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La prima impressione, osservando i suoi quadri, è quella di trovarsi innanzi ad un pittore naif poi, approfondendo, ti rendi conto che c’è altro. I toni, il colore, il tratto compositivo e, fondamentale, quella vena inquieta che senti pervadere ogni sua tela o disegno. Un’ingenuità di fondo sussiste nella pittura di Antonio Ligabue, certo, ma è voluta, una sorta di ricerca dell’innocenza primaria che nella talora quasi brutale allegoria delle immagini esprime un forte disagio esistenziale. E questo è documentato nelle tre sezioni in cui è divisa la mostra, dal quasi fanciullesco stupore iniziale al segno più marcato, che coincide con i vari ricoveri nell’Ospedale Psichiatrico di Reggio Emilia, quasi scanditi da un crescendo di violenza cromatica delle opere.Copyright © 2026 | Theme by La Voce di Tutti



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