso le vicende che lo hanno reso una delle più belle residenze presidenziali del mondo. I giardini erano stati abbelliti da moltissime fontane, ma oggi ne rimangono solo 19. La più recente è la Fontana di Caserta voluta dal re Umberto I di Savoia. Prima di questa ve ne fu un’altra presso la settecentesca Coffee House, ma nel 600 esisteva già la Fontana della Pioggia, sovrastata da quello che fu uno splendido Fontanone del Diluvio che doveva essere uno spettacolo straordinario di cascate e di zampilli, ma che oggi è solo un modesto rivolo d’acqua. Andando indietro nel tempo, nel 1596 papa Clemente Vili fece costruire la Fontana dell’Organo, un vero e proprio gioiello di arte e di ingegneria. La fontana era inserita in una nicchia decorata da stucchi policromi sia con scene del Vecchio Testamento, sia con personaggi pagani come Apollo e le Muse. Questi personaggi mitologici erano rappresentati nell’atto di suonare degli strumenti musicali e contemporaneamente la cascata d’acqua della fontana produceva un suono come se a suonare fossero gli dei lì rappresentati.

Siamo a Versailles? No, siamo a Roma.

1 Commentoa“Fantastici Zampilli (Le gioiose fontane di Roma)”

  1. Io abito in Via Principe Amedeo e sono molto affezionata alla Fontana del Fritto Misto, mia vicina di casa di piazza Vittorio dove portavo i bambini a giocare.

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