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Elegante, di fine fattura, quasi sfumata nella sua delicatezza di tocco, un gruppo sacro che, per essere opera di un giovane pittore, denota mano sicura e gusto squisito. Così appare la Madonna Esterhazy, opera che Raffaello dipinse a 25 anni, da poco giunto a Roma dopo il proficuo periodo fiorentino, dove si stava formando la sua forte personalità artistica (“Madonna del cardellino”, “Pala Baglioni”). Lo volle nell’Urbe papa Giulio II il quale rimase così colpito da affidargli la decorazione della stanza della Segnatura e della Stanza di Eliodoro.Copyright © 2026 | Theme by La Voce di Tutti



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