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Opus

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Incontri, letture, musica classica e folk, come tutti gli anni, una cucina creativa molto stimolante, il tutto immerso in uno scenario di “verzura” che rende la manifestazione una delle più accattivanti dell’Estate Romana. E’ quella ormai cara al pubblico che si svolge nei Giardini della Filarmonica, sulla Via Flaminia, dove si trova la cinquecentesca Casina Vagnozzi. Un luogo non solo di cultura ma anche adatto alla meditazione, perché il verde che la circonda rinfresca la mente e l’anima.
Sedici serate molto intense, ben 34 concerti e una varietà di proposte di sapore etnico e multietnico, come introduce in apertura, il 25 giugno, “Lo spartito del mondo” conferenza concerto di Giovanni Bietti che presenta il suo libro con la partecipazione di Piero Angela. La musica linguaggio universale, punto di collegamento fra le culture e, scorrendo il programma, se ne ha conferma. L’oriente in particolare è ben presente con spettacoli di notevole interesse, come la “Musica carnatica” indiana, la tradizione interpretata dal duo di violini Ganesh e Kumaresh  (3 luglio).
O l’Iran, che oltre alla presentazione di “Suvashun”, di Simin Daneshvar, il primo romanzo scritto da una donna iraniana, offre una serata doppia, “The Sound of Brotherhood”, la musica classica persiana con strumenti della tradizione (santur, tombak, dudur) e “Wispers, Letters never written, Songs never sung”, letture bilingui con musiche in chiave fusion (6 luglio). Multimediale è poi la presenza coreana, testi classici come spunto per sonorità anche elettroniche su coreografie interpretate dalla compagnia di danza DTM2 della Irvine California University (7 luglio). E non poteva mancare il Giappone, il duo Hibiki Ichikawa e Akari Mochizuchi con melodie popolari affidate alla voce umana e strumenti tradizionali come lo shamisen (13 luglio).
Per l’Europa andiamo al Nord ed ecco l’Austria, “Erbario di suoni“, con lo Spafudia Ensemble, la musica popolare in una chiave inedita (4 luglio) e la Slovacchia, il Bratislav Guitar Quartet che, fra le altre cose, propone una molto speciale rilettura dell’ “Amore stregone”, di De Falla (9 luglio). Spostiamoci poi ad est, il Portogallo, con il grande Custodio Castelo e il suo recente album, “Maturus”, il fado quale protagonista assoluto (ma con un tocco particolare, la chitarra Siamese che opera una simbiosi fra il sound di Lisbona e quello di Coimbra). Il 13 luglio, mentre la Spagna è presente l’11, musica flamenca con Livio Gianola e la sua chitarra ad otto corde. Infine il Sud, Malta, un interessante omaggio a Claude Debussy con Nicola Said soprano e Maya Irgalina pianoforte (5 luglio).

I Bassifondi ensemble_2
E ora torniamo nei patri confini. “Prestissimo” è la festa della musica classica giovane e presenta nuovi talenti in crescita, dal 26 al 28 giugno. Appuntamenti da seguire con attenzione proprio per l’impegno che musicisti spesso under 18 profondono nelle loro esecuzioni. Cito “6Corde nel 9Cento”, Flavio Nati alla chitarra, il giovanissimo violinista Carlo Severini in musiche di Schubert, “Mozart-Salieri 2.0: sfida pianistica” con Gesualdo Goggi e Massimo Spada, l’Ensemble I Bassifondi in musiche del ‘600 (alla tiorba Simone Vallerotonda), “Strumenti dallo spazio”, Luca Bertelli e il suo “hang”, dal suono ipnotico e un po’ alieno, “Clarinotte”, con l’Alessandro Carbonara Clarinet Trio.
E continuiamo in ordine sparso. “Le chitarre di Pennisi” è dedicato a Francesco Pennisi che la Filarmonica ricorda con l’esecuzione di “Carteggio” affidata a Imago Sonora Ensemble, Marcello Panni come voce narrante (2 luglio). Poi due solisti, Simone Chiominto al violoncello (3 luglio) e Domenico Sanna al piano in versione jazz (4 luglio). Gustosa la serata “Opera gourmet”, il rapporto fra musica e gastronomia ovvero le arie che hanno ispirato piatti prelibati (Rossini diceva che un buon musicista deve essere anche un buongustaio). Il 5, mentre il 7 da seguire “Un viaggio italiano”, con il duo Voicello, la musica “minore”, fra popolare e colta, dal medioevo ai giorni nostri. Interessante anche “La Mér Mediterranée , con Federica Bartoluzzi al piano che, come suggerisce il titolo, è incentrato su autori che hanno celebrato il Mare Nostrum (9 luglio).
Da non perdere la magnifica Partita n.2 in re minore di Bach eseguita dalla giovanissima Misia Jannoni Sebastianini al quale segue, nella stessa serata, “Easy to Love”, ovvero “Lettere d’amore in 160 caratteri”, con Raffaella Misiti, apprezzata interprete della canzone romana, Pino Perris piano, Aldo Perris contrabbasso, Salvatore di Seta batteria, “love songs” da Gershwin a Jacques Brel (10 luglio). E siamo alle ultime battute, l’Ensemble Pentarte, Marta Vulpi soprano e Stefano Cucci direttore con prime esecuzioni assolute, come “il demone meschino” di Nicola Piovani, “Polvere di suono” di Ada Gentile e “Golpe de luz” di Albino Taggeo (11 luglio). Seguono Edoardo mancini al clarinetto, con musiche del ‘900 e “Swing Opera”, il mezzosoprano Chiara Osella e Accordi e Disaccordi, arie d’opera in chiave swing (12 luglio). Chiusura il 14 con Avant Piano Trio, che interpreta anche una prima assoluta di Orazio Sciortino e “Un gioco sottile” con l’Ensemble di Germano Mazzocchetti un virtuoso della Fisarmonica, sonorità mediterranee e non solo.

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“Opus” ai Giardini della Filarmonica (Via Flaminia 118), dal 25 giugno al 14 luglio. Per il programma più dettagliato, gli orari e i prezzi dei biglietti peraltro contenuti (da 3 a 10 euro) 063201752 e www-filarmonicaromana.org

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