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Febbraio 1917, mese che segna la fase cruciale dei massacri della Grande Guerra (come l’olocausto di Verdun). Il 17 giungono a Roma da Parigi un pittore spagnolo ed uno scrittore francese per unirsi ad una compagnia di balletti e mettere in scena uno spettacolo d’avanguardia. Pablo Picasso e Jean Cocteau raggiungono l’impresario e direttore artistico Sergej Djagilev per realizzare “Parade”, con la coreografia di Léonide Massine e le musiche di Erik Satie. Sarà un’opera decisamente fuori degli schemi, una sorta di colorito divertissement surrealista il cui scopo è esorcizzare quel clima di morte che grava sull’Europa. Dagli intensi giorni del periodo romano e soprattutto da quello trascorso a Napoli Picasso ricava forti suggestioni che poi trasfigura nel suo discorso artistico ora narrato alle Scuderie del Quirinale e Palazzo Barberini: “Picasso tra Cubismo e Classicismo: 1915-1925”.
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