La casa sul Palatino
La casa sul Palatino
di Antonio Mazza
Il Parco Archeologico del Colosseo, magnifica realtà di storia cittadina, cuore antico della Roma dei Cesari che l’anno passato ha accolto oltre 14 milioni di visitatori. Una realtà in movimento, ogni anno arricchita da un nuovo spazio aperto al pubblico, sedimenti di storia che affiorano e rendono sempre più affascinante il contesto. Come gli Horrea Piperitaria, uno degli ultimi luoghi recuperati, ed ora un altro, sul Palatino, di grande suggestione: la domus repubblicana dei Grifi, fine II metà I secolo a.C. scoperta da Giacomo Boni nel 1912. Anche qui come altrove il felice incontro fra archeologia e supporto tecnologico, con la realtà virtuale che insaporisce il tutto, facendo rivivere immagini sottratte all’oblio del tempo.
Dunque la Casa dei Grifi, probabilmente, a giudicare dall’interno riccamente decorato, di proprietà di una famiglia della nobiltà romana. E’ una delle domus d’epoca repubblicana meglio conservate grazie alle fondamenta di edifici di epoca flavia che, pur alterando la planimetria originaria, hanno preservato l’insieme, soprattutto le parti affrescate. Due livelli, dal primo, un ambiente protetto dalla copertura in rete microforata che ripropone il profilo mancate del vano scala del Palazzo Flavio, si accede alla parte ipogea, autentico scrigno di bellezza. E qui subentra la parte più intrigante del progetto di recupero, quella che permette di fruire della domus in “real time”, superando così difficoltà oggettive (scala d’accesso troppo ripida, esclusa a persone disabili o con difficoltà motorie, e superficie totale della domus ottanta metri quadrati, di capienza quindi limitata al flusso di visitatori).
Si segue su schermo ciò che avviene nel piano inferiore, dove una guida dotata di videocamera illustra gli otto ambienti che compongono la domus, con interventi di realtà virtuale che ricompongono la fisionomia originaria. E se l’osservazione con il filtro dell’audiovisivo è già un’esperienza quanto mai fascinosa, scendere e constatare de visu è davvero il massimo dell’incanto. Stanze di varia grandezza, un corridoio, un cubicolo, un ambiente centrale con mosaico al centro e poi le pareti affrescate nel secondo stile pompeiano, a cavallo fra I secolo a.C. e I secolo d.C., una sorta di schema architettonico, il finto prospetto dove le parti decorate creano un effetto illusionistico. Magico direi, tale la sensazione che si prova girando per la domus, il cui emblema è la lunetta con il bellissimo grifo in stucco su sfondo rosso (in realtà sono due accostati ma solo uno è pressoché integro).
Le pareti sono una festa di colori, in prevalenza il rosso, pareti rinforzate e consolidate con iniezioni di malta a base di miscela di calce idraulica. La superficie pittorica, che copre l’intera domus, crea un effetto scenografico la cui spettacolarità è ben resa dall’impostazione illusionistica, di finto prospetto. Così le colonne e lesene che suggeriscono una profondità di campo o gli inserti policromi in parete, come ad esempio la sequenza di cubi, motivo peraltro presente anche nella pavimentazione a mosaico. E proprio nel mosaico, in varie versioni, nella sua agile geometria si avverte il gusto raffinato degli sconosciuti artigiani che hanno decorato la domus, all’epoca una delle più belle del Palatino il cui fascino oggi ne fa un gioiello recuperato da ammirare. E che presto sarà visitabile (vedi in calce all’articolo).
Nel corso della conferenza stampa di presentazione del restauro conservativo della Casa dei Grifi, secondo dei dieci progetti previsti nel Piano N. azionale di Ripresa e Resilienza “Caput Mundi”, Alfonsina Russo, già Direttrice del Parco del Colosseo ed ora Capo dipartimento per la valorizzazione culturale, ne ha sottolineato la peculiarità. “Un’esperienza di visita inedita, mai sperimentata prima”, augurandosi che divenga un “modello ispiratore” per progetti futuri ed è anche l’auspico di Simone Quilici, attuale Direttore del Parco, “una forma innovativa di valorizzazione che rende l’esperienza molto più coinvolgente di un semplice contenuto multimediale”.
Merito anche della Comolli Ferrari Spa che ha sponsorizzato la parte logistica, cioè l’impianto illuminotecnico, domotico e trasmissione dati e l’audio-visivo (presente l’AD Paolo Ferrari). E come non citare Federica Rinaldi, Direttrice del Museo Nazionale Romano, responsabile del progetto nonché della visita in “real time” (supervisione tecnica di Stefano Borghini), Aura Picchione che ha diretto i lavori, e Angelica Pujia e Francesca Isabella Gherardi che sono intervenute sull’apparato pittorico, ripulendolo dalla patina del tempo. E tutti hanno contribuito affinché questa fragile testimonianza del passato ci fosse restituita in tutto il suo cromatico splendore.
La Domus dei Grifi apre il 3 marzo, visite previste alle h.14 italiano e 15 inglese, percorso didattico accompagnato (durata 30’), massimo 12 persone. Biglietto Forum Pass Super con integrazione di 8 euro per la visita guidata. Per informazioni www.colosseo.it











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