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Nel rione Trevi, in piazza della Pilotta, dal lato opposto all’Università Gregoriana, sorge il seicentesco palazzo Mutti Papazzuri, opera dell’architetto Mattia De Rossi, allievo del Bernini. Qui, nel 1911, s’insediò il Pontificio Istituto Biblico che, fondato da Pio IX nel 1909, abbandonava i locali ormai insufficienti del Collegio Apostolico Leoniano in Prati (per l’occasione fu coniata una medaglia commemorativa). Nato inizialmente su impulso di papa Leone XIII come centro di documentazione storico sulla Terra Santa, l’archeologia quale centro motore, nel tempo si era arricchito di apporti anche diversi, articolandosi in più settori. A quello iniziale se ne affiancarono progressivamente altri, fino a giungere a quindici, un variegato insieme che ricordava molto la confusione erudita del Museo Kircheriano al Collegio Romano. Paleografia ed esposizione di minerali, numismatica ed egittologia, erbario e ceramica antica, solo qualche esempio per dare il senso di una suggestiva quanto eclettica unicità che, all’epoca, aveva come “concorrente” la famosa Collezione Gorga (esposta anni fa a Roma e da me qui recensita).

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