mulberry bags mulberry outlet mulberry sale mulberry handbags mulberry bag mulberry bags mulberry outlet mulberry sale mulberry handbags mulberry bag mulberry purse mulberry bayswater mulberry outlet york mulberry factory shop mulberry uk mulberry purse mulberry bayswater mulberry outlet york mulberry factory shop mulberry uk sac longchamp saint francois longchamp sacs longchamp sac longchamp pliage longchamp pas cher Babyliss Pro Perfect Curl babyliss curl secret babyliss perfect curl babyliss babyliss pro

Impressionisti all’Ara Pacis

??????????????????????????

DEGAS – MATISSE – PICASSO – RENOIR – VAN GOGH. IMPRESSIONISMO e oltre.
Capolavori dal Detroit Institute of Arts

di Antonella D’Ambrosio


 Che bella mostra curata da Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi al Museo dell’Ara Pacis: ben cinquantadue capolavori dei grandi maestri dell’arte europea dal XIX al XX secolo provenienti dal Detroit Institute of Arts. Dopo averla vista viene anche il desiderio di recarsi a Detroit, una città che possiede un museo con tali importanti opere. Sono in mostra: i pionieri dell’impressionismo Degas e Renoir, i protagonisti delle avanguardie parigine Matisse e Picasso, le innovazioni di Van Gogh e, per finire con interesse, gli sperimentatori dell’arte tedesca come Kandinsky e Beckmann. Roma accoglie, con questa esposizione, opere, alcune delle quali entrate nella collezione statunitense addirittura poco dopo la loro esecuzione, che raramente lasciano gli Stati Uniti: si tratta dei pittori protagonisti della modernità che contribuirono a ridefinire il linguaggio espressivo e il rapporto con la luce. L’assessore alla Cultura di Roma Capitale, Massimiliano Smeriglio, ha così presentato questa mostra che non solo restituisce la ricchezza delle collezioni americane, ma ricostruisce l’intreccio di visioni, sperimentazioni e rivoluzioni che hanno definito la pittura tra Ottocento e Novecento europeo: «…al Museo dell’Ara Pacis si apre la grande mostra “Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts”, uno dei musei più prestigiosi degli Stati Uniti. Un’occasione unica per apprezzare uno degli snodi artistici più importanti della storia pittorica. Ci sono passaggi della storia delle arti figurative che hanno cambiato per sempre il nostro modo di intendere la raffigurazione, la luce, i colori, l’irrompere del paesaggio cosiddetto ‘en plein air’. L’impressionismo è stato questo: un’evoluzione pittorica, una piccola rivoluzione, che ha sfidato convenzioni e canoni, dando corpo con la sua pittura ad un movimento composto da artisti da una sensibilità visiva fino ad allora sconosciuta: da Pierre-Auguste Renoir a Edgar Degas, da Paul Cézanne a Camille Pissarro. L’esposizione riunisce 52 opere provenienti dal Detroit Institute of Arts e c’è tempo fino al 3 maggio per godere di questa opportunità che ci racconta  anche come, per la prima volta, è cambiato il rapporto pittorico tra natura e città».

Van Gogh. "Riva dell'Oise a Auvers (1890).

Van Gogh. “Riva dell’Oise a Auvers (1890).

 La mostra si apre con il rinnovamento dell’arte francese a partire dalla metà del XIX secolo, quando realisti e impressionisti, seguendo l’invito di Charles Baudelaire, si concentrano sulla rappresentazione, nella luce naturale, della vita moderna e della contemporaneità: si cominciano a mettere in discussione i codici tradizionali e a interrogare il rapporto tra percezione e realtà, inaugurando una trasformazione profonda che porterà alle avanguardie del primo Novecento. passaggio attraverso cinque dipinti di Edgar Degas, le celebri “Bagnanti” di Paul Cézanne e il raffinato “Donna in poltrona” (1874) di Pierre-Auguste Renoir, ai quali si affiancano due opere più tarde di Pissarro e Alfred Sisley e un dipinto di Max Liebermann che, realizzato nel 1916, testimonia la persistenza della poetica impressionista oltre i confini della Francia. L’esposizione prosegue, in maniera coinvolgente, con le ricerche sviluppate dopo il 1886, anno dell’ultima mostra impressionista, quando la pittura francese si avvia verso una crescente costruzione più stabile della forma e una trasformazione del colore in elemento espressivo autonomo. La montagna“Sainte-Victoire” di Cézanne del primo Novecento mostra con evidenza questa evoluzione; le opere di Renoir mostrano un artista trasformato dalla rilettura della tradizione. I due dipinti di Vincent Van Gogh interpretano la realtà attraverso una pennellata vibrante, comunicando lo stato emotivo dell’artista. In questi anni, come osservava il critico inglese Roger Fry, coniatore del termine “postimpressionismo”, l’opera d’arte si emancipa dal rapporto diretto con il reale e si configura con un’armonia autonoma.
È dedicata alla Parigi dei primi due decenni del Novecento la parte centrale del percorso, quando la capitale francese si afferma come mondiale centro artistico e vede emergere figure decisive come Pablo Picasso e Henri Matisse. Le sei opere di Picasso esposte in mostra restituiscono la complessità del suo percorso: un dipinto del periodo rosa, due della fase cubista e tre ritratti di donne sedute, dipinti dopo il 1920, segnano tappe fondamentali della sua maturità. I tre dipinti di Matisse, realizzati tra il 1916 e il 1919, testimoniano l’evoluzione, dal rigore geometrico delle prime ricerche, a una pennellata più dilatata, influenzata dall’opera di Renoir. Completano il panorama parigino le opere cubiste di María Blanchard, unica artista donna, e di Juan Gris, insieme ai dipinti espressionisti di Amedeo Modigliani e Chaïm Soutine, figure centrali della Scuola di Parigi. E per finire una ricca, importante, selezione dedicata all’avanguardia tedesca, acquisita dal Detroit Institute of Arts grazie al sostegno di importanti mecenati e alla lungimiranza del suo direttore Wilhelm R. Valentiner, in carica tra il 1924 e il 1945. I dipinti di Max Pechstein, Wassily Kandinsky e Lyonel Feininger appartengono ai grandi movimenti d’anteguerra, Die Brücke e il Blaue Reiter. La maggior parte delle opere risale invece al dopoguerra e restituisce la drammaticità della Germania sconfitta, raccontata dalla durezza delle figure di Erich Heckel e Karl Schmidt-Rottluff, e attraverso i lavori intensi di Emil Nolde, Oskar Kokoschka e Max Beckmann, il cui “Autoritratto” del 1945 riflette l’incertezza profonda dell’artista e del suo Paese.

Picasso: "Bottiglia di Anais del Mono (1915).

Picasso: “Bottiglia di Anais del Mono (1915).


 Fino a domenica 3 maggio 2026 si può ammirare la grande mostra “Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts”, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, coprodotta e organizzata
dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e da MondoMostre, con il supporto di Zètema Progetto Cultura. Radio Partner Dimensione Suono Soft, Mobility Partner Atac e Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. La mostra è anche dotata di servizi che rispondono alle diverse esigenze della cittadinanza, con un potenziamento degli strumenti di accessibilità attraverso percorsi multisensoriali, visite integrate, laboratori creativi e video LIS sottotitolati, posizionati all’interno del percorso mostra, realizzati in collaborazione con l’Istituto dei ciechi Francesco Cavazza e Rai Pubblica Utilità. Per tutto il periodo di apertura dell’esposizione è inoltre previsto un servizio di visite tattili e visite con interpreti LIS gratuite, in collaborazione con il Dipartimento Politiche sociali e Salute – Direzione Servizi alla Persona di Roma Capitale, la Cooperativa Segni d’Integrazione Lazio e Zètema Progetto Cultura.

Henri Matisse: "Papaveri" (1919).

Henri Matisse: “Papaveri” (1919).

DEGAS – MATISSE – PICASSO – RENOIR – VAN GOGH
IMPRESSIONISMO e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts
A cura di Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi
4 dicembre 2025 – 3 maggio 2026
Museo dell’Ara Pacis Lungotevere in Augusta (angolo via Tomacelli) – 00186 Roma
Tutti i giorni 9.30-19.30
24 e 31 dicembre 9.30-14.00
1° gennaio 2026 11.00-20.00
Giorni di chiusura 1° maggio e 25 dicembre
Biglietto “solo Mostra”: intero € 15,00 – ridotto € 13,00 – Prevendita: € 1,00
Per maggiori informazioni: tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00)
www.arapacis.it www.museiincomune.it www.mondomostre.it

Max Beckman: "Natura morta con candele cadute" (1929).

Max Beckman: “Natura morta con candele cadute” (1929).

3 Commentia“Impressionisti all’Ara Pacis”

  1. …sempre coinvolgente ed esaustiva nelle tue presentazioni che anticipano e invogliano alle emozioni che la mostra promette!!!…grazie

  2. Articolo molto interessante ed esaustivo

  3. qualcuno mi deve spiegare perchè per avere un audioguida devo dare i miei dati a una terza parte.
    In altre mostre si noleggia l’audioguida o si scarica direttamente dal browser senza che nessuno mi chieda come mi chiamo, dove abito etc.

Rispondi a Lina Annulla risposta

L'indirizo di email non verrà pubblicato.




WordPress SEO fine-tune by Meta SEO Pack from Poradnik Webmastera