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“Baccanale orgiastico” venne definita la “Crocifissione” di Renato Guttuso presentata nel 1942 al Premio Bergamo, curato da Renato Bottai, Ministro dell’Educazione Nazionale nonché fascista di cultura aperta, attento più alla qualità della creazione artistica che non al suo substrato ideologico (al contrario del “duro” Roberto Farinacci, che con il Premio Cremona privilegiava l’atto di fede politica). Ma, nonostante il lodevole non conformismo di Bottai (per l’alleato nazista quella era senz’altro da considerarsi arte degenerata), ci fu comunque una forte opposizione, sia laica, di critici più o meno legati al regime, sia religiosa, da parte della Chiesa. Pesantissima la posizione ufficiale, con la Curia bergamasca che lanciava una sorta di anatema di sapore inquisitorio. “D’ordine di S.E. Monsignor Vescovo, si dà avviso a tutto il Clero della diocesi ed a quello che fosse di passaggio per la nostra città, che ad esso è proibito l’accesso alla Mostra del Premio Bergamo, pena la sospensione a divinis ipso facto incurrendo”.Copyright © 2026 | Theme by La Voce di Tutti



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