mulberry bags mulberry outlet mulberry sale mulberry handbags mulberry bag mulberry bags mulberry outlet mulberry sale mulberry handbags mulberry bag mulberry purse mulberry bayswater mulberry outlet york mulberry factory shop mulberry uk mulberry purse mulberry bayswater mulberry outlet york mulberry factory shop mulberry uk sac longchamp saint francois longchamp sacs longchamp sac longchamp pliage longchamp pas cher Babyliss Pro Perfect Curl babyliss curl secret babyliss perfect curl babyliss babyliss pro

L’Istria di Nobile e gli alberi di Frangi

copertina  Fontana di Trevi è come incastonata in un elegante costruzione che le fa da cornice, lo storico Palazzo Poli, dove un tempo, nella spettacolare Sala Dante, si svolgevano feste ed incontri culturali. Questo era anche uno dei luoghi romani dove Cristina di Svezia, amante delle arti, organizzava i concerti con musicisti del calibro di Stradella, Corelli, Pasquini. E il filo rosso della cultura, interrottosi nell’800 per varie vicende, si è poi riannodato con lo stabilirsi all’interno del Palazzo dell’Istituto Centrale per la Grafica che, con la vicina Calcografia, costituisce un unicum di grande interesse. Non solo per lo sterminato archivio, i “rami”, le matrici delle stampe, ma per conferenze, incontri e soprattutto mostre che, spesso, sono pluritematiche, magari con uno scarto temporale come quelle attualmente in programma: al pianterreno Pietro Nobile, attivo nella prima metà del XIX secolo, e, al primo piano, Giovanni Frangi, pittore contemporaneo vivente.

  Dunque Pietro Nobile, nato nel Canton Ticino, 1776, borsista presso l’Accademia di San Luca a Roma, dove ne studia l’immenso patrimonio architettonico e di scultura del passato in una visione neo classica, vicina al Canova, del quale si considera un allievo. Sarà lui ad erigere il Theseus Tempel, nel Kunsthistorisches di Vienna, che ospiterà il gruppo marmoreo commissionato da Napoleone al Canova, al quale si aggiungerà poi l’imponente Burgotor. Ma se la spettacolarità sembra il suo tratto dominante, come traspare dalle opere compiute in varie parti dell’impero asburgico, in particolare a Trieste (la scenografica chiesa di Sant’Antonio), pure v’è in lui un aspetto più raccolto e sfumato. Ed è quello che riguarda il disegno, al quale si applicò con maestria accompagnando Francesco I d’Asburgo durante il suo viaggio in Istria e dal quale deriva il titolo della mostra in corso, “Viaggio artistico attraverso l’Istria”.

  Una cinquantina di lavori nei quali risalta il tratto delicato ma anche la ricerca del particolare, una minuzia descrittiva che li rende subito accattivanti all’occhio di chi guarda. Muggia, Capodistra, Pirano, Cittanova, Rovigno, Pola, grandi e piccoli centri ma anche paesaggi della costa e dell’interno narrati in un percorso che, rivisitato oggi, ha un grande valore documentario. Le strutture urbane, i panorami d’insieme, i borghi un tempo isolati, aree che hanno subìto nel tempo spesso profondi cambiamenti ma, nel complesso, non hanno perso la loro fisionomia (al contrario di quanto invece è successo in molte zone d’Italia, sconvolte dalla speculazione edilizia).

  Un tratto delicato, dicevo, che talora diventa quasi diafano, trasmettendo una sensazione piacevole, di quiete, come doveva promanare dall’ambiente istriano di metà  ‘800. Quasi se ne percepiscono i ritmi umani, perché Nobile è attento anche ai costumi, le figurine che popolano taluni suoi disegni o veri e propri ritratti, dove lo stile si fa decisamente neo classico. Nel complesso una mostra dove risalta il notevole aspetto grafico della personalità di Nobile e dove linguaggio tecnico e sensibilità artistica trovano un perfetto punto di fusione. Ed anche un modo quasi poetico per Croazia e Slovenia, che hanno collaborato alla riuscita della mostra, di celebrare le Giornate europee del Patrimonio.

  Volendo si potrebbe trovare un collegamento ideale con la personale di Giovanni Frangi al primo piano di Palazzo Poli. Una sorta di respiro ecologico, che tale evocano i tronchi di “Fontannamare”, qualcosa che dilata nello spazio restituendo la purezza di un tempo incontaminato (come doveva essere l’aria d’Istria nel XIX secolo). O la serie di “Antigua”, “Angara”, “San Pietro”, “Ninja”, “Le ninfee”, tutta una consequenzialità di immagini che hanno il sapore e quasi l’odore dell’ambiente naturale, con suggestioni tipo foresta pluviale (e inevitabili richiami pittorici a Schifano). Importante anche il supporto scelto, la carta, una speciale carta tedesca, omaggio all’Istituto Centrale per la Grafica ed ai maestri del passato i cui “rami” originari formano un patrimonio unico al mondo. Ed un vanto per la nostra città.

“Pietro Nobile. Viaggio artistico in Istria” e Giovanni Frangi, Istituto Centrale per la Grafica, Palazzo Poli. Rispettivamente fino all’1 novembre e fino al 6, da martedì a domenica h.14-19. Per informazioni www.grafica.beniculturali.it

Inserire un commento

L'indirizo di email non verrà pubblicato.




WordPress SEO fine-tune by Meta SEO Pack from Poradnik Webmastera