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Danza e musica alla Filarmonica

Alberto IdàIl via con un balletto classico, “Lo schiaccianoci”, che inaugura la stagione 2019 al Teatro Olimpico dal 7 al 9 gennaio, ore 21. Lo interpreta la prestigiosa Classical Russian Ballet composta da ballerini provenienti dal Bolshoi, Accademia di Vaganova ed altre scuole di danza. La fiaba di Hoffman, musicata da Cajkovskij, ha come direttore artistico Hassan Usmanov e si avvale della splendida coreografia di Marius Petipa. E quasi un mix fra balletto, teatro visivo e puro divertissement è “Mummenschanz You § Me”, il gruppo svizzero ormai vecchia e gradita conoscenza del pubblico dell’Olimpico.  Il linguaggio dei segni affidato alla stralunata fisicità degli interpreti, noti anche come “Le musiciens du silence” (dal 15 al 20, h.21).  E per finire il settore danza un altro celebre gruppo, i Momix di Alex Pendleton nel suo “Alice”, rilettura tutta in magica sospensione del classico di Lewis Carrol (dal 20 febbraio al 3 marzo, h.21).
E passiamo alla stagione del Teatro Argentina (tutti i concerti alle h.21). Ottimo anche l’inizio in musica, “L’Accademia Bizantina e l’arte della fuga”, un magnifico ensemble che interpreta l’ultima, grande opera bachiana su strumenti originali. 17 gennaio, un capolavoro assolutamente da non perdere. E’ poi la volta di Brahms, con il Trio di Parma che esegue i quartetti n.1 e 2 per piano ed alcuni brani per archi e piano dell’ungherese Gyorgy Kurtag (24 gennaio). Ancora un quartetto in musiche di Brahms, Mozart e D’Amico, il “Quartetto della Scala” affiancato da Fabrizio Meloni al clarinetto (31 gennaio) ed una serata “Ba-rock”, il violoncello di Giovanni Sollima in un simpatico repertorio che spazia dal barocco a sonorità rock (14 febbraio). Ritroviamo poi un’altra vecchia conoscenza, il Quartetto Guadagnini che, con la voce narrante di Sandro Cappelletto, in “Mozart in the Quartet” eseguono celebri composizioni mozartiane, il “Quartetto di Lodi”, “Le dissonanze”, “Hoffmeister” (24 e 28 febbraio).

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Vivaldi è poi imprescindibile in una stagione musicale ed ecco, il 7 marzo, l’Ensemble Modo Antiquo diretto da Federico Maria Sardelli, anche voce narrante, in “L’affare Vivaldi”, ovvero come un patrimonio musicale ha rischiato la dispersione (dal libro omonimo di Sardelli premiato nel 2015). Un duo d’eccezione è di scena il 28 marzo, Sergej Krylov, violino, e Itamar Golan, pianoforte, in Mozart, Schubert e Beethoven, la sempre splendida “Kreutzer-Sonata”. Segue ancora un duo, Enrico Dindo, violoncello, e Simone Rubino, percussioni, che partiranno da una suite di Bach per poi irrompere nel ‘900, costeggiare, fra gli altri, Astor Piazzolla e finire con due prime assolute, Carlo Boccadoro e Stefano Molinelli (4 aprile). Infine, a suggello di stagione, tutta polifonia con il “Mario Brunello e Coro del Friuli Venezia Giulia”, da Bach ai nostri giorni, con autori noti quali John Tavener e Arvo Part (11 aprile).
E ora la Sala Casella (h.17, 30). Il piano è protagonista assoluto, in chiave romantica e tardo romantica, come nel concerto d’apertura, con gli Scherzi di Chopin e gli Etudes-Tableaux di Rachmaninov eseguiti da Ivan Moshchuk e precedeuti da un’introduzione di Giovanni Bietti (20 gennaio). Interessante poi, interprete Alberto Idà, il confronto fra Chopin, le sue dolci e melodiose ballate (dall’1 alla 4) e Skrjabin, il fuoco sotterraneo delle Sonate-Fantaisie (3 febbraio). Più lieve ma sempre movimentato il binomio Chopin-Liszt, l’uno con i 12 Studi e l’altro con i 6 Grandes études de Paganini, Federico Nicoletta al piano (31 marzo). E puro afflato romantico è il concerto di Federico Granata con i 24 preludi di Chopin e il Carnaval di Schumann (28 aprile). Da segnalare anche il pluripremiato “Quartetto Lyskamm” in musiche di Beethoven, Stroppa e Bartok (27 gennaio) e, con inizio 22 febbraio, i 7 appuntamenti di “Assoli” (IV edizione), dedicati alla nuova musica, che si inaugura con un “Omaggio a Ivan Fedele” (h.21, gli altri concerti sono l’8 e il 29 marzo e il 12 aprile).

Anema
Come corollario la III edizione di Musica e Letteratura, tre incontri sul filo della narrazione e della melodia con il Fabrica Ensemble. “Ogni uomo è tutti gli uomini”, quella sottile ambiguità che intercorre fra un “classico” e la sua rivisitazione (18 gennaio), “Di questo giorno, ovvero Noi, superstiti”, il corso del destino, la buona o la mala sorte in un percorso musicale (e letterario) su un crinale un po’ jazz e un po’ folk( 15 febbraio), “Orient Express, un treno delle meraviglie”, il leggendario convoglio come pretesto per un viaggio dove protagonista è l’inventiva e la continua ricerca musicale di Nando Citarella (22 marzo).  Alla Sala Casella h.20,30 mentre alle 17,30 è la volta di “Lezioni di musica. La libertà rigorosa. Tre secoli fra scrittura e improvvisazione”: tre puntate  in collaborazione con Rai Radio 3 condotte da Giovanni Bietti  insieme a Gemma Bertagnoli, Pietro De Maria e Alessandro Gwis (10 febbraio, 17 marzo e 14 aprile). Infine, sempre alla Casella alle 17,30, “I talenti della Società Umanitaria”, tre concerti  per la promozione di giovanissimi musicisti: il Quartetto Werther (9 febbraio), Giulia Scilla violino e Roberto Sala pianoforte (2 marzo), Federico Gad Crema pianoforte (6 aprile).

Per informazioni sugli spettacoli e sul prezzo del biglietto 063201752 e www.filarmonicaromana.org

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