Tolfa, il borgo da riscoprire
di Antonella D’Ambrosio
Tolfa, la cittadella che andava tanto di moda negli anni ‘70 e ‘80, si è rinnovata, ma mantenendo le tradizioni che la rendevano e rendono particolare. Chi non vorrebbe trascorrere qualche giornata alla vista di un paesaggio spettacolare con la possibilità di fare svariate attività divertenti e sane, come passeggiare all’aria aperta, andare a cavallo, mangiare bene, fare acquisti validi e parlare con gli abitanti del posto delle loro abitudini e tradizioni ? Che ci sia vivacità lo si legge perfino dalle insegne dei negozi: “Vanity hair” si chiama un parrucchiere, che fa il verso a “Vanity fair” e “Na scarpa e na ciavatta” uno di abbigliamento. Un abitante mi racconta che ha ancora l’abitudine di andarsi ad immergere al “Bagnarello”, vicina pozza di acqua curativa e gratuita, con cui risolve tutti i suoi problemi. Al maneggio, invece, ascolto la simpatica storia del cavallo schizzinoso che non vuole fare la pipì sul terreno compatto nel luogo in cui staziona, per non rischiare di sporcarsi gli zoccoli pretende di essere portato dove c’è la paglia che la assorbe: come dargli torto? Nessuno ora a Tolfa può più dirsi di Tolfa, perché non si nasce più in casa e l’ospedale non c’è, si ricorre a Civitavecchia o alcuni addirittura a Roma e lo dicono con un po’ di malinconia, perché sono orgogliosi, e giustamente, della loro terra di origine.

Il borgo, situato a pochi chilometri da Roma, sui Monti della Tolfa dove il tempo scorre a misura d’uomo, è dominato dai suggestivi ruderi della Rocca dei Frangipane, l’imponente fortezza medievale. Il centro storico, dunque, mantiene intatta la sua struttura di “cittadella arroccata”, sviluppandosi in cerchi concentrici attorno alla fortificazione originaria. All’interno dell’area della Rocca si trova anche il piccolo santuario della Madonna della Rocca che domina l’abitato, luogo di culto e devozione che recentemente è stata oggetto di interventi di manutenzione e valorizzazione insieme alla messa in sicurezza dei percorsi e al miglioramento dell’accessibilità dei punti panoramici. In centro, in via Roma, è gradito soffermarsi sui dettagli architettonici e i cortili interni, simbolo di una ricchezza storica, perché qui la trama medievale, con i suoi vicoli e piazzette, è arricchita dai palazzi rinascimentali.

La sindaca Stefania Bentivoglio racconta: “La tradizione più bella si ha negli affacci: l’affaccio dalla balaustra sulla piazza principale del paese, l’affaccio dal Belvedere e, naturalmente, l’affaccio dalla Rocca. Ogni affaccio è uno sguardo che si perde nell’orizzonte di un verde che non ha subito alterazioni”. Pace, silenzio, aria pura e magnifici, vasti, paesaggi che abbracciano colline, vallate e il lontano mare, ma non manca anche la capacità dei tolfetani di rinnovarsi: per esempio, il recente percorso di rigenerazione del centro storico, realizzato anche con interventi finanziati dal PNRR (linea Borghi), ha restituito spazi, infrastrutture culturali e nuove opportunità per la comunità locale. Il progetto ha avuto come obiettivo quello di trasformare Tolfa, nota per la sua natura rurale e le sue manifestazioni culturali, in un polo turistico-culturale dinamico. Partendo dalle sue peculiarità, come la lavorazione del cuoio, di cui senz’altro si ricorda la “catana”, la borsa in cuoio simbolo di tutta un’epoca storica conosciuta nel mondo come “la Tolfa” e il Festival TOLFARTE, Tolfa ha recuperato il patrimonio artigianale locale per contrastare l’esodo e generare sviluppo economico. Il processo si è articolato attraverso due principali linee di intervento: la creazione di un polo di formazione sulla lavorazione del cuoio e un centro infoculturale. Anche la lavorazione delle selle è un rito di pazienza e competenza, un patrimonio di saperi che trasforma materie semplici in oggetti pieni di memoria. A custodire e rinnovare questo sapere è oggi anche l’Accademia della Catana, ospitata a Palazzo Buttaoni. Il progetto, promosso dal Comune e sostenuto dal PNRR nell’ambito della rigenerazione dei borghi storici, offre un percorso gratuito di cinque settimane, già alla seconda edizione, con un nuovo ciclo previsto prima dell’estate. L’Accademia sta formando nuove professionalità, rieducando la comunità alla sapienza artigianale locale e promuovendo l’innovazione nel settore del design. L’obiettivo è preservare e promuovere l’identità tolfetana, rendendo il borgo attrattivo per i visitatori e offrendo nuove opportunità di lavoro e crescita per la comunità locale. Tra i docenti c’è Valeria Bartolozzi, titolare di uno dei laboratori storici del borgo, attivo da cinque generazioni: un’innovazione che unisce tradizione e tecnologie attuali, come l’e-commerce, capace di valorizzare l’artigianato anche oltre i confini locali.
Altri argomenti che rendono Tolfa famosa sono il Torneo dei Butteri e le corse al fantino che richiamano appassionati da tutto il Lazio: sono tradizioni popolari che celebrano il ruolo e il fascino del cavallo. Simbolo di una cultura rurale che lega l’uomo e il territorio, il cavallo accompagna attività agricole e percorsi nella natura circostante, restituendo un ritmo antico al paesaggio. Il cavallo tolfetano è una razza autoctona con antiche origini etrusche: è rinomato per il suo carattere docile, equilibrato, generoso e collaborativo; originariamente fiero e infaticabile lavoratore dei campi, una volta addestrato diventa affidabile e fidato, rivelandosi perfetto sia per i cavalieri esperti sia per i principianti o i più piccoli, così hanno pazientemente spiegato al Centro Equestre Natura e Cavallo creato da Massimo Morra, dove le “scarpe appese” stanno a significare il tanto lavoro, tempo e dedizione che ci vogliono sempre per creare qualcosa di costruttivo per noi stessi e per gli altri. Il Polo Culturale e il Museo Civico, diretti da Giordano Iacomelli, sono il cuore espositivo e di promozione del patrimonio locale: ospitano reperti archeologici, materiali etnografici, strumenti e testimonianze delle tradizioni artigiane e della storia mineraria, oltre a una selezione di fotografie e oggetti di vita quotidiana che ricostruiscono l’identità della comunità. Il museo svolge attività di mostre temporanee, laboratori didattici e percorsi tematici rivolti a scuole e visitatori, sviluppando collaborazioni con istituzioni e associazioni per progetti di valorizzazione e ricerca. L’Archivio Storico di Tolfa costituisce la memoria documentaria del territorio: custodisce atti, registri anagrafici, carte catastali, mappe, fotografie d’epoca e documenti legati alle attività minerarie e agricole che hanno segnato la vita economica e sociale del borgo. Le collezioni, che comprendono fondi sette‐ottocenteschi e materiale d’archivio comunale e privato, sono oggetto di attività di inventariazione, conservazione preventiva e progetti di digitalizzazione; la consultazione è possibile su appuntamento. con il supporto del personale, che fornisce estratti e riproduzioni per ricerche storiche, pubblicazioni e iniziative espositive.

Un capitolo a parte meriterebbe l’Archivio Paese: un progetto di ricerca, produzione culturale e attivazione territoriale nato a Tolfa, con l’obiettivo di costruire un archivio fotografico di comunità orientato al futuro, la cui componente cospicua è il fondo raccolto da Giovanni Padroni che costituisce il nucleo centrale attorno a cui si sviluppa il lavoro di ricerca e interpretazione, contribuendo alla costruzione di una narrazione condivisa e consapevole della memoria locale. Il progetto si fonda sulla raccolta, digitalizzazione, catalogazione e valorizzazione delle fotografie vernacolari custodite negli archivi privati degli abitanti, intese come patrimonio visivo diffuso capace di restituire una narrazione articolata della vita quotidiana, delle trasformazioni sociali e del paesaggio del territorio. Da non dimenticare la possibilità di mangiare bene con piatti della tradizione culinaria locale come, per esempio, al ristorante “Frangipane” gestito dallo chef Paolo Mellini, un locale recente nel centro storico che propone una cucina di territorio, valorizzando prodotti e ricette locali con un approccio contemporaneo. Infine Tolfa è un buon punto di partenza per escursioni a cavallo o a piedi all’interno del vasto comprensorio dei Monti della Tolfa, una bellissima esperienza immersiva fra boschi, acque, tombe etrusche e resti di archeologia industriale.







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