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Filippo De Pisis, pittore eclettico

E’ la giusta definizione per un artista che non si può inquadrare in nessuna scuola, il suo essendo un percorso da autodidatta che si è avvicinato a varie correnti senza però identificarsi in alcuna. Dalla natìa Ferrara il poco più che ventenne De Pisis si sposta a Roma, per meglio esercitare la sua passione per la pittura e qui viene soggiogato dal fascino della città, quasi fisicamente (“questa città che mi esalta”, scrive nel suo diario). Frequenta i luoghi d’incontro degli intellettuali romani, il Caffè Greco, l’Aragno, e conosce, fra gli altri, Giorgio De Chirico e Alberto Savinio, esponendo nella galleria Casa d’Arte Bragaglia in via Condotti, luogo deputato della sperimentazione futurista.

4. il marinaio francese

E’ un periodo non molto lungo al quale segue il soggiorno parigino, anni intensi che portano De Pisis a contatto con la tecnica “en plein air”. Conosce l’avanguardia, i Fauves, Braque, Matisse e ne resta colpito, realizzando opere di grande forza espressiva. E’ ormai un pittore affermato a livello europeo, torna in Italia negli anni ’40, stabilendosi a Venezia dove approfondisce il filone dei vedutisti e, nel dopoguerra, espone alla XXV Biennale d’Arte, ma il gran premio gli viene rifiutato in quanto omosessuale. Nel frattempo si è manifestata quella malattia nervosa che, progressivamente, lo invaliderà fino alla morte, nel 1956.
Questa è la biografia dalla quale si può desumere come la sua formazione artistica sia stata piuttosto poliedrica. E lo si comprende subito scorrendo i quadri e i disegni in mostra che si apre con un’opera davvero singolare, “Il pane sacro”, dove le suggestioni metafisiche celano un che di vagamente mistico (le letture esoteriche fatte in gioventù). E d’impianto metafisico risultano anche “Natura morta occidentale” (ma con un sottile accento futurista), “Le cipolle di Venere”, “Natura morta con marina” e “Natura morta con quadro di De Chirico” (più chiaro di così…). E sempre ma con un più sfumato sentore metafisico sono “L’archeologo” e “Piede romano” che, oltre ad essere una sorta di omaggio a quella Roma che lo avvolge con il suo carico di Storia è anche una testimonianza pittorica della sua passione per l’archeologia.
E poi Parigi, altra città che lo cattura con il suo fascino diverso e che egli esprime con un linguaggio di sapore impressionista, come traspare da “Il marinaio francese”, “Colette”, “La cupola degli Invalidi e la Tour Eiffel” (e qui vien da pensare a Utrillo). Ma sempre si esprime con un tratto delicato, pochi segni che delineano una fisionomia o un paesaggio, tanto che lo si potrebbe definire un intimista, per quel tocco morbido e un po’ sognante. Ed esemplare in tal senso, soprattutto come rappresentazione di intimità domestica, “Cena del cappuccino”, che rimanda alle atmosfere sospese di Chardin. E delicato è anche nel disegno e negli acquerelli, i tanti nudi e ritratti, “Volto di ragazzo”, “Testa d’uomo”, “Nudo. Riposo del fauno”, “Testa d’uomo (giovane biondo)”. Né bisogna dimenticare un altro suo interesse giovanile, l’erboristeria, che si concretizza in quadri dalla struttura tenue come ciò che evocano, vedi “Vaso di fiori” e “Dalie e gladioli”.
L’ultimo periodo della sua vita, caratterizzato da una malattia nervosa che, come già detto, lo invalida sempre di più, lo trascorre in buona parte alla clinica di Villa Fiorita. Continua a dipingere ma nella sua ultima produzione si avverte come una frantumazione ed una perdita di baricentro (“Cielo a Villa Fiorita”). E dopo qualche anno si conclude la parabola terrena di un pittore che appartiene a tutte le correnti ma nessuna in particolare, un pittore giustamente ospitato fra i marmi di Palazzo Altemps, in dialogo con quella romanità classica che tanto aveva amato.

3. l'archeologo

 

“Filippo De Pisis”, mostra a cura di Pier Giovanni Castagnoli e Alessandra Capodiferro. Museo Nazionale Romano Palazzo Altemps, fino al 20 settembre, da martedì a venerdì h.14-19,45 e sabato-domenica h.10,30-19,45. Biglietti solo online 0639967701 e www.coopculture.it. Biglietto euro 10,  valido una settimana per le altri sedi del Museo Nazionale Romano ed euro 2 per i cittadini Unione Europea 18-25 anni. Da citare l’Associazione Filippo De Pisis, ovviamente coinvolta nella mostra: www.filippodepisis.org

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