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E’ strano, ma quando una personalità fuori del comune, poniamo un abile (e onesto) politico, una forte personalità religiosa, come il papa, un intellettuale di prestigio o, comunque, una figura carismatica, emergono nel nostro orizzonte sociale, ci abituiamo talmente a loro, a questo rassicurante basso continuo che scandisce i ritmi della nostra esistenza, da non renderci conto della loro precarietà, come tutti noi. Sono mortali, semplicemente, e quando la clessidra del Tempo si esaurisce e la loro immagine sfuma, è come un brusco risveglio, soprattutto se chi ha varcato la soglia è stato in qualche modo cantore ed artefice del nostro immaginario collettivo. Come Umberto Eco.Copyright © 2026 | Theme by La Voce di Tutti



Concordo con quanto scritto da Antonio, e voglio sottolineare l’interesse che suscitò a Parigi il suo “nome della Rosa”. Ho avuto la fortuna di seguire le lezioni del grande Le Goff e devo dire che l’interesse per Eco da parte dei francesi non è stato soltanto per il suo romanzo ma per tutti i suoi scritti e credo che fu stimato forse ancora più all’estero che in Italia.La sua curiosità intellettuale, la sua cultura e il suo desiderio di comprendere la contemporaneità ne fanno uno studioso ed intellettuale a tutto tondo, in via di estinzione!
L’hai detto Giusy, una razza in via di estinzione in un paese che rischia culturalmente di spegnersi. Ma parliamo di Le Goff. Io lo intervistai per un quotidiano romano e mi stupì quando gli chiesi se reputava più spirituale il medioevo o la nostra epoca. “La notre”, rispose senza pensarci più di tanto, ma erano gli anni ’80, quando ancora si respirava un’aria respirabile, appunto. Mi domando cosa Le Goff direbbe ora, in questa società così “liquida” che più liquida non si può. E dove la spiritualità sta diventando una merce rara, per chi ancora crede che esiste altro che non sia lo smartphone di ultima generazione…
E’ morto Umberto Eco? Vi sbagliate. Come tutti i grandi è immortale. Il suo corpo fisico non c’è più, ma questo non vuol dire nulla. Resterà per sempre con noi e con chi verrà dopo di noi. Sono forse morti Manzoni, Satre, Pasolini, Hemingway?