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Il FAI e la Bellezza

E’ uno degli appuntamenti culturali più attesi dell’anno, perché riunisce in sé cultura e tepore della stagione che si rinnova, le gemme in fiore e la voglia di conoscenza. E questa formula ha un nome ormai familiare per gli italiani perché grazie ad essa possono scoprire particolari spesso inediti di quel fascinoso museo diffuso che è il nostro paese. 23 e 24 marzo, 27° edizione delle Giornate di Primavera FAI, con ben 1100 luoghi aperti in 430 località sparse in tutte le regioni. Un evento eccezionale al quale hanno contribuito in perfetta sintonia i 325 gruppi di delegati (Delegazioni regionali, provinciali, Gruppi Giovani) e i 40mila apprendisti ciceroni. Un evento che fa da corollario alla settimana dedicata dalla Rai ai beni culturali in collaborazione con il FAI (18-24 marzo), evento frutto anche di un’intelligente sinergia fra pubblico e privato.

Pontremoli MS, Palazzo Negri Dosi Foto di REONstudio © FAI - Fondo Ambiente Italiano (34)
L’ideale sottotitolo nonché comun denominatore delle due giornate, è quello di “Ponte tra culture”, ovvero, nel mostrare luoghi, opere e quant’altro far comprendere come spesso tutto sia la risultante di una sorta di meticciato culturale (che è poi la nostra radice più autentica). E’ il frequente intersecarsi e sovrapporsi di stili, le varie influenze culturali che diversificano ogni angolo del territorio, tanto che si può parlare di più Italie, e tutto questo rende il paese un suggestivo amalgama unico al mondo. E, per sottolineare la diversità nell’unità, se così possiamo dire, saranno spesso volontari non italiani ad illustrare quegli apporti culturali il cui specifico ben conoscono. In questo senso emblematica è la visita di chiese e palazzi di Badolato, in Calabria, paesino risorto dall’abbandono nel 1997, quando centinaia di profughi curdi lo ripopolarono. Oggi è una cittadina viva ed attiva, “ponte tra culture” noto in tutto il mondo come Borgo degli artisti e degli stranieri al quale Wim Wenders ha dedicato un cortometraggio dal titolo simbolico, “Il Volo”.
Fare l’elenco dei beni visibili in tutta Italia non è possibile per ragioni di spazio, segnalo qui alcuni appuntamenti più intriganti come la “Passeggiata del re” a Torino, un lungo percorso attraverso i luoghi simbolo della dinastia sabauda (da Palazzo Chiablese alla Biblioteca Reale, con particolari inediti). O le meraviglie barocche di Pontremoli, che hanno entusiasmato Marco Magnifico, Vicepresidente Esecutivo del FAI, con straordinari palazzi normalmente chiusi al pubblico. O, ancora, il sorprendente castello di Melegnano, parte ancora in restauro, con la sua rarissima “scala cavallara”. E il colorito Sud, Napoli con il parco archeologico ambientale del Pausilypon, Matera capitale europea della cultura con il carro trionfale della Festa della Bruna, Palermo con Piazza Sett’Angeli e dintorni, dietro la splendida Cattedrale, ricca di chiese e palazzi tutti da (ri)scoprire. Né mancano situazioni più recenti, come lo Stadio Comunale Artemio Franchi a Firenze, capolavoro di architettura razionalistica firmato da Pier Luigi Nervi o, ad Ascoli Piceno, “Forme del paesaggio”, una mostra antologica di opere di Tullio Pericoli.
Ma, ovviamente, sono solo alcuni esempi, focalizziamo ora la nostra città con un programma molto interessante. In particolare il Palazzo della Consulta, sede della Corte Costituzionale, dove era la magistratura pontificia (sulla facciata lo stemma di papa Clemente XII Corsini). Nel corso della visita ad ambienti solitamente inaccessibili gli Apprendisti Ciceroni leggeranno alcuni articoli fondamentali della Costituzione, 8, 9 e 10 che sanciscono la libertà di culto, la tutela del patrimonio artistico ed ambientale, la garanzia di asilo per lo straniero “al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche”. Non lontana è la chiesa di San Silvestro al Quirinale, di origini antichissime, barocca, un tempo cenacolo d’arte e di cultura religiosa (la frequentavano Michelangelo e Vittoria Colonna). Nell’interno molte opere interessanti, fra le quali cito una Natività di Marcello Venusti ed un battesimo di Gesù dell’Algardi.

Torino, Palazzo Reale - Foto Giorgio Blanco © FAI - Fondo Ambiente Italiano (17)
Scendendo in Campo Marzio si può visitare il Palazzo Firenze, nella omonima piazza, bella costruzione rinascimentale ad opera dell’Ammannati, attivo a Firenze (a Roma lavorò molto a Villa Giulia). Notevoli la Loggia del Primaticcio e il Camerino dei Continenti affrescati da Prospero Fontana, mentre la Sala delle Stagioni e quella degli Elementi sono opera di Jacopo Zucchi, allievo del Vasari ed esponente di rilievo del manierismo toscano (la cui apoteosi è nell’oratorio romano di San Giovanni Decollato). Affreschi anche nei locali dello storico Istituto di Studi Romani sull’Aventino, situato nell’ex convento dei Santi Bonifacio e Alessio, con il bel chiostro, il giardino pensile e l’appartamento regale di Carlo IV di Borbone.
Infine, in via della Conciliazione, l’elegante Palazzo della Rovere, con il fantastico ciclo pittorico del Pinturicchio, la Sala del Gran Maestro, la Sala dei Mesi e il Soffitto dei Semidei, le cui 63 formelle dipinte e dorate su pergamena evocano il variegato bestiario medioevale. Visita, questa, assolutamente imperdibile non meno di ognuna delle 1100 in programma che, come già detto all’inizio, sono possibili grazie anche ad un’intelligente sinergia fra pubblico e privato. Così, insieme al Ministero per i beni e le attività culturale e la Rai che affiancano il FAI figurano come sponsor Ferrarelle, Banca Generali, Enel, Rekeep, Gruppo Gabrielli, DHL  Express Italy, Gedi Gruppo editoriale. Da sottolineare anche l’intervento della Commissione Europea che ha permesso l’apertura di molti luoghi inseriti nell’itinerario di visite.
In conclusione il FAI, che per la sua meritoria attività culturale ha meritato la targa del Presidente della Repubblica, ormai forte di 200mila iscritti (ma il suo prossimo obbiettivo è 250mila, come afferma Andrea Carandini, il suo Presidente), si può considerare a tutti gli effetti come il custode della nostra memoria collettiva. Un custode vigile e attento affinché nulla vada disperso della nostra storia in quanto, come è stato detto più volte, “un popolo senza passato è un popolo senza futuro”.

Giornate di Primavera FAI 23 e 24 marzo, per informazioni ed elenco dettagliato visite 02467615399 e www.giornatefai.it. Il sabato è riservato agli iscritti. Possibilità di iscriversi

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