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I Magi, che vennero da Est guidati dalla cometa per rendere omaggio al Bimbo di Betlemme, e il cui arrivo si celebra nel giorno dell’Epifania. I Magi che compaiono in tutti presepi, con i loro doni, i cammelli e il seguito di servitori e, infine, i Magi quali sono rappresentati nell’arte, dai mosaici di Ravenna ai fregi delle cattedrali romaniche alle pitture dei grandi maestri (Giotto, Gentile da Fabriano, Durer, solo per fare qualche nome), fino al dramma liturgico (“Officia Magorum”). I Magi dunque come figure altamente simboliche, rappresentando non solo l’atto di fede in sé ma il tema del pellegrinaggio, che sarà poi sviluppato nel corso dei secoli nel suo intimo significato di viaggio iniziatico (il Santo Sepolcro, Compostela, la Francigena verso Roma, la Nuova Gerusalemme). Questi sono i Magi ma, mentre li collochiamo nel presepe innanzi alla Grotta, chiediamoci chi erano e, poiché poco se ne conosce oltre quel passo che dice “venivano dall’Oriente”, per chi vuole approfondire sarebbe un’ottima cosa leggere il primo testo dedicato a loro, scritto nel XIV secolo : “Storia dei re magi”, di Giovanni di Hildesheim, priore della comunità carmelitana di Kassel, nel cuore della Germania. Un testo che aveva affascinato Goethe e non a torto, perché la “Historia Trium Regum” è uno dei libri più suggestivi della collana di storia medioevale della Ciolfi di Cassino.
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Bella,circostanziata e di ampio respiro la ricostruzione storico ambientale dei Re Magi, ma mi corre obbligo fare una precisazione non marginale: le spoglie dei Magi, trafugate e trasferite a Colonia durante l’invasione e la distruzione di Milano da parte del Barbarossa, restano nella città tedesca fino al 1903, quando il cardinale Andrea Ferrari chiede ed ottiene la restituzione delle poche ossa rimaste. Dall’Epifania del 1904 le reliquie sono custodite in un tabernacolo situato nel transetto di sinistra del tempio.
Fatta questa doverosa precisazione, ringrazio il Direttore Mazza per questo vero e proprio affresco storico corredato, peraltro, da splendide fotografie che lo rendono ancora più interessante.
Certo, ma solo una parte si trova a Sant’Eustorgio, il resto è ancora a Colonia. Storia o leggenda che sia il tutto ha un grande fascino, per credenti e non e consiglio vivamente la lettura di questo affascinante testo medioevale.