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La Collezione Torlonia riapre

Busto di Galba

La collezione delle collezioni. Così potrebbe essere definita la raccolta di arte classica della famiglia Torlonia, perché in essa confluirono collezioni più antiche, tra cui la Savelli, la Cesi, la Giustiniani, i marmi dello studio di Bartolomeo Cavaceppi e i materiali di scavo di Porto e della Villa dei Quintili. Quando nel 1859 il principe Alessandro Torlonia allestì il suo museo nel Palazzo Torlonia alla Lungara, la collezione comprendeva 620 statue esposte in 77 sale: indubbiamente una delle più prestigiose collezioni private del mondo. Purtroppo già a partire dalla fine dell’Ottocento il museo non venne più aperto al pubblico, divenendo di fatto una “collezione fantasma”, relegata probabilmente nelle cantine del palazzo quando 40 anni fa le storiche sale vennero trasformate in miniappartamenti.

Ora finalmente le cose cambieranno. Il 15 marzo è stato sottoscritto nella sede del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo un accordo per la valorizzazione e la fruizione pubblica dei tesori artistici dei Torlonia. I firmatari sono Alessandro Poma Murialdo, Amministratore della Fondazione Torlonia e Presidente della Banca del Fucino, Gino Famiglietti, Direttore Generale per l’Archeologia, Francesco Scoppola, Direttore Generale per le Belle Arti e il Paesaggio, e Francesco Prosperetti, Soprintendente Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma.

Ulisse appeso all'ariete

Per il Ministro Dario Franceschini si tratta di “una giornata storica” e l’evento è “un autentico esempio di collaborazione tra pubblico e privato nel segno della cultura”. L’accordo prevede l’organizzazione di una mostra di rilievo internazionale che comprenderà oltre 60 opere di arte classica greca e romana provenienti dalla collezione, in grado di evidenziare l’importanza del progetto. La Fondazione Torlonia sosterrà le spese per il restauro dei reperti, mentre il Ministero, tramite la Soprintendenza Speciale Archeologica di Roma, provvederà alla realizzazione della mostra, che verrà curata dal Prof. Salvatore Settis e da un Comitato d’Onore di cui farà parte il Prof. Carlo Gasparri, autorevole archeologo e accademico dei Lincei.

Hestia Giustinianijpg

 Il progetto, che darà conto della storia del collezionismo ripercorrendo le diverse fasi della costituzione dell’insieme dei marmi Torlonia, prevede nella seconda metà del 2017 un primo momento espositivo a Roma, probabilmente a Palazzo Caffarelli, al quale seguiranno almeno altre due tappe all’estero. Al loro rientro in Italia questa selezione di opere, insieme alle altre nel frattempo restaurate, troverà collocazione in una sede adeguata al prestigio della collezione che verrà individuata d’intesa tra le parti.

 Tra le opere di maggior spicco che verranno esposte figureranno alcuni capolavori dell’età classica quali l’Hestia Giustiniani (simulacro di Vesta che costituiva il principale ornamento della Galleria Giustiniani), la Fanciulla Torlonia (singolare lavoro di scultura etrusca ritrovato a Vulci), l’Ulisse che esce dall’antro di Polifemo, proveniente dalla collezione Albani, la Venere Anadiomene dalla collezione Cesarini, la Statua di Filosofo seduto della Collezione Caetani –Ruspoli e il Busto di Galba: uno dei ritratti più rari della serie imperiale proveniente da Otricoli. Non faranno parte della mostra, invece, i celebri affreschi staccati dalla Tomba François di Vulci, in quanto conservati a Villa Albani e non alla Lungara. Ricordiamo che Villa Albani venne pure acquisita dai Torlonia con la sua prestigiosa collezione archeologica che era stata sistemata dal Winckelmann, le cui teorie sulla scultura antica diedero il via al Neoclassicismo.

Fanciulla Torlonia

Il Museo Torlonia , definito da Carlo Gasbarri “un laboratorio dell’antico tra Rinascimento e Neoclassico”, è in effetti di estremo interesse non solo per gli straordinari reperti antichi, ma anche per capire l’evoluzione del gusto antiquario nell’arco di più secoli. Infatti nel passato si è più volte proceduto a restauri integrativi, eseguiti da grandi artisti. Non possiamo non ricordare tra i restauratori l’Algardi, Duquesnay e Bernini che intervennero nella collezione Giustiniani e Cavaceppi per la collezione Albani. È questo il motivo per cui troviamo anche ritratti antichi con busti moderni in entrambe le collezioni, come è pure integrato il grande sarcofago Savelli confluito nella collezione Giustiniani e quindi nella Torlonia.

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