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E siamo così giunti al 14° anno di un appuntamento che è ormai parte integrante della cultura romana, all’insegna dell’armonia, incontro che, in questo clima di Giubileo, diventa messaggio di condivisione e di pace. Soprattutto condivisione, perché la musica è idioma universale e mai come in questi anni inquieti, in una fase storica fluida, dove si è perso il controllo della realtà (guerre, terrorismo, migrazione), si avverte il bisogno di qualcosa di raro e prezioso che riempia i nostri vuoti: qualcosa di molto simile ad un sentimento religioso che tale è per chi crede e stempera invece in toni comunque alti per chi non crede. Perché il senso del sacro non necessita di una fede precisa, anzi, spesso è proprio chi non crede a nutrire in sé una nobiltà di emozioni, come una consapevolezza nuova.
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