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Come era prevedibile “sold out” per il concerto di Jordi Savall all’Aula Magna dell’Università, “Istanbul”, ovvero “Il Libro della Scienza della Musica di Dimitrie Cantemir”, la tradizione ottomana che dialoga con quella armena, greca e sefardita. Ovvero ancora quel continuo, stimolante e fertilissimo lavoro di ricerca che Jordi e il suo Hespèrion XXI conducono da sempre per trovare un comun denominatore alle culture che si sono stratificate nell’area mediterranea. Perché esiste un filo rosso che collega e sono richiami, intrecci, contaminazioni, motivi che ritornano, come peraltro documenta l’immensa e premiatissima produzione di Jordi (oltre 230 dischi), dal medioevo al classico. Il programma della serata affronta un punto nodale, Istanbul come crocevia fra Occidente e Oriente, crogiuolo di civiltà, e il libro di Cantemir ne è una preziosa testimonianza.Copyright © 2026 | Theme by La Voce di Tutti



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