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	<title>News Arte e Cultura &#187; Spettacoli</title>
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		<title>Estate alla Filarmonica</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2021 14:13:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Estate alla Filarmonica

di Antonio Mazza
Bello il titolo, “Musica da amare”, proprio in tono con l’attesa ripartenza, dopo i lunghi mesi pandemici, dei concerti estivi della Filarmonica Romana, in programma  nei giardini della sede storica in via Flaminia. Dal 13 giugno al 1° luglio ben 34 appuntamenti, un magnifico cartellone che include, come sempre, il dialogo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify; font-size: 22px;">Estate alla Filarmonica</p>
<p style="text-align: justify; font-size: 22px;"><a href="http://www.newsartecultura.it/wp-content/uploads/2021/06/l84uyNUA.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter size-full wp-image-9157" alt="l84uyNUA" src="http://www.newsartecultura.it/wp-content/uploads/2021/06/l84uyNUA.jpg" width="178" height="178" /></a></p>
<p style="text-align: justify; font-size: 22px;">di Antonio Mazza</p>
<p style="text-align: justify; font-size: 22px;">Bello il titolo, “Musica da amare”, proprio in tono con l’attesa ripartenza, dopo i lunghi mesi pandemici, dei concerti estivi della Filarmonica Romana, in programma  nei giardini della sede storica in via Flaminia. Dal 13 giugno al 1° luglio ben 34 appuntamenti, un magnifico cartellone che include, come sempre, il dialogo interculturale, celebra alcuni anniversari e presenta alcune novità.</p>
<p style="text-align: justify; font-size: 22px;"><a href="http://www.newsartecultura.it/wp-content/uploads/2021/06/LEYLG5QQ.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter size-full wp-image-9158" alt="LEYLG5QQ" src="http://www.newsartecultura.it/wp-content/uploads/2021/06/LEYLG5QQ.jpg" width="178" height="178" /></a></p>
<p style="text-align: justify; font-size: 22px;">Inizio alla grande con “Rigoletto. La compagnia di nuovo in viaggio”, il 13 giugno nei giardini alle 17,30 e alle 19,30, gustosa rilettura del capolavoro verdiano che la AsLiCO ha dedicato soprattutto ai giovani (regia di Manuel Renga). Segue il bicentenario della Filarmonica, festeggiato da Giovanni Sollima, violoncello, e Giuseppe Andaloro, pianoforte, un duo eccezionale, perché trascolora con eguale leggerezza dal classico al rock: da Stravinskij ai King Crimson, Gentle Giant, Area, Emerson Lake § Palmer (14 giardini h.21). Da non perdere poi, il 15, la “Serata Brahms”, con il famoso (e travagliato) quintetto per pianoforte e archi op.34 e una sonata per clarinetto e piano op.120, ultima produzione, con i giovani dell’Avos Project-Scuola Internazionale di Musica(15 giugno, Sala Casella h.20 e, alle 21,30, “La musica della luce”, incontro-concerto con Giovanni Bietti).</p>
<p style="text-align: justify; font-size: 22px;"><a href="http://www.newsartecultura.it/wp-content/uploads/2021/06/XbvpKBMA.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter size-full wp-image-9159" alt="XbvpKBMA" src="http://www.newsartecultura.it/wp-content/uploads/2021/06/XbvpKBMA.jpg" width="178" height="178" /></a></p>
<p style="text-align: justify; font-size: 22px;">Il violoncello è il protagonista del 17 giugno, Casella h.18,30 e h.20,con  i diplomandi dei Corsi di Alto Perfezionamento dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, mentre in serata nei giardini, h.21,30, “Luci gialle verso sera”, omaggio a Andrea Ceraso, direttore d’orchestra scomparso a soli 39 anni. E il 18 la “novità”, “MusicAmata” un ciclo di 4 concerti nella Sala Casella eseguiti non da professionisti ma da amanti della musica che hanno deciso di condividere la loro passione con il pubblico, sia in gruppo sia come solisti. Sono medici, avvocati, ingegneri, che si esibiscono in programmi spesso impegnativi, con tanto di tavola rotonda e la presentazione di un libro dal titolo piuttosto intrigante: “La musica al tempo del lockdown”, di Antonio Briguglio, avvocato (nei giorni 18, 24, 25 e 27). Interessante è sapere che la Filarmonica è nata proprio così, dall’incontro di persone amanti della musica.</p>
<p style="text-align: justify; font-size: 22px;"><a href="http://www.newsartecultura.it/wp-content/uploads/2021/06/Gu0raVmg.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter size-full wp-image-9160" alt="Gu0raVmg" src="http://www.newsartecultura.it/wp-content/uploads/2021/06/Gu0raVmg.jpg" width="178" height="178" /></a></p>
<p style="text-align: justify; font-size: 22px;">Il dialogo interculturale è inaugurato il 19 giugno nei giardini dal Giappone, “Taiko No Koe”, la voce del tamburo con il Taiko-Trio, gruppo al femminile (Rita Superbi, Marilena Bisceglia, Catia Castagna) che riesce a trasmettere quelle particolari vibrazioni di energia tutta tellurica del taiko nipponico. Il Brasile invece, sempre nei giardini il 21 alle 21,30, preferisce il classico con Sonia Rubinsky al pianoforte, da Mozart a Villa-Lobos (del quale ha inciso l’integrale per piano meritandosi il Grammy Awards 2009). E classico è pure l’appuntamento indiano, “Evening Ragas”, con Ken Zuckerman sarod e Manish Madankar tabla, una serata di gran classe (24 giardini h.21,30). Per l’Irlanda torna Naomi Berrill, con brani da “Suite Dreams”, il suo terzo album, dove, accompagnandosi al violoncello, propone tre suite sulla migrazione come rinascita ciclica, di uomo e in natura (25 giardini h.21,30). L’Argentina omaggia il grande Astor Piazzolla con il complesso Cuartetango e la partecipazione di due ballerini, Leonardo e Cristina Elias (28 giardini h.21,30).</p>
<p style="text-align: justify; font-size: 22px;"><a href="http://www.newsartecultura.it/wp-content/uploads/2021/06/lXXAMUew.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter size-full wp-image-9161" alt="lXXAMUew" src="http://www.newsartecultura.it/wp-content/uploads/2021/06/lXXAMUew.jpg" width="178" height="178" /></a></p>
<p style="text-align: justify; font-size: 22px;">All’Iran un’intera giornata, il 30 giugno, che inizia con “Piccole canzoni nostalgiche”, mostra delle opere di Houra Farzaneh (Sala affreschi, h.18), prosegue con un omaggio a Bahman Mohasses, intellettuale poliedrico inviso al regime degli ayatollah (Casella h.18,30) e una performance teatrale ispirata al leggendario e perduto libro degli dei persiano, “Khoday Namak” (giardini h.20), per concludersi con “Toranj”, l’albero della vita. Concerto di musica classica con strumenti tradizionali (giardini h.21,30). Infine la Lituania, “Foreign Homes”, con l’Ars Lituanica Trio, omaggio al patrimonio musicale lituano disperso con l’invasione nazista, il Litvak (giovedì 1 luglio, Casella h.20).</p>
<p style="text-align: justify; font-size: 22px;"><a href="http://www.newsartecultura.it/wp-content/uploads/2021/06/nccWv0lg.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter size-full wp-image-9162" alt="nccWv0lg" src="http://www.newsartecultura.it/wp-content/uploads/2021/06/nccWv0lg.jpg" width="178" height="178" /></a></p>
<p style="text-align: justify; font-size: 22px;">Gli anniversari. Oltre al già citato bicentenario da segnalare “Sylvano 90”, ovvero le 90 primavere di Sylvano Bussotti, uno dei più importanti musicisti italiani, con due prime assolute, “Il Nudo – quarta parte”, per voce sola, e “Arcangeli”, versione per voce ed elettronica (19 giugno, Casella h.20). E da citare anche “Furiosi Affetti”, omaggio in chiave barocca a don Pablo Colino, 87 primavere, che per 61 anni ha diretto la Scuola di Educazione Musicale e il Coro dell’Accademia Filarmonica Romana (22 giugno, giardini h.21,30). E, ancora, polifonia della Rinascenza con l’Endecavox Ensemble (18 giardini h.21,30), un gruppo molto interessante, gli Accroche Note, impegnati in brani di musica contemporanea con una prima assoluta di Ivan Fedele (21 Casella h.20), “Ma che musical, maestro!”, serata festosa con gli allievi dei Corsi di Alto Perfezionamento dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia (23 Casella h.18,30 e 20), “Alla ricerca di Orfeo”, il mito rivisitato in un colorito dialogo fra musica e letteratura (27 giardini h.21,30), la “Serata Sostakovic” con Eugenio Catone al pianoforte (28 Casella h.20), “Wundergarte- La stanza di Dafne”, con il Morphin’ Quartet, ancora il mito che nel fascinoso scenario dei giardini dell’Accademia trova il suo momento ideale, di fusione panica (29 giardini h.21,30).</p>
<p style="text-align: justify; font-size: 22px;">Chiusura in bellezza nei giardini il 1° luglio 21,30 con I Solisti Aquilani, che celebrano i 50 anni di carriera (dunque un altro insigne anniversario) ed eseguono Le quattro stagioni di Vivaldi collegando musica ed esperienza visiva, quale omaggio a nostra Madre Terra (di pochi giorni fa l’Earth Day). E, come dolce contorno a questa nutrita edizione di “Musica da amare”, un punto ristoro fisso con i piatti della cucina siriana preparati giornalmente da Hummus Town, progetto nato anche per contribuire all’integrazione di rifugiati dando loro un’opportunità lavorativa.</p>
<p style="text-align: justify; font-size: 22px;">“Musica da amare” nei giardini della Filarmonica Romana, Casina Vagnozzi, via Flaminia 118. Biglietti per singoli concerti euro 10, ad eccezione di Sollima-Andaloro, Alla ricerca di Orfeo, I Solisti Aquilani (23 euro più diritto di prevendita). Ingresso libero per gli incontri in Sala Casella giornata Iran e tavola rotonda MusicAmata. Per informazioni <a style="font-size: 22px;" href="http://www.filarmonicaromana.org/">www.filarmonicaromana.org</a></p>
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		<title>Accelerazione&#124;&#124;Decelerazione</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Sep 2020 10:33:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A causa del maltempo, il Festival ArteScienza ha dovuto interrompere per questa settimana la programmazione. Tutti gli appuntamenti al Goethe-Institut Rom (via Savoia 15) di questa settimana, sono stati dunque spostati a quella del 28 settembre. Ecco la nuova programmazione.
 Serata speciale al Festival ArteScienza lunedì 28 settembre. La sera si apre ai Giardini bassi alle [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">A causa del maltempo, il Festival ArteScienza ha dovuto interrompere per questa settimana la programmazione. Tutti gli appuntamenti al Goethe-Institut Rom (via Savoia 15) di questa settimana, sono stati dunque spostati a quella del 28 settembre. Ecco la nuova programmazione.</p>
<p style="text-align: justify;"> Serata speciale al <b>Festival ArteScienza lunedì 28 settembre</b>. La sera si apre ai Giardini bassi alle ore 20 con gli ‘improvvisi’ della regista e attrice <b>Manuela Cherubini</b> su un testo di Elfriede Jelinek, che si alternano alle installazioni realizzate con gli spettacolari Olofoni, particolari diffusori del suono progettati dal Centro Ricerche Musicali.</p>
<p style="text-align: justify;">Alle ore 21.15 ci si sposta ai Giardini Alti per un omaggio del Festival ad <b>Alvin Curran</b>, artista americano dalla carriera lunga e fruttuosa come compositore, performer, creatore di installazioni, scrittore e insegnante sulla scia della tradizione americana di musica sperimentale, co-fondatore del gruppo Musica Elettronica Viva nel 1966 a Roma, dove vive tuttora. Per il pubblico sarà l’occasione per partecipare a un incontro con l’artista e alla sua performance che lo vedrà protagonista <b><i>THE CONTAINMENT ETUDES</i></b> (<i>Gli Studi d’Arginamento</i>),<b> </b>un’autobiografia sonora, iniziata durante il lockdown forzato che Curran ha vissuto con la moglie a Berkeley in California; la regia del suono sarà a cura di Giuseppe Silvi. “<i>Il progetto solistico</i> – racconta lo stesso Curran -, <i>senza un inizio o una fine comprende gran parte della mia musica degli ultimi cinquant’anni presentata spontaneamente dalla ricombinazione di circa 3000 sound-files realizzati su una tastiera MIDI, pianoforte, e altri strumenti acustici</i>”. L’evento è organizzato in collaborazione con l’<b>Ambasciata degli Stati Uniti d’America</b>.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Alvin Curran. </b>Compositore, performer, creatore di installazioni, scrittore e insegnante sulla scia della tradizione americana di musica sperimentale. Nato a Providence nel 1938, ha studiato con Ron Nelson, Elliott Carter e Mel Powell e ha co-fondato il gruppo Musica Elettronica Viva nel 1966 a Roma, dove vive tuttora. La sua musica, che si tratti di opere cameristiche, di arte radiofonica, di performance solistiche o di teatro ambientale a grande scala, abbraccia tutti i suoni, tutti gli spazi, tutte le persone.</p>
<p style="text-align: justify;"> Gli “Improvvisi” ci saranno anche <b>martedì 29 settembre</b>, sempre a partire dalle ore 20 (e sempre nel Giardino basso dell’istituto tedesco) questa volta con il chitarrista <b>Andrea De Vitis</b>, che esegue <i>Tonadilla (on the name of Andrés Segovia) Passacaglia op. 180</i> di Mario Castelnuovo-Tedesco che si alterna ai concerti/installazioni con Olofoni.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalle ore 20.30 ci si sposta nel Giardino Alto per la proiezione di video musicali d’autore, con una selezione di video musicali provenienti dal MA/IN &#8211; Matera Intermedia Festival. Alle ore 21.15, a cura del Goethe-Institut, la proiezione di <b><i>A</i></b><b><i>more dannato</i>,</b> regia di <b>Dominik Graf e Johannes F. Sievert </b>(ingresso gratuito). Film tedesco del 2016, prende avvio da un’accusa indiretta: con i loro lavori difficili e problematici, i portavoce del leggendario “Manifesto di Oberhausen” (Oberhausener Manifest) del 1962, la data di nascita del “Nuovo cinema tedesco” (Neuer Deutscher Film), avrebbero impedito al cinema nazionale di svilupparsi in maniera più libera e forse verso forme più vicine all’intrattenimento. Dominik Graf punta lo sguardo su alcuni nomi di allora, oggi quasi dimenticati, come Roland Klick e Klaus Lemke, anche all’epoca fuori dagli schemi. Così facendo, dà vita a una serie di contraddizioni, che però risultano decisamente stimolanti al fine di una valutazione critica del cinema degli anni ’60 e ’70.</p>
<p style="text-align: justify;"> Dal Goethe Institut Rom, il Festival ArteScienza si sposta per la sola giornata di <b>mercoledì 30 settembre</b> alla <b>Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola</b> (via del Caravita 8a) per un incontro e un concerto a ingresso libero. Prendendo spunto dal tema che contraddistingue l’edizione del Festival di quest’anno (<i>Accelerazione || Decelerazione</i>), alle ore 20 l’incontro con <b>Paul Gilbert</b>, filosofo, storico della metafisica, gesuita, professore emerito presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. Tema dell’incontro sarà <b><i>“Ascolto e silenzio-riflessioni sulla persona e sulla relazione” </i></b>e vi prenderanno parte anche il compositore Michelangelo Lupone e il gesuita Vincenzo D’Adamo. A seguire (ore 21.15) il concerto <b><i>Sacro contemporaneo</i> </b>per organo e live electronics affidato all’organista <b>Giulio Tosti </b>(<b>Pasquale Citera </b>live electronics). Sarà un affascinante excursus all’interno del panorama musicale novecentesco con una piccola deviazione sull’800 italiano. I primi due brani, il Prelude dalla <i>Suite pour orgue</i> n.5 di Maurice Duruflé e <i>Desseins Eternels </i>di Olivier Messiaen dalla raccolta <i>La Nativité du Seigneur</i>, sono esemplificativi della nuova scuola organistica francese di inizio secolo. Una scrittura figlia di Debussy e Ravel, arricchita però da suggestioni della modalità antica. A seguire due importanti brani della corrente minimalista: <i>Opening </i>di Philip Glass (nella libera rielaborazione all’organo di Giulio Tosti) e <i>Pari Intervallo</i> di Arvo Pärt. Sono brani noti a chiunque si sia approcciato a questa corrente, il primo con una concezione formale semplice e diretta, il secondo con una venatura più intimista e contemplativa. Nello spazio tra questi due brani si presenta l’eccezione del programma: <i>La vera piva montanara </i>di Padre Davide da Bergamo, un brano ottocentesco “ad imitazione del baghetto” o meglio della zampogna, permea l’atmosfera di una sacralità rituale degna di tanta “<i>drone music</i> “. Infine, l’indomita  <i>Musica per Organi Caldi</i> del compositore Pasquale Citera, chiude in maniera dirompente questo excursus.</p>
<p style="text-align: justify;"> Si torna al Goethe-Institut per gli ultimi due appuntamenti del Festival.</p>
<p style="text-align: justify;">Vincitrice nel 2019 della Borsa di Studio “Michiko Hirayama”, <b>Virginia Guidi </b>è un giovane mezzosoprano dedito alla musica d’oggi esecutrice di diverse prime assolute. A lei spetta l’appuntamento di aperture delle ore 20 (in cui ascolteremo anche una versione originale di <i>Stripsody </i>di Cathy Berberian) di <b>giovedì 1 ottobre</b>. Alle 21.15 ci si sposta nel Giardino alto per <b><i>Emphatic Scene</i></b>, una performance per indagare il mondo delle percussioni nello scenario della musica contemporanea e sperimentale. Ne saranno protagonisti il percussionista <b>Marco Di Gasbarro</b> e gli allievi delle Scuole popolari di musica Donna Olimpia, Testaccio, Insieme per fare diretti da <b>Leonardo Zaccone</b>. In programma musica di Cage, Gordon, Guaccero, Zaccone e un omaggio a Giacinto Scelsi, quest’ultimo nello schema storico del Gruppo di Improvvisazione di Nuova Consonanza.</p>
<p style="text-align: justify;"> Ultima giornata al Goethe <b>venerdì 2 ottobre </b>(ore 20), nel Giardino basso; in programma <b><i>Accordi</i></b>, con la musica del compositore svedese Åke Parmerud e gli improvvisi di danza a cura di <b>Valerio De Vita</b>, coreografo e danzatore, una collaborazione con la Compagnia Excursus-PinDoc di Ricky Bonavita.</p>
<p style="text-align: justify;">Alle ore 21.15 ci si sposta al Giardino Alto per il concerto che affianca il <b>Duo Essentia</b> al compositore e interprete <b>Stefan Keller</b>. L’Essentia è un duo particolare, che esplora con il talento di <b>Samuele Telari </b>al bajan e <b>Alice Cortegiani</b> al clarinetto, repertori vastissimi, dalle trascrizioni classiche alla musica sperimentale, sempre alla costante ricerca delle possibilità tecniche e timbriche dei propri strumenti. Stefan Keller, nel 2020 residente all’Accademia Tedesca di villa Massimo, è oboista e compositore che ha ricevuto già importanti premi e riconoscimenti, fra cui una residenza Pro Helvetia in India nel 2018, da cui nasce il lavoro che si ascolterà in questo concerto, <b><i>Phoenix </i></b>per tabla e live electronics, di cui è interprete lo stesso autore. Sebbene il brano utilizzi i <i>tabla</i> (le percussioni tradizionali dell’India) attraverso la tecnica strumentale del Nord dell’India, in realtà si distingue completamente dalla musica classica indiana. Il live-electronics è caratterizzato da un programma che segue passo a passo la partitura scritta per attivare dei processi partendo sonori dai riferimenti sonori dei due tamburi. Completa il programma, eseguito dal Duo Essentia, la musica di Toshio Hosokawa, Jukka Tiensuu, Dai Fujikura, Sofia Avramidou.</p>
<p style="text-align: justify;"> <i>Il festival è vincitore dell&#8217;Avviso Pubblico &#8220;</i><strong><i>Estate Romana 2020 &#8211; 2021 &#8211; 2022</i></strong><i>&#8220;, fa parte di Romarama 2020, il palinsesto culturale promosso da Roma Capitale, ed è realizzato in collaborazione con SIAE. </i><i>Nasce dalla collaborazione con il <b>Goethe-Institut</b> e grazie al contributo di numerosi partner e sostenitori quali l’Ambasciata USA, Logos – Ma/In Festival di Matera, Accademia tedesca di Villa Massimo, Istituto Svizzero, le Scuole Popolari di Musica di Donna Olimpia, Testaccio e Insieme per fare, l’Università di Roma “La Sapienza” e la Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola.  </i></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><b>Ufficio stampa</b>: Sara Ciccarelli, cell. 339 7079601, <a href="mailto:sara.ciccarelli@fastwebnet.it" target="_blank">sara.ciccarelli@fastwebnet.it</a></p>
<p style="text-align: center;"> <b>Info</b>: <a href="http://www.crm-music.it" target="_blank">www.crm-music.it</a> &#8211; <a href="http://www.artescienza.info" target="_blank">www.artescienza.info</a></p>
<p style="text-align: center;"><b>Prenotazioni: </b>nel rispetto delle norme per la prevenzione anti Covid-19 è preferibile e consigliata la prenotazione dei biglietti in modalità digitale ovvero mediante le seguenti opzioni: CRM &#8211; tel 06 45563595  (orari lun – ven 9.30 &gt; 18.00; sabato ore 9.30 &gt; 17) o <a href="mailto:info@crm-music.it" target="_blank">info@crm-music.it</a>; <a href="http://www.artescienza.info" target="_blank">www.artescienza.info</a></p>
<p style="text-align: center;"> <b>Biglietti</b></p>
<p style="text-align: center;"><b>Concerti, performance al Goethe-Institut</b></p>
<p style="text-align: center;">Intero euro 10 &#8211; ridotto &gt; 65, giovani &lt; 26, Disabili euro 7</p>
<h4 style="text-align: center;"> <b>Concerti/Installazione – Video musicali d’autore</b></h4>
<p style="text-align: center;">Prezzo unico euro 5</p>
<p style="text-align: center;"> <b>Tutte le altre iniziative sono ad ingresso gratuito</b></p>
<p style="text-align: center;">Ingresso contingentato fino ad esaurimento posti</p>
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		<title>Classica al tramonto</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jul 2020 08:01:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si inaugura domenica 5 luglio 2020 il festival “Classica al tramonto”, la rassegna di musica da camera organizzata dalla IUC nel Museo Orto Botanico dell’Università “La Sapienza” (Largo Cristina di Svezia n. 24), un luogo segreto e silenzioso della città, a ridosso di Palazzo Corsini alla Lungara. La formula del festival consiste nel presentare alcuni [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><b>Si inaugura domenica 5 luglio 2020 il festival “Classica al tramonto”, la rassegna di musica da camera organizzata dalla IUC nel Museo Orto Botanico dell’Università “La Sapienza” </b>(Largo Cristina di Svezia n. 24), un luogo segreto e silenzioso della città, a ridosso di Palazzo Corsini alla Lungara. <b>La formula del festival consiste nel presentare alcuni dei migliori solisti e gruppi italiani, giovani ma già affermati. Con un concerto finale speciale dedicato al jazz</b>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.newsartecultura.it/wp-content/uploads/2020/07/o3.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignnone size-full wp-image-8770" alt="o3" src="http://www.newsartecultura.it/wp-content/uploads/2020/07/o3.jpg" width="400" height="413" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Il primo degli otto appuntamenti, il 5 luglio alle 20.30, è affidato alla pianista Gloria Campaner, al violinista Michele Redaelli e al violoncellista Enrico Saverio Pagano</b>.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Suoneranno di volta in volta in trio, in duo e a solo, proponendo musiche di Haydn, Respighi, Beethoven e Mozart</b>.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Gloria Campaner</b>, veneziana, si è affermata in alcune delle più importanti sale da concerto in Italia e all’estero (Europa, Israele, Giappone, Cina, India, Nord e Sud America, Sud Africa, ecc.) e ha già inciso per EMI e Warner. Nonostante la giovane età, già tiene corsi e masterclass in Italia ed all’estero. Dal 2018 è Direttore Artistico dell’Associazione Musicale “Bellini” (Messina) ed è ‘guest professor’ alla Nelson Mandela University di Port Elizabeth (Sudafrica).</p>
<p style="text-align: justify;">Il ventitreenne <b>Michele Redaelli</b>, lombardo, è violino “di spalla” dell’Orchestra da Camera Canova, con cui ha dato decine di concerti in tutta Italia, e parallelamente svolge attività concertistica indipendente come solista. La particolarità è che i tre musicisti che suoneranno di volta in volta in trio, in duo e a solo, proponendo musiche di Haydn, Mozart, Beethoven e Respighi (un suo poco noto <i>Notturno</i>, particolarmente in tono con l’ambiente e l’ora).</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Enrico Saverio Pagano</b>, nato a Roma venticinque anni fa, è violoncellista e direttore d’orchestra. Nel 2014 ha fondato l’Orchestra da Camera Canova, che raduna giovani professionisti suoi coetanei, con cui ha diretto oltre sessanta concerti in Italia. Ha diretto anche all’estero e nel 2016, ad appena ventun’anni, ha debuttato negli USA. Incide per Concerto Classics. In quest’occasione ritorna al violoncello, lo strumento con cui ha iniziato la sua attività musicale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il concerto è dedicato principalmente a Haydn, Mozart e Beethoven, i tre grandi della cosiddetta “scuola di Vienna”. In apertura la <i>Sonata in mi minore per violino e pianoforte K 304 </i>di <b>Wolfgang Amadeus Mozart</b>, che la compose a Parigi nel 1778, a ventidue anni, giovane come gli interpreti che la eseguono oggi. Superando per primo i vecchi problemi di equilibrio e di integrazione fra i due strumenti, Mozart risolve ogni problema stilistico e formale, giungendo ad una ricerca espressiva più ricca e screziata, con un <i>Allegro</i> che alterna accentuazioni drammatiche e rassegnata malinconia e un <i>Minuetto</i> elegiaco che già anticipa Schubert.</p>
<p style="text-align: justify;">La conclusione è con il <i>Trio in mi maggiore per violino, violoncello e pianoforte n. 44</i> del 1797, un capolavoro della piena maturità di <b>Joseph Haydn</b>, la cui arte risplende qui in tutto il suo vigore, soprattutto nel grandioso <i>Allegro </i>iniziale, dal respiro quasi beethoveniano, e nel romantico <i>Allegretto</i>.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra Mozart e Haydn s’inseriscono due brani pianistici che evocano atmosfere notturne, dunque perfettamente adatti al luogo e all’ora del concerto. Di <b>Ottorino Respighi</b> il poco noto ma affascinante <i>Notturno</i> (dai <i>6 pezzi per pianoforte </i>del 1905), in cui prevalgono sonorità sfumate e vaporose, un po’ impressioniste, e di <b>Ludwig van Beethoven</b> la celeberrima <i>Sonata n. 14 in do diesis minore op. 27 n. 2 “Al chiaro di luna”</i>, una delle più famose composizioni pianistiche di ogni tempo: ascoltandola, ci si può abbandonarsi alle sue sognanti e romantiche atmosfere notturne e contemporaneamente stupirsi della novità e audacia dimostrate da un ancor giovane compositore, che già si dimostrava uno dei più grandi geni della musica di ogni tempo.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.newsartecultura.it/wp-content/uploads/2020/07/t.ò8tyl.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignnone size-full wp-image-8771" alt="t.ò8tyl" src="http://www.newsartecultura.it/wp-content/uploads/2020/07/t.ò8tyl.jpg" width="400" height="420" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Saranno rispettati scrupolosamente il distanziamento sociale, <b>l’uso obbligatorio della mascherina </b>e le altre norme le norme sulla prevenzione del corona virus.</p>
<p style="text-align: justify;">È consigliato l’acquisto dei biglietti in prevendita. Potranno essere acquistati on line su <a href="http://www.vivaticket.com/" target="_blank">www.vivaticket.com</a> o telefonando alla IUC ai numeri 06-3610051/2 dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17. Se ancora disponibili, i biglietti si potranno acquistare anche la sera stessa a partire dalle ore 19.45 sul luogo del concerto.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre è necessario munirsi del biglietto del Museo Orto Botanico, acquistabile al botteghino del museo stesso al prezzo di € 4.</p>
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		<title>Roma deserta</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Jun 2020 06:51:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Mazza]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: justify;">  E’ il titolo del primo dei tre appuntamenti per organo che l’Istituzione Universitaria dei Concerti presenta al pubblico dopo i silenzi causati dal lockdown, con la città come cristallizzata nel tempo. Roma deserta, appunto, al cui ritorno ai ritmi quotidiani sono dedicati tre concerti nella Chiesa Evangelica Luterana di via Sicilia, un’imponente costruzione in stile neo romanico.</h4>
<h4 style="text-align: justify;"><a href="http://www.newsartecultura.it/wp-content/uploads/2020/06/Livia-Mazzanti-2-©-Peter-Dimpflmeier.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignnone size-full wp-image-8753" alt="SONY DSC" src="http://www.newsartecultura.it/wp-content/uploads/2020/06/Livia-Mazzanti-2-©-Peter-Dimpflmeier.jpg" width="640" height="497" /></a></h4>
<h4 style="text-align: justify;">Interno a tre navate con matronei ed un abside con un bel mosaico dove figura il Cristo Pantocrator in mandorla, in basso un sobrio altare e a lato l’ambone con scolpite figure di profeti ed evangelisti. Il soffitto anch’esso a mosaico completa il quadro e rende tutto di grande fascino, proprio la cornice giusta per il concerto d’organo eseguito da Livia Mazzanti.<br />
Apre il grande Frescobaldi, la “Toccata sesta” (dal II Libro di Toccate), con le sue limpide sonorità come un susseguirsi ed intrecciarsi di onde sonore, un discorso tutto verticale che si risolve in un luminoso finale (e l’apice sarà nei “Fiori musicali”) . E’ la bellezza del “ricercare”  da lui ripresa (e ampliata) da musicisti precedenti (Cavazzoni, Claudio Merulo, i Gabrieli), la struttura compositiva che poi i tedeschi, soprattutto Bach, sviluppano per l’arte della Fuga. Segue “Jeux d’escalier”, di Mario Berlinguer, una sorta di colorito “capriccio” ispirato alla scalinata di Trinità de’ Monti, con l’organo in guisa impressionista, le note-immagini ad evocare quel brusìo umano che ogni giorno percorre lo storico scalone. E una lieve spruzzata di ponentino sullo sfondo.<br />
Domenico Zipoli, prete gesuita che si recò nelle misiones argentine e qui restò componendo musica nel Nuovo Mondo (vedi i “Vespri di Sant’Ignazio”). In Italia era conosciuto soprattutto per due magnifiche raccolte di “Sonate di intavolatura per organo e cimbalo”, la cui agilità ed eleganza ritroviamo qui nella “Canzona in sol minore”, dove la forma del “ricercare” viene declinata con un linguaggio piuttosto innovativo. E, poiché il concerto è a musiche alternate nel tempo, succede un contemporaneo, Giacinto Scelsi, peraltro importante nella formazione musicale di Livia Mazzanti. “In nomine Lucis” è un brano particolare, la sua linea melodica rivelando un che di umbratile e criptico, scorrendo in maniera carsica fino a sfociare in una dimensione di luce, come appunto suggerisce il titolo.<br />
Un altro personaggio importante della Roma musicale del ‘600, Bernardo Pasquini, che fu maestro dei concerti di Cristina di Svezia e clavicembalista del principe  Borghese e del teatro Capranica. Di lui la deliziosa “Toccata settima in re minore”, fresca, solare, un gioco di chiaroscuri che quasi anticipa il gusto rococò ma, soprattutto, una squisita padronanza tecnica unità ad una soave levità di tocco che si avverte sostanzialmente per cembalo (e infatti Pasquini ne è considerato un maestro. La sua tomba è nella chiesa di San Lorenzo in Lucina). E suggella la serata Franz Liszt, “Evocation à la Chapelle Sixtine”, dove i turgori ed i languori dell’organo romantico attingono alle note del “Miserere” di Allegri e l’ “Ave Verum” di Mozart (in un suo viaggio a Roma con il padre Leopold, Mozart fanciullo lo imparò a memoria e poi lo trascrisse).<br />
Livia Mazzanti, un bel curriculum come musicista, Premio Speciale della Giuria al Concorso Internazionale d’Organo di Roma e Diplòme de Concert della Schola Cantorum conferitole a Parigi. Concerti in Italia, Europa, America, Medio Oriente, incisioni con varie etichette discografiche e presenza stabile all’organo della Chiesa Evangelica Luterana. Il programma a compositori alternati, antico-moderno, ha permesso di recepire in pieno le qualità del suo stile, che trascolora in modo uniforme da tonalità fluide a tonalità più compatte. Nessuna sbavatura di sorta, anzi, un vigore melodico che in taluni brani (Frescobaldi, Scelsi, Pasquini) ne esalta la tessitura cromatica. Sì, davvero un’eccellente maniera per celebrare la fine (speriamo) del lockdown romano.</h4>
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		<title>“Organizzando”</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Jun 2020 10:39:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo oltre tre mesi di totale interruzione di ogni attività musicale, la IUC è la prima a Roma e tra le prime in Italia ad offrire la possibilità di ascoltare nuovamente la musica dal vivo. Giovedì 18 giugno inizia infatti “Organizzando”, una rassegna di tre concerti per organo nella Chiesa Evangelica Luterana di Roma, in [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: justify;"><b>Dopo oltre tre mesi di totale interruzione di ogni attività musicale, la IUC è la prima a Roma e tra le prime in Italia ad offrire la possibilità di ascoltare nuovamente la musica dal vivo. Giovedì 18 giugno inizia infatti “Organizzando”, una rassegna di tre concerti per organo nella Chiesa Evangelica Luterana di Roma, in via Sicilia 70. È solo un primo passo, ma molto importante per il suo valore simbolico e come dimostrazione della possibilità di superare tutte le limitazioni imposte dall’attuale situazione.</b></h4>
<h4 style="text-align: justify;"><b>Giovedì 18 giugno alle 21.00 apre la rassegna l’organista romana Livia Mazzanti con un omaggio a Roma: il concerto sarà intitolato “ROMA DESERTA”, ripensando ai giorni del lockdown, quando agli occhi dei pochi passanti la città si presentava nel suo aspetto più autentico</b>. Al titolo si aggiunge una citazione di Goethe: “Tutto è come lo immaginavo, e tutto è nuovo”.</h4>
<h4 style="text-align: justify;"><b>Livia Mazzanti è un’organista dall&#8217;ampio orizzonte interpretativo, che spazia dal Rinascimento ai giorni nostri</b>. È anche improvvisatrice, arte trasmessale da Giacinto Scelsi a Roma, quindi da Jean Guillou, col quale si è a lungo perfezionata a Parigi. I suoi concerti l’hanno condotta in Europa, Nord e Sud America e Medio Oriente. Le sue incisioni di opere di Schoenberg, Busoni, Hindemith, Scelsi, Guillou e la riscoperta in prima mondiale delle integrali organistiche di Rota e Castelnuovo-Tedesco, sono considerate di riferimento.</h4>
<h4 style="text-align: justify;"><b>Il programma offre un’immagine musicale della Roma antica e moderna, alternando grandi compositori per organo attivi a Roma tra Seicento e Settecento e musicisti dei secoli successivi, dall’Ottocento ai nostri giorni, che hanno espresso le sensazioni suscitate in loro dalle bellezze di Roma</b>.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Si inizia con la “Toccata sesta” del Secondo Libro di <b>Gerolamo Frescobaldi</b>, il più grande compositore di musica organistica del Seicento, nato a Ferrara ma vissuto per oltre quarant’anni a Roma, dove ebbe l’incarico di organista di San Pietro. <b>Domenico Zipoli</b> era nato a Prato, ma si trasferì giovanissimo a Roma, dove fu organista a Santa Maria in Trastevere e alla Chiesa Nuova, finché nel 1716 venne inviato dai suoi superiori (apparteneva infatti all’ordine dei Gesuiti) nelle missioni dell’America del Sud: si ascolterà uno dei brani più famosi, la “Canzona in sol minore&#8221;, pubblicata poco prima di lasciare per sempre Roma. Poi Livia Mazzanti eseguirà la “Toccata settima in re minore” di un altro grande compositore toscano trapiantato a Roma, <b>Bernardo Pasquini</b>, che fu organista in importanti chiese come Santa Maria Maggiore nonché “organista del Senato e del Popolo Romano” e compose anche per la grande aristocrazia, come i Borghese, i Chigi e Cristina di Svezia.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Ai tre compositori del periodo barocco Livia Mazzanti alterna tre compositori di epoche successive. Di <b>Mario Berlinguer</b>, nato a Roma nel 1961, esegue “Jeux d’escalier” del 2012, ispirato all’intreccio barocco delle scale di Trinità de’ Monti. Il Novecento è rappresentato da “In nomine Lucis”, composto nel 1974 da <b>Giacinto Scelsi</b>, che inventò una tecnica speciale per ottenere dei microtoni e degli effetti sonori che sembrerebbero preclusi a questo strumento. Il concerto si conclude con <b>Franz Liszt</b>, che per molti anni scelse di vivere a Roma e nel 1862 compose “Évocation à la Chapelle Sixtine”, in cui rievoca le impressioni ricevute dall’ascolto del Miserere di Allegri e dell’Ave verum di Mozart sotto gli affreschi di Michelangelo.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">I posti per il pubblico saranno necessariamente ridotti per rispettare il distanziamento sociale e le altre disposizioni per la prevenzione del coronavirus (<b>si ricorda l’obbligo di</b> <b>indossare la mascherina</b>).</h4>
<h4 style="text-align: justify;"><b>L’ingresso è gratuito ma</b> <b>è necessaria la prenotazione, telefonando al n. 06-3610051/2 entro le ore 13 di giovedì 18 giugno 2020 </b>(è possibile prenotare per un massimo di 4 persone, comunicando i nomi dei partecipanti).</h4>
<p><a href="http://www.newsartecultura.it/wp-content/uploads/2020/06/Livia-Mazzanti-©-Peter-Dimpflmeier.jpeg" rel="prettyPhoto"><img class="alignnone size-full wp-image-8744" alt="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" src="http://www.newsartecultura.it/wp-content/uploads/2020/06/Livia-Mazzanti-©-Peter-Dimpflmeier.jpeg" width="1280" height="960" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;"><b>“Organizzando” proseguirà il 25 giugno e il 7 luglio con altri due concerti,</b> sempre nella Chiesa Evangelica Luterana di via Sicilia 70, con inizio alle 21, di cui saranno protagonisti rispettivamente <b>Francesco Finotti</b> (musiche di Brahms, Bach e Guillou) e <b>Daniel Matron</b>e (musiche Bach, Saint-Saëns, Guilmant e Matrone).</h4>
<h4 style="text-align: justify;"><b>L’attività estiva della IUC non si fermerà a questa rassegna organistica e proseguirà a luglio con una nuova edizione di “Classica al tramonto”, una serie di concerti da camera presso il Museo Orto Botanico dell’Università “La Sapienza.</b></h4>
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		<title>Natale a Santa Maria dell’Anima</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jan 2020 17:58:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Mazza]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ senz’altro da annoverare fra le chiese più belle del centro storico, dietro piazza Navona e proprio in mezzo a quei due gioielli che sono Sant’Agnese in Agone e Santa Maria della Pace. Forse è proprio questo che la penalizza, romani e turisti la conoscono poco e invece merita di esser visitata, perché Santa Maria [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: justify;">E’ senz’altro da annoverare fra le chiese più belle del centro storico, dietro piazza Navona e proprio in mezzo a quei due gioielli che sono Sant’Agnese in Agone e Santa Maria della Pace. Forse è proprio questo che la penalizza, romani e turisti la conoscono poco e invece merita di esser visitata, perché Santa Maria dell’Anima custodisce non pochi capolavori. Ariosa, a tre navate, costruita a metà del XIV secolo e poi ristrutturata in forme rinascimentali da Giuliano da Sangallo, la chiesa con l’ospizio collegato divenne punto di riferimento per gli appartenenti alla nazione tedesca. E lo è tuttora con il suo collegio per sacerdoti nonché luogo di accoglienza dei pellegrini, come fu in passato, sancito da una bolla di papa Eugenio IV.<br />
Un altro papa ha qui la sua ultima dimora, Adriano VI Florisz, una sontuosa tomba firmata da Baldassarre Peruzzi all’interno del presbiterio. Sull’altar maggiore risalta una delicata Sacra Famiglia di Giulio Romano, il grande allievo di Raffaello, e, nelle cappelle laterali, figurano altri importanti pittori, come il manierista Francesco Salviati (una drammatica Deposizione) e il caravaggesco Carlo Saraceni (San Bennone e, nella cappella di contro, il martirio di San Lamberto, opere di forte connotazione cromatica). E ancora, notevole, una suggestiva Pietà scolpita dal Lorenzetto, anch’egli allievo di Raffaello.<br />
In questo scrigno di bellezza ha sede la Cappella Musicale di Santa Maria dell’Anima diretta da Flavio Colusso, impegnato nel progetto “La Via dell’Anima”, il recupero del patrimonio musicale presente nei manoscritti della collezione Santini, musicista romano della prima metà dell’800. E nel corso del concerto, organizzato dal Pontificio Istituto Santa Maria dell’Anima in collaborazione con Musica Immagine e la Cappella Musicale, sono riemerse le figure di Giovanni Battista Costanzi e Lorenzo Pelli, musicisti romani del XVIII secolo. In programma anche una Messa di Mozart ed una composizione del maestro Colusso, il tutto in funzione liturgica, a commento dei vari passaggi della Messa “In Nativitate Domini”. E subito la Missa k.140, opera giovanile di Mozart, che si apre con la soave freschezza del Kyrie, sviluppando un discorso corale, voci e melodia, di grande fluidità (e sarà questo il tratto peculiare della musica di Mozart). Ai chiaroscuri del Gloria segue la densità del Credo, l’atto di fede che è lieve nell’ “incarnatus est”, più solenne nel “et resurrexit”, poi è tutto un crescendo sino al finale Agnus Dei.<br />
“Panem coeli dedit eis”, di Giovanni Battista Costanzi, musicista senz’altro da riscoprire per la qualità e lo stile delle sue composizioni. Il brano eseguito infatti racchiude una potenzialità di interessanti soluzioni narrative che poi si esprimeranno in pieno nei più noti “Miserere” e “Dixit Dominus”. Più lineare e, se vogliamo, semplice ma non banale l’altro musicista riscoperto, Lorenzo Pelli, con “Pastorale, piva e mottetto”, per coro, archi e organo (entrambi sono stati maestri di Capella in Santa Maria dell’Anima). Infine Flavio Colusso con la sua dolcissima “Ninna nanna Gesù”, per soprano, coro, archi e organo, brano che ha interpretato in pieno il clima natalizio.<br />
Non si può non citare i protagonisti di questa elevazione musicale: Margherita Pace e Arianna Miceli, soprani, Chiara Guglielmi mezzo soprano, Antonello Dorigo controtenore, Luigi Petroni tenore, Walter Testolin basso. Flavio Colusso maestro di cappella di Santa Maria dell’Anima che prossimamente ospiterà altri concerti di musica sacra da non perdere. In particolare “Missa l’Homme Armé”, di Carissimi, decisamente una rarità, essendo questa tecnica della Messa parodia (da intendersi come imitazione) soprattutto praticata dai musicisti franco-fiamminghi. Il 12 gennaio, mentre a marzo è in programma un capolavoro polifonico, la “Missa Papae Marcelli” di Palestrina.</h4>
<h4 style="text-align: center;">Per informazioni sull’Ensemble: www.musicaimmagine.it<br />
Per informazioni sulla chiesa di Santa Maria dell’Anima: www.pisma.it</h4>
<h4 style="text-align: justify;">
<a href="http://www.newsartecultura.it/wp-content/uploads/2020/01/unnamed.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignnone size-full wp-image-8615" alt="unnamed" src="http://www.newsartecultura.it/wp-content/uploads/2020/01/unnamed.jpg" width="640" height="427" /></a></h4>
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		<title>Musica all’Aula Magna</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Oct 2019 17:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Mazza]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[75, tanti gli anni che celebra la stagione musicale 2019-2020 dello IUC, l’Istituzione Universitaria dei Concerti che, costituitasi in embrione dopo il caos della guerra, lentamente si sviluppò grazie anche all’immissione di linfa giovane. Sia il pubblico, per buona parte studenti, sia gli esecutori, attraversando varie fasi fino alla consacrazione dell’Aula Magna dell’Università come luogo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: justify;">75, tanti gli anni che celebra la stagione musicale 2019-2020 dello IUC, l’Istituzione Universitaria dei Concerti che, costituitasi in embrione dopo il caos della guerra, lentamente si sviluppò grazie anche all’immissione di linfa giovane. Sia il pubblico, per buona parte studenti, sia gli esecutori, attraversando varie fasi fino alla consacrazione dell’Aula Magna dell’Università come luogo deputato per le manifestazioni musicali. E di nomi famosi, orchestre, direttori, solisti, ensemble vocali e/o strumentali ne sono apparsi nel corso degli anni e ancora ne appariranno e una conferma in senso qualitativo è appunto la “vetrina” 2019-2020.</h4>
<p><a href="http://www.newsartecultura.it/wp-content/uploads/2019/10/Savall-credits-Damiano-Rosa.jpeg" rel="prettyPhoto"><img class="alignnone size-full wp-image-8508" alt="Savall credits Damiano Rosa" src="http://www.newsartecultura.it/wp-content/uploads/2019/10/Savall-credits-Damiano-Rosa.jpeg" width="1280" height="872" /></a></p>
<p><a href="http://www.newsartecultura.it/wp-content/uploads/2019/10/noa_1349113443.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignnone size-full wp-image-8506" alt="noa_1349113443" src="http://www.newsartecultura.it/wp-content/uploads/2019/10/noa_1349113443.jpg" width="619" height="320" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">  Inaugura il 15 ottobre h.20,30 il famoso gruppo vocale francese Les Arts Florissant diretto da Paul Agnew,  40 anni di attività, con un denso programma di polifonia profana del Rinascimento italiano. In programma il Terzo Libro dei Madrigali di Gesualdo da Venosa (e una selezione del Primo e del Secondo Libro), le cui ardite soluzioni linguistiche furono per l’epoca innovative ma anche oggi non lasciano indifferenti (15 febbraio 2020 h.17,30, verrà eseguito il Quarto Libro dei Madrigali). Una serata da non mancare come quella del 19 ottobre h.17,30, l’integrale dei  Brandeburghesi di Bach interpretati dall’Orchestra Barocca Zefiro diretta da Alfredo Bernardini (anche oboe). L’incisione del ciclo ha meritato al gruppo, già insignito di numerosi premi, il Diapason d’Or attribuito dalla rivista francese “Diapason”.<br />
Restiamo in àmbito rinascimentale con un altro grande gruppo specializzato nella polifonia, The Tallis Scholars diretti da Peter Phillips che propone la Scuola Romana (brani dalle Messe di Palestrina, il celebre “Miserere” di Allegri), gli spagnoli (Morales), i fiamminghi (Josquin Des Prez) e due prime assolute di Alexander Campkin e Justine Rapaccioli (16  novembre h.17,30). E, ancora in tema, un ospite consueto e gradito, Jordi Savall e il suo Hespèrion XXI (con Rolf Lislevand vihuela e chitarra e Andrew Lawrence-King arpa doppia), in una colorita passeggiata musicale europea: da Ortiz a Marais, fino a Dowland e Bach (18 febbraio 2020, h.20,30).<br />
In tutto 34 concerti che cito in base allo strumento, cominciando dal pianoforte, il 26 h.17,30, Giuseppe Albanese nella celebre “Al chiaro di luna” di Beethoven, una Fantasia di Schumann, Stravinskij, Debussy e Ravel. “Dentro le note” è il titolo di un ciclo a cura di Roberto Prosseda il quale, 29 ottobre h.20,30, affronta Mozart (Fantasia e Sonata)  e, 19 marzo h.20,30, Chopin (Notturni, Valzer e Ballata) in modo un po’ inedito. Da segnalare anche due incontri singolari, “In chat con Beethoven” (30 ottobre h.11) e “Videochiamata con Beethoven” (11 marzo h.11), una chiacchierata con il grande tedesco sullo sfondo delle sue Sonate. Segue il debutto a Roma di Claire Huangel, vincitrice del Premio Géza Anda 2018, con uno stimolante percorso stilistico: Scarlatti, Schubert, Brahms e Rachmaninov (12 novembre h.20,30). E’ anche la prima volta dell’americano Jonathan Biss, 3 marzo h.20,30, con 4 Sonate di Beethoven, fra cui la complessa “Hammerklavier” (e la più lunga, 1167 battute). Infine Benedetto Lupo, con Janacek, Skrjabin e i 15 preludi di Nino Rota, un omaggio a quarant’anni dalla sua scomparsa (28 marzo h.17,30).<br />
E ora il piano in duo, ovvero Mikhail Lidsky insieme a Domenico Nordini violino, Mendelssohn, Beethoven (la robusta sonata op.96), Prokof’ev (9 novembre h.17,30), Fazil Say con Nicolas Altstaedt in Debussy, Janacek, Sostakovic e, in prima esecuzione romana, Say, Sonata “Four cities” (23 novembre h.17,30), Francesca Leonardi con Francesca Dego violino in Beethoven, Schumann, Stravinskij, Castelnuovo-Tedesco, che fu costretto all’esilio a causa delle leggi razziali (1 febbraio h.17,30), Itamar Golan ed Erica Piccotti violoncello in Franck, Prokof’ev, Stravinskij (29 febbraio h.17,30). Poi il piano in trio, 11 marzo h.17,30, con Jon Kimura Parker, Martin Beaver violino e Clive Greensmith violoncello, il Trio Montrose, definito dal Washington Post “uno dei principali trii al mondo”, in Schubert e Beethoven (l’arioso “Arciduca”) ed un felice incontro di tre solisti, Massimo Quarta violino, Enrico Dindo violoncello, Pietro De Maria piano, in una serata brahmsiana (31 marzo h.20,30). Infine Jin Ju con Gabriele Pieranunzi violino e la Philharmonia Chamber Players in Ravel, Franck, Chausson (30 novembre h.17,30). E chiude il piano più clarinetto, cioè Vikingur Olafsson e Martin Frost, Brahms, Bartok, Poulenc (18 aprile h.17,30).<br />
Per i Quartetti, l’americano Emerson String in Dvorak, Bartok e Beethoven (19 novembre h.20,30), il nostrano di Cremona con due imperdibili appuntamenti Mozartiani (14 dicembre h.17,30 e 17 marzo h.20,30) e il Quatuor Zaide con Debussy, Jolivet, Ravel (4 aprile h.17,30). Il violino compare con Robert McDuffie che, insieme all’Ensemble la Barocca diretto da Ruben Jais, interpreta Vivaldi e, in prima esecuzione romana, Glass (3 dicembre h.20,30) e con Stefan Milenkovich che dirige l’Orchestra Filarmonica Marchigiana in un programma da Bach ai Queen (22 febbraio h.17,30). La chitarra come protagonista, Gian Marco Ciampa con l’Orchestra Giovanile di Roma diretta da Vincenzo Di Benedetto, da Vivaldi a Morrcone (11 febbraio h.11) e la chitarra in compagnia del bandoneon, ovvero Manuel Barreco e Cesare Chiacchiaretta più i Solisti Aquilani in un percorso da Mozart a Piazzolla (28 gennaio h.20,30). E il bandoneon lo ritroviamo in una cornice più complessa, Massimiliano Pitocco con Mariangela Gualtieri voce recitante, Monica Bacelli mezzosoprano, l’International Opera Choir diretto da Giovanni Mirabile e l’Orchestra del Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento nella sinfonia n.40 di Mozart e, in prima esecuzione romana, il Requiem di Colasanti, “Stringeranno nei pugni una cometa” (21 aprile h.20,30).<br />
Non poteva mancare il jazz, con il trombettista Enrico Rava che celebra le sue 80 primavere con una jam session insieme a Gianluca Petrella trombone, Giovanni Guidi pianoforte, Francesco Diodati chitarra, Gabriele Evangelista basso, Enrico Morello batteria (10 dicembre h.20,30). E che dire di tre spettacoli molto particolari? “Arcaico”, con le sue coreografie (Davide Bombana) supportate da una musica di sapore quasi ancestrale, porta la danza per la prima volta nell’Aula Magna, grazie al Balletto di Roma (21 gennaio h.20,30). “Noir-LaPauraSiFaSentire”, con un altro giovane ottantenne, Antonio Ballista al piano, un viaggio nel lato dark della musica, immaginario visivo a cura di Gian Luca Massiotta, Lorna Windsor soprano e la voce registrata di Paolo Poli (25 gennaio h.17,30, in parallelo “Atmosfere sospese” opere grafiche di Ballista). “Hyperion”, mitica opera di Bruno Maderna, riproposta nel centenario della nscita, con Carmelo Bene quale voce in absentia, direttoreMarcello Panni (4 febbraio, h.20,30).<br />
E dopo un tuffo nel Barocco, “Concerto de’ Cavalieri”, Vivica Genaux mezzosoprano e Marcello Di Lisa direttore, Corelli, Haendel, Vivaldi (21 marzo h.17,30), la voce umana in tutta la sua bellezza. Noa, accompagnata alla chitarra da Gil Dor, in “Letters to Bach”, 12 brani del Sommo di Eisenach impreziositi da interventi ed aggiunte in ebraico e in inglese. Una serata assolutamente imperdibile(25 febbraio h.20,30).</h4>
<h4 style="text-align: justify;"><a href="http://www.newsartecultura.it/wp-content/uploads/2019/10/orchestra-barocca-Zefiro.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignnone size-full wp-image-8507" alt="orchestra barocca Zefiro" src="http://www.newsartecultura.it/wp-content/uploads/2019/10/orchestra-barocca-Zefiro.jpg" width="640" height="320" /></a></h4>
<h4 style="text-align: center;">Per informazioni più dettagliate sui singoli spettacoli, biglietti ed abbonamenti 063610051/52 e www.concertiiuc.it</h4>
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		<title>La stagione 2019-2020 della Filarmonica</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Oct 2019 09:39:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Mazza]]></dc:creator>
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Ci siamo, manca un solo anno e l’Accademia Filarmonica Romana festeggia i due secoli dalla fondazione quando, nel 1821, un gruppo di dilettanti “colti” si mise a far musica, crescendo poi sempre più fino a diventare un’istituzione riconosciuta dallo Stato Pontificio nel 1824. Un punto di riferimento per gli amanti della melodia e del belcanto, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: right;"><a href="http://www.newsartecultura.it/wp-content/uploads/2019/10/uEHa5PUg.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignnone size-full wp-image-8500" alt="uEHa5PUg" src="http://www.newsartecultura.it/wp-content/uploads/2019/10/uEHa5PUg.jpg" width="178" height="178" /></a></h4>
<h4 style="text-align: justify;">Ci siamo, manca un solo anno e l’Accademia Filarmonica Romana festeggia i due secoli dalla fondazione quando, nel 1821, un gruppo di dilettanti “colti” si mise a far musica, crescendo poi sempre più fino a diventare un’istituzione riconosciuta dallo Stato Pontificio nel 1824. Un punto di riferimento per gli amanti della melodia e del belcanto, con opere importanti presentate in prima assoluta, Donizetti, Mercadante, Meyerbeer e Rossini, il cui “Guglielmo Tell” ebbe problemi con la censura. Poi, nel 1860, l’Accademia venne sciolta per manifeste simpatie liberali, riprendendo la sua attività dopo la fine del potere temporale dei papi. L’elegante Casina Vagnuzzi sulla via Flaminia, cinquecentesca ma ristrutturata in forme neo classiche dal Valadier e dal Canina, è ormai la sede storica dell’Accademia, ospitandone nella Sala Casella parte dei concerti nonché corsi di formazione ed altro (per il 2019 è previsto un workshop avanzato di divulgazione musicale). Ma il grosso, il nucleo principale dell’intera programmazione, si sviluppa fra Teatro Argentina e Teatro Olimpico.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">  E proprio con Rossini una simpatica anteprima, sabato 12 e domenica 13 ottobre, nel teatro di Villa Torlonia, “La cambiale di matrimonio”, che inaugura il progetto quinquennale del “RossiniLab”, una farsa all’anno (seguiranno “L’inganno felice”, 2020, “La scala di seta”, 2021, “L’occasione fa il ladro”, 2022, “Il signor Bruschino”, 2023). Una sofisticata opera giovanile messa in scena dall’Ensemble degli studenti ai corsi di perfezionamento dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, regia di Cesare Scarton. Si comincia poi con la danza, al Teatro Olimpico dal 15 al 27, “Te siento”, con Miguel Angel Zotto, Diana Guspero e i ballerini della Compagnia Tangox2, un suggestivo percorso nella storia del “pensiero triste che si balla”. E’ poi la volta del Teatro Argentina, 7 novembre h.21, con  due grandi solisti argentini, Sol Gabetta violoncello e Nelson Gorner piano, in musiche di Schubert, Brahms e Franck.<br />
Alla Sala Casella l’ottimo Quartetto Lyskamm prosegue nell’esecuzione integrale dei sei Quartetti per archi di Beethoven, il 10 novembre alle 17,30 con l’op.18 n.6 (anche Casale ed un Quartetto di Bartok).  Beethoven è anche parte del programma che esegue il pianista Filippo Gamba (con Brahms e Debussy) all’Argentina il 14 novembre alle 21, e, continuando un discorso di tastiera, Chopin e Rachmaninoff alla Sala Casella, il 17 h.17,30, con Stefano Andreatta. Sala che, il 24 novembre, stessa ora, ospita il Premio Valentino Bucchi, la finale del 40° Concorso internazionale con prime esecuzioni assolute. Di nuovo il piano il 28 novembre h. 20 all’Argentina, con Piotr Anderszewski, impegnato in un denso programma che prevede sfumature contrappuntistiche (Bach, Beethoven e Schumann). E ancora l’Argentina, il 5 dicembre h.21, il Pavel Haas Quartet nell’esecuzione del ciclo integrale dei quartetti per archi di Beethoven (e qui cito gli altri appuntamenti in tema: il 20 febbraio 2020 il Jerusalem Quartet e il 26 marzo il Quartetto Hagen, entrambi h.21).<br />
Da non perdere un tuffo nel Barocco, il noto controtenore Raffaele Pe e l’Ensemble La Lira di Orfeo in “Giulio Cesare: un eroe del Barocco”, con musiche di Bianchi, Giacomelli, Haendel, Piccinni, Pollarolo (Argentina 23 gennaio h.21). Il piano è protagonista in Sala Casella il 24 gennaio h.20,30 con Erik Bertsch in “Assoli”, un omaggio a Marco Stroppa, mentre il musicologo e pianista Giovanni Bietti propone   “Era Beethoven, sarà Beethoven”, una complessa ed intrigante trilogia: “Beethoven e il Settecento” con il Quartetto Guadagnini (9 febbraio h.17,30), “Beethoven e il Romanticismo” con il Trio Metamorphosi (8 marzo h.17,30), “Beethoven, il Novecento e oltre”, con il pianista Filippo Gamba (19 aprile, h.17,30), per chiudere con il “Beethoven Day“ (Sala e Giardini, 10 maggio h.15,30). Presenti anche gli allievi dei Corsi di Alto perfezionamento dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il 26 aprile h.17,30, con “I primi Trii di Beethoven”.<br />
E ancora alla Casella un grande romantico, ovvero “Chopin e…” in quattro puntate: il 15 dicembre Axel Trolese al piano (anche musiche di Albeniz e De falla), il 2 febbraio 2020 Maddalena Giacopuzzi piano e Ludovica Rana violoncello (anche musiche di Brahms), il primo marzo il Trio Kanon (anche Mendelssohn) e il 29 marzo Andrea Napoleoni piano (anche Bach). Tutti i concerti alle h.17,30. Ed ora la danza al Teatro Olimpico con appuntamenti imperdibili: i mitici Momix nell’ultima e fascinosa creazione di Moses Pendleton, “Alice” (12 febbraio-1 marzo, h.21), “Shine. Pink Floyd Moon”, un viaggio nel sogno e nella follia con la band Pink Floyd Legend e i danzatori della Compagnia Daniele Cipriani, regia e coreografia di Micha van Hoecke (dal 3 all’8 marzo, h.21), “Duum/Sonics, un mondo sotterraneo popolato di incredibili figure di acrobati, uno spettacolo creato e diretto da Alessandro Pietrolini, che cura anche i testi insieme ad Antonio Villella, direzione coreografica di Federica Vaccaro, costumi di Ileana Prudente e Irene Chiarle (31 marzo-5 aprile h.21).<br />
Un cenno particolare merita il progetto OperaEducation dedicato ai ragazzi  dai 3 ai 18 anni, in collaborazione con l’AsLICO, due incontri molto didattici con l’opera: “Il guardiano e il buffone ossia, Rigoletto (che ride e che piange), drammaturgia e regia di Simone Faloppa e Riccardo Olivier in collaborazione con Eco di Fondo, drammaturgia musicale di Giorgio Martano, con pianista, cantante e attore (cast da definire), 17 e 18 marzo h.9,30 e 11, e “Rigoletto. I misteri del teatro”, regia e adattamento drammaturgico di Manuel Renga, scene e costumi di Aurelio Colombo, con i cantanti AsLICO (28 e 29 aprile h.9,15 e 11,15). Infine da segnalare, al Teatro Argentina, “Marcel Proust e la musica”, un trio (Marco Rizzi violino, Giovanni Gnocchi violoncello, Roberto Cominati pianoforte) le cui musiche (da Chopin a Saint-Saens) si intrecciano con le pagine della “Recherche” (13 febbraio h.21), Denis Matsuev al piano (27 alle 21), “Alla ricerca di Orfeo”, il mito rivisitato dall’Ensemble l’ASTREE con Francesco D’Orazio violino, Giogio Tabacco cembalo e direzione, Laura Torelli voce recitante (5 marzo h.21), Filippo Gorini al piano, Mozart, Schubert e Schumann (19 marzo h.21) e il duo Nikolaj Znaider violino e Robert Kulek pianoforte, Beethoven, Korngold, Schoenberg, Strauss (2 aprile h.21).</h4>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.newsartecultura.it/wp-content/uploads/2019/10/mHjDBNBk.jpg" rel="prettyPhoto"><img alt="mHjDBNBk" src="http://www.newsartecultura.it/wp-content/uploads/2019/10/mHjDBNBk.jpg" width="178" height="178" /></a></p>
<h4 style="text-align: center;">Per informazioni sui singoli spettacoli, biglietti e abbonamenti 063201752 e www.filarmonicaromana.org</h4>
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		<title>Musica e Bellezza</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Sep 2019 10:56:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Mazza]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Ottimo l’inizio del Festival Internazionale di Musica e Arte Sacra con la “Messa dell’Incoronazione”, opera giovanile di Mozart eseguita dall’Illuminart Philarmonic Orchestra e dall’Illuminart Chorus, non solo per la musica in sé ma per la componente multireligiosa che caratterizza gli esecutori.

E poiché siamo in San Pietro questo vuol dire che la XVIII edizione del Festival [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: justify;">Ottimo l’inizio del Festival Internazionale di Musica e Arte Sacra con la “Messa dell’Incoronazione”, opera giovanile di Mozart eseguita dall’Illuminart Philarmonic Orchestra e dall’Illuminart Chorus, non solo per la musica in sé ma per la componente multireligiosa che caratterizza gli esecutori.</h4>
<h4 style="text-align: justify;"><a href="http://www.newsartecultura.it/wp-content/uploads/2019/09/Leo-Kraemer_2.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignnone size-full wp-image-8485" alt="Leo Kraemer_2" src="http://www.newsartecultura.it/wp-content/uploads/2019/09/Leo-Kraemer_2.jpg" width="640" height="426" /></a></h4>
<h4 style="text-align: justify;">E poiché siamo in San Pietro questo vuol dire che la XVIII edizione del Festival si svolge nel segno dell’ecumenismo, seguendo in piena coerenza un percorso iniziato nel 2001 con l’auspicio di creare, attraverso la musica, un punto di contatto: una zona libera dove l’armonia significa un linguaggio universale che non divide ma unisce gli esseri umani, accomunandoli nell’idea della Bellezza.<br />
Un programma ambizioso che la Fondazione Pro Musica e Arte Sacra ha integrato con restauri mirati alla salvaguardia del prezioso patrimonio delle chiese romane, con interventi di grande rilievo, come i prospetti della Basilica Vaticana (l’ultimo restauro è tuttora in corso) nonché la Necropoli. In parallelo con la nuova stagione di concerti che si inaugura sabato 14 si svolgono i lavori recupero e ripristino dell’apparato decorativo ligneo della Sacrestia della Basilica di San Paolo fuori le mura. Un’operazione complessa su un impianto già danneggiato dall’incendio del 1823 e poi restaurato a fine ‘800 (e sappiamo che i restauri dell’epoca non erano certo esemplari) con il carico di tutte le insidie del tempo, umidità, crepe, insetti xilofagi. Non dimentichiamo poi le altre attività della Fondazione, dalle borse di studio agli interventi umanitari: il 15, in San Paolo, sarà presente la Caritas. Ma veniamo al programma.<br />
Dicevo Mozart, con la sua ariosa Messa, Orchestra e Coro Illuminart guidati da Tomomi Nishimoto che pure dirige una bella “Ave Maria” attribuita a Giulio Caccini, XVI secolo, famoso come teorico (“Le Nuove Musiche”), ma in realtà scritto da Vladimir Vavilov. Alle h.11 mentre alle 12 c’è la Santa Messa celebrata da sua Em.za Rev.ma Cardinale Angelo Comastri con il suggestivo sfondo della “Missa de Angelis” in gregoriano eseguita dal Palatina Klassik Vocal Ensemble, il Philarmonischer Chor an der Saar e l’Orchestra and Chorus of Kazan State Conservatory diretti da Leo Kramer. Chiudono i canti Orasho, risalenti all’epoca delle persecuzioni (ricordate “Silence”, il bel film di Scorsese?), recuperati dalla Nishimoto che li esegue insieme all’Illuninart Chorus.</h4>
<h4 style="text-align: justify;"><a href="http://www.newsartecultura.it/wp-content/uploads/2019/09/Philharmonischer-Chor-an-der-Saar-Germania_ridotta.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignnone size-full wp-image-8486" alt="Philharmonischer Chor an der Saar (Germania)_ridotta" src="http://www.newsartecultura.it/wp-content/uploads/2019/09/Philharmonischer-Chor-an-der-Saar-Germania_ridotta.jpg" width="1000" height="666" /></a><br />
Imperdibile la serata del 14 a San Paolo h.21, con i Wiener in formazione sinfonica che propongono “Le sette ultime parole di Cristo sulla Croce” (Rainer Honeck primo violino). Una partitura in sette sonate dai tempi lenti e meditativi, poiché profonda meditazione religiosa è questa composizione del Venerdi Santo, la cui intensa drammaticità sarà messa in risalto dai Wiener. Una formazione storica, nata nel 1842, amata da Bruckner, Mahler, Strauss, e di Bruckner è in programma l’intero ciclo sinfonico distribuito fra varie città europee (a Roma, nell’àmbito del Festival, i Wiener hanno già in parte sviluppato questo tema: ricordo una meravigliosa Settima diretta da Georges Pretre).<br />
Immortale Beethoven ed immortale Nona, con il suo commosso (e sempre commovente) messaggio di fratellanza universale in parallelo a quel diritto alla Gioia di un’umanità libera dal Dolore. Una musica che fa davvero bene all’anima, affidata all’Illuminart Orchestra e Coro diretti da Tomomi Nishimoto, con Rossana Cardia, soprano, Chiara Chialli, mezzosoprano, Angel Pazos, tenore, Davide Giangregorio, basso (presenti anche per Mozart in San Pietro). Domenica 15 h.21 in San Paolo e Beethoven torna il 16 h.20, in Sant’Ignazio insieme a Bruckner, interessante serata perché sono a confronto un romantico ed un tardo romantico. Di  Beethoven la “Messa in do maggiore”, dallo stile per l’epoca un po’ fuori dagli schemi, dall’ intimismo a tratti quasi pudico, a differenza della grandiosità della “Missa Solemnis”. Di Bruckner il maestoso “Te Deum”, una preghiera ininterrotta che testimonia del prondo senso religioso del musicista austriaco, il tutto svolto su chiari parametri sinfonici (Bruckner è essenzialmente un sinfonico).<br />
Infine, il 17 h.21 in Santa Maria Maggiore, la profonda spiritualità russa con il Coro festivo maschile del Monastero Danilov di Mosca diretto da Georgy Safonov. Una voce che attraversa i secoli (dal XVI secolo ad oggi) e parla direttamente al nostri oio più profondo. Ed è quel linguaggio ecumenico che da sempre propone il Festival Internazionale di Musica e Arte Sacra. Un motivo più che valido per essere presenti ai concerti.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Tutti i concerti sono ad ingresso libero e gratuto ma, per accedervi fino ad esaurimento dei posti, è necessaria la prenotazione on line. Per informazioni 066869187 e www.fondazionepromusicaeartesacra.org</h4>
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		<title>Feste Musicali Jacope 2019</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Jul 2019 09:37:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Le Feste Musicali Jacopee si aprono anche quest’anno con il concerto “Labyrinthus”: lunedì 22 luglio alle ore 19.00, appuntamento con la Cappella Musicale di San Giacomo che ormai da anni coinvolge interpreti e partecipanti in un esercizio spirituale condotto dalla musica e ispirato al tema del pellegrinaggio, racchiuso nel simbolo del labirinto.

L’evento del 2019 celebra [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: justify;">Le Feste Musicali Jacopee si aprono anche quest’anno con il concerto “Labyrinthus”: lunedì 22 luglio alle ore 19.00, appuntamento con la Cappella Musicale di San Giacomo che ormai da anni coinvolge interpreti e partecipanti in un esercizio spirituale condotto dalla musica e ispirato al tema del pellegrinaggio, racchiuso nel simbolo del labirinto.</h4>
<h4 style="text-align: justify;"><a href="http://www.newsartecultura.it/wp-content/uploads/2019/07/F.Colusso-Ars-Ludi.rid_..jpg" rel="prettyPhoto"><img class="alignnone size-full wp-image-8464" alt="F.Colusso-Ars Ludi.rid." src="http://www.newsartecultura.it/wp-content/uploads/2019/07/F.Colusso-Ars-Ludi.rid_..jpg" width="640" height="480" /></a><br />
L’evento del 2019 celebra il quinto centenario della morte di Leonardo da Vinci: la Cappella Musicale di San Giacomo, per l’occasione insieme all’ensemble ARS LUDI &#8211; uno dei gruppi di percussioni più affermati internazionalmente &#8211; si cimenta in un percorso musicale e spirituale guidato da letture di testi vinciani e scandito dalle suggestive e virtuosistiche composizioni di Steve Reich (Marimba Phase), di Minoru Miki (Marimba spiritual) e dal nuovo brano #Labyrinthus1519 di Flavio Colusso, Maestro di cappella jacopeo che ritorna sulle molteplici vie dei labirinti spirituali con un “Teatro Anatomico”, commissionato da Ars Ludi, ispirato alle lunghe notti di Messer Lionardo trascorse a studiare il corpo umano nell’Archiospedale di Santo Spirito a Roma.<br />
Un viaggio all’interno della meccanica del corpo alla ricerca dell’anima, a bordo delle antichissime “barche spirituali”, come erano considerati gli strumenti a pelle, associati all’emissione del suono primordiale &#8211; origine tutte le manifestazioni &#8211; al ritmo dell’universo e del sangue, e propizianti la discesa dal cielo di favori celesti.</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Le Feste jacopee proseguono con la Cappella Musicale di San Giacomo martedì 23 ore 17:30, mercoledì 24 ore 18.15 con i Vespri solenni concertati.<br />
Si concludono giovedì 25 ore 18:30 con la messa solenne della Festa di San Giacomo in cui è eseguita la Missa Sancti Jacobi di F. Colusso: “Ad sepulcrum Beati Jacobi egri veniunt et sanantur” risuona in noi come miracolo della trasformazione della vita da corpo di morte in corpo di Risurrezione: mèta del pellegrinaggio e intenzione dell’intera Missa, concentrata sulla simbologia della conchiglia-perla-stella.<br />
Come scrive Pupi Avati nella presentazione del CD della Missa Sancti Jacobi [MR 10096] : “Dal nostro Ospedale e dalla nostra Basilica, conchiglia di santità sempre rinnovata, condivido spesso una sorta di ritrovata, rinnovata, liturgia che grazie al prezioso lavoro della Cappella Musicale è capace di miracoli come questo: la proposta della Missa Sancti Jacobi ‘super Gracias’, nelle scelte poetiche e musicali più filologicamente rispettose e, nel contempo, così misteriosamente aderenti a questo nostro terribile tempo. La peculiarità creativa di Flavio Colusso è racchiusa tutta in questa filosofia dell’arte, intesa come creazione e ri-creazione in cui l’arcaico e il presente si incontrano in una commovente, umanissima, sintesi”.</h4>
<h4 style="text-align: justify;"><em>La storia della Cappella Musicale di San Giacomo e del suo prezioso organo è antica, legata alla storia della Chiesa e dell’Ospedale di San Giacomo detto “degli incurabili”, fondato nel 1339 e il cui importante ampliamento e ristrutturazione furono realizzati tra il 1592 e il 1600 dal cardinale Antonio Maria Salviati, ivi sepolto sotto l’altare maggiore. Luogo di eccezionali risonanze e memorie, è stato recentemente chiuso ma si spera che venga presto riaperto al suo antico servizio. </em><br />
<em>San Giacomo è patrono dei pellegrini e dei farmacisti e il pellegrinaggio, simboleggiato dal labirinto, è un cammino inteso anche come combattimento spirituale, come viaggio che nei modi più diversi l’uomo compie dentro se stesso; esperienza del corpo e dello spirito che si estende da sempre anche al concetto di accoglienza e di cura nel contesto degli antichi “Hospitali”. La devozione jacopea ha ispirato fin dal Medioevo musicisti e poeti favorendo la formazione di un patrimonio in cui confluiscono diverse esperienze culturali europee; la musica, medicina dell’anima e del corpo, avvicina persone, luoghi, tempi e rende possibili armonie altrimenti “dissonanti”.</em></h4>
<h4 style="text-align: justify;"><em>L’ospedale e la chiesa di San Giacomo occupano un posto importante nella storia dell’umanità: qui trovarono la conferma della loro vocazione ed esercitarono il loro carisma, tra gli altri, grandi santi come Gaetano Thiene, Filippo Neri, Camillo de Lellis. Contribuirono alla bellezza del luogo celebri artisti come Francesco Capriani da Volterra, Bartolomeo Grillo, Sangallo il giovane, Carlo Maderno, il Pomarancio, Pierre Legrot, e musicisti come Ruggero Giovannelli, Orazio Benevoli e Alessandro Scarlatti furono tra gli antichi Maestri di cappella.</em><br />
<em>Situata alla porta Nord della città, quotidianamente visitata da migliaia di turisti e da cittadini provenienti da ogni parte di Roma, San Giacomo è un’oasi di pace nella frenesia della via del Corso che offre ad un variegato pubblico un momento di fresco ristoro spirituale illuminato dalla musica, un prodotto culturale che è espressione di una qualità artistica non museale ma viva e che è parte viva del carisma del luogo e della sua storia, nel  cuore culturale e spirituale di Roma.</em></h4>
<div style="text-align: center;">Feste Musicali Jacope 2019<br />
ROMA, Basilica di S. Giacomo in Augusta<br />
Cappella Musicale di San Giacomo | Flavio Colusso, Maestro di cappella</div>
<h4 style="text-align: center;">lunedì 22 luglio, ore 19:00<br />
#Labyrinthus1519<br />
nel quinto centenario della morte di Leonardo da Vinci<br />
viaggio nella meccanica del corpo e dell’anima</h4>
<h4 style="text-align: center;">musiche di Flavio Colusso*, Minoru Miki, Steve Reich<br />
testi tratti da Leonardo da Vinci</h4>
<h4 style="text-align: center;"></h4>
<h4 style="text-align: center;">INGRESSO LIBERO<br />
DOVE   Roma, Chiesa di San Giacomo, via del Corso, 494/A<br />
INFO    +39.328.6294500 | info@musicaimmagine.it | www.musicaimmagine.it</h4>
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