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Due importanti realtà museali romane che, con la riforma del MiBACT (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo), sono divenute autonome ed interrelate fra loro. Si è un po’ tornati alle origini quando fra le raccolte Barberini e Corsini esisteva come una sorta di comun denominatore, cioè un tipo di collezionismo incentrato sui secoli XVII-XVIII, come sottolinea il Direttore Flaminia Gennari Santori. Con le varie acquisizioni e donazioni fu poi necessario un travaso per ragioni di spazio dalla Corsini alla Barberini e mentre la prima si può definire “storica”, nel senso che oggi ammiriamo la collezione esattamente come era ai tempi di Neri Corsini, l’altra ha subìto dispersioni e rimaneggiamenti, che ne hanno modificato la struttura originaria (e così il palazzo, fra saloni affrescati ed interventi architettonici).
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La dispersione della storica Galleria Barberini brucia ancora