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Sana’a, la capitale dello Yemen, con le sue particolari architetture in terra cruda e gesso, le sue moschee, il colorito suq, l’antico caravanserraglio, città fiabesca celebrata da Pasolini che le dedicò un documentario auspicando il suo inserimento nella lista dell’Unesco. E così fu, Sana’a nel 1986 venne dichiarata “patrimonio dell’umanità”, un gioiello di urbanistica mediorientale che ora, con la guerra civile in corso, che ha già provocato migliaia di vittimei, rischia di andare perduto per sempre. Ma questa è, purtroppo, storia attuale, mentre fino a pochi anni fa la situazione era (relativamente) tranquilla, soprattutto negli anni ’80, quando molte imprese occidentali lavoravano nello Yemen, un paese che stava crescendo. E qui s’inserisce la storia di un nostro connazionale e la sua rocambolesca fuga da Sana’a, che per lui, da città bella ed ospitale, si era improvvisamente mutata in tetro carcere. E, dopo 36 anni, quando ormai non v’è più rischio di recar danno alle persone che lo hanno aiutato, Costantino Maria Casilli ha ripercorso quei drammatici giorni nel suo “Una stupefacente fuga da Sana’a, capitale dello Yemen del Nord” (all’epoca la nazione era divisa in due, la riunificazione avvenne nel 1990).Copyright © 2026 | Theme by La Voce di Tutti



Per me la riscoperta di una storia vera di cui conoscevo poco, quasi niente. A tratti Paradossale, emozionante ma drammatica al tempo stesso. Incredibile come il protagonista se la sia cavata in quella situazione riuscendo a tornare a casa dalla sua famiglia dopo mille peripezie, alcune delle quali anche divertenti
Una storia davvero intrigante, triste ma a tratti anche divertente ed un po’ buffa. Un libro che appassiona, che ti immedesima nel personaggio e che ti trasmette emozioni. Una fortuna incredibile, accompagnata da grandi sacrifici, ha aiutato il protagonista a tornare a casa, sorprendendo il lettore sempre più, spingendolo a leggere ogni singola pagina, fino alla fine.