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“Festarolo”, così era chiamato l’addetto alla selezione ed esposizione degli arazzi della famiglia Barberini che, per volere del Cardinal Francesco, nipote di papa Urbano VIII, disponeva di più laboratori in Roma dove si producevano questi preziosi tessuti. Averli era una questione di prestigio e, nel XVII secolo, tutte le famiglie di rango ne facevano collezione ma produrli in proprio, affidandone il disegno ad artisti importanti, era davvero il massimo. Un’affermazione di potere, il potere Barberini che si autocelebra e tuttavia, pur nell’intenzione retorica, v’è una bellezza di fondo che ieri stupiva e che oggi possiamo ammirare nel Palazzo omonimo. Ovvero “Glorie di carta. Il disegno degli arazzi Barberini”.
E il magnifico “Ritratto di Urbano VIII” di Pietro da Cortona, celebrativo ma senza alcun accento retorico, di una sontuosità direi meditata anche nel dettaglio (il fine broccato della veste talare), suggella degnamente questa mostra che aggiunge un motivo nuovo alla storia di una delle più importanti famiglie romane del XVII secolo.Copyright © 2026 | Theme by La Voce di Tutti



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