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Giornate FAI di primavera 2016

untitled  Come sempre, a metà marzo, si rinnova l’appuntamento col FAI, ormai imprescindibile per chi ama l’arte di cui questo paese è ricco e della cui tutela non sempre le istituzioni pubbliche sanno farsi carico. Purtroppo, anche se qualcosa sembra si stia muovendo, ma, come sempre, ci vuole una spinta forte come nel caso di Pompei, dove si sta procedendo bene dopo le giuste rampogne dell’Unione Europea (e speriamo si continui così). Per fortuna esiste il FAI, grazie al quale si sono salvati molti beni che rischiavano il degrado totale, con la perdita di un frammento più o meno consistente della storia del nostro paese. Ma tutto questo i lettori lo sanno bene, il FAI è ormai un punto di riferimento nella cultura italiana, e il notevole afflusso alle Giornate di Primavera, in costante crescendo, ne è una conferma.

  Sabato 19 e domenica 20, la prima con visite riservate ai soci (ci si può iscrivere in loco), la seconda libera per tutti. Sono, come sempre, oltre alle splendide proprietà del FAI, visitabili luoghi normalmente chiusi o accessibili solo agli studiosi o con speciale permesso. Le sorprese non mancano, posti di spesso di rara bellezza, e chi, in questi anni, non ha mancato l’appuntamento con le Giornate può testimoniarlo. Sabato e domenica sono aperti 900 siti in 380 fra città e piccoli centri e qui ovviamente, non potendo certo fare un elenco, cito soprattutto Roma e qualche località della nostra regione.

  Molto attesa è la visita a Palazzo Boncompagni Corcos a via del Governo Vecchio, elegante edificio seicentesco appartenuto ad una ricca famiglia di mercanti ebrei. L’ampliò l’architetto romano Giovanni Antonio de Rossi, molto attivo nell’Urbe (fra le chiese Santa Maria un Publicolis al Ghetto e San Pantaleo e fra i palazzi l’Altieri) e ne affrescò gli appartamenti Carlo Cesi, allievo di Pietro da Cortona. Una decorazione pittorica di buona fattura la sua, che culmina nel salone d’onore, con il corteo di Bacco e Arianna, allegoria del matrimonio fra Maddalena Boncompagni e Filippo Camerata. Notevole è anche la cappella dove figura la Madonna di Monte Giordano, come pure di grande interesse sono la Sala delle Divinità, la Sala degli Elementi e la Sala dell’Aurora.

  Un altro palazzo da visitare è il Caetani Sermoneta a Botteghe Oscure, bella costruzione di metà ‘500 ascrivibile a Nanni di Baccio Bigio (Palazzo Salviati, Palazzo Sacchetti, Porta del Popolo). E sede dell’omonima Fondazione che dispone di un cospicuo e prezioso patrimonio artistico e librario: migliaia di pergamene dal medioevo al XVI secolo, documenti, mappe, manoscritti, e su tutto spicca il famoso “Codex Caietanus” del ‘400 con il testo della Divina Commedia. Nell’800  il conte Michelangelo Caetani fece del palazzo un vivace salotto culturale che, fra i suoi ospiti, ebbe Chateubriand, Walter Scott, Liszt, Mommsen, Gregorovius. E di qui, essendo non lontano, si può fare il percorso dei Fori, la passeggiata che dal Foro di Traiano porta al Foro della Pace, passando per il Foro di Cesare, con il tempio di Venere Genitrice, e il Foro di Nerva, con la famose “Colonnacce”. E passeggiata nel verde e nell’arte è anche quella all’Aventino, Santa Maria del Priorato con la sua piazza, capolavoro del Piranesi (e il celebre buco della serratura attraverso il quale si dà una sbirciata al Cupolone, tappa d’obbligo per i turisti).

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  Assolutamente inedita è poi la visita all’Istituto di Storia e Cultura dell’Arma del Genio, a Lungotevere della Vittoria. Inaugurato nel 1906 da Vittorio Emanuele III è una costruzione massiccia al cui interno, passato l’atrio, è il Sacrario Militare con vetrate del grande Duilio Cambellotti. Dal Cortile delle Armi e dal Cortile delle Guerre si passa nel Museo dove, fra le altre cose, è un’elica del dirigibile Italia e si trova il monoplano Bleriot usato in Libia nel 1911, al tempo della guerra italo-turca.

  Fuori Roma la scelta è ampia. Faccio solo un esempio fra i tanti, la stupenda Villa Gregoriana, gioiello tiburtino ridotto ad una discarica che il FAI ha salvato alla grande (andateci ora, ad inizio della fioritura primaverile. Rovine, vegetazione, acqua: uno spettacolo che fascinò non pochi viaggiatori del Grand Tour). Per il resto, per non fare torto ai vari luoghi aperti, tutti “doc”, consiglio di andare sul sito, www.fondoambiente.it. Buona visita, nel segno e nel nome della Bellezza.

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