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A rivedere quelle immagini della strage ti ritorna un groppo in gola, come quando il tg in edizione straordinaria ha dato la notizia di Parigi sotto attacco. Un vetro forato dalle pallottole, una scia di sangue sul marciapiede, oggetti persi in una fuga disperata e poi i fiori, i ceri accesi, i biglietti lasciati dai parigini. No, è troppo, 129 morti e 300 feriti per cosa, in nome di che: quale assurdo dio può pretendere un simile sacrificio? La Shar’ia come la intendono i criminali dell’Isis è solo notte e buio della coscienza, una tenebra che sta dilagando e rischia di sommergere anche noi, con le nostre traballanti certezze.Copyright © 2026 | Theme by La Voce di Tutti



Hai la mia totale ed incondizionata approvazione. Il cancro va estirpato alla radice. Si sente in giro qualche parolaio che inneggia alla pace che chiede dialogo. Ma con chi? Si può parlare con chi vuole solo spazzarci via ? C’è una sorta di invidia e di rancore profondo da parte di certo Islam che non ci perdona di avere tutto, mentre loro non hanno nulla, non ci perdona di essere liberi, mentre loro non lo sono e si nascondono dietro il dito della religione.
Questa frangia malata non vuole null’altro che annientarci non chiede dialogo e non ammette dialogo. E allora ripeto di cosa stiamo parlando?
Le potenze occidentali , a parte qualche bombetta più mediatica che altro sta a guardare, perché gli interessi in ballo sono altissimi e gli errori fatti nel passato( guerra in Afghanistan, Saddam, Gheddafi, Nasser) pesano come macigni e un ulteriore passo falso potrebbe costare molto di più in termini di leadership mondiale che far vivere nel terrore le città europee.
Acuto ed equilibrato!
Bene Direttore. MI piace quando li etichetti “criminali dell’ISIS”, non terroristi ma comuni criminali, senza riferimenti religiosi. Dall’analisi manca però un riferimento agli errori commessi da Bush, Sarkosy…e i bombardamenti dei droni americani. E poi mancano accenni alle ambiguità di alcuni paesi, Arabia Saudita in primis. Dobbiamo far uscire allo scoperto questo paese.
E la Turchia? Denunciata pubblicamente da Putin con accuse gravissime? Quindi poco Boots on the ground e sunniti che sconfiggono i CRIMINALI. Questi dobbiamo aiutare. Non esistono risposte facili (immediate) ad una situazione complessa. Purtroppo non conosco musulmani e mi piacerebbe analizzare con loro queste problematiche. Di sicuro non dobbiamo parlare di NOI e di LORO! Nel frattempo è spuntato un pericoloso imbecille: Donald Trump.
Caro Lanfranco,ho preferito non fare dietrologie, sia perché ci sarebbe molto da dire sugli errori dell’Occidente, a cominciare dal colonialismo, che se n’è fregato di etnie, religioni ed altro facendo solo i propri interessi (e Bush ha poi completato il quadro con le sue menzogne planetarie); sia perché reputo scontato che tutti, più o meno, sappiamo le cause che hanno generato la crisi attuale. Il punto è ora, con due fronti uniti contro Daesh ma divergenti fra loro, l’ambiguità di parte del mondo arabo che non si capisce bene con chi e contro chi sta. Parlo con amici di fede islamica e loro condannano le atrocità del califfato ma sono altresì critici nei confronti soprattutto degli USA. Comunque c’è dialogo e ci intendiamo bene e questo è importante. In quanto a Donald Trump pericoloso imbecille, come tu lo definisci, sono pienamente d’accordo con te. Per il resto mi sarebbe piaciuto un dibattito con e fra i lettori ma, come al solito, quando si tratta di problemi di un certo impegno, silenzio totale.