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All’inizio sullo schermo dominava Felix the Cat, la creatura di Pat Sullivan (in Italia era noto come Mio Mao), poi venne un buffo animaletto antropomorfo con le grandi orecchie e la codina e le cose cambiarono. Mortimer Mouse, quasi subito ribattezzato Mickey Mouse, diventò il nuovo beniamino del pubblico perché il duo Walt Disney-Ub Iwerks, i suoi papà, oltre ad un maggior dinamismo grafico gli avevano dato uno spessore psicologico diverso. E il “cartoon” di Topolino travalicò presto i confini a stelle e strisce dilagando allegramente ovunque ci fossero piccoli e grandi disposti a sognare. Anche i grandi, certo, purché abbiano preservato in loro quel famoso fanciullino pascoliano che ci fa attraversare gli anni con levità d’animo ed è appunto questo il messaggio racchiuso nelle agili pagine di “Emozioni su Topolino”, di Gianni Maritati.
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