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E l’atteso appuntamento con la sua musica è avvenuto poi in Sant’Apollinare, dove fu maestro di cappella, con Flavio Colusso, che insieme a Georg Brintrup ha ideato il progetto culturale teso a rivalutare la figura e l’opera di Fortunato Santini. Un oratorio e due mottetti per una serata all’insegna dell’ “esercizio spirituale concertato”, sorta di meditazione a più voci e strumenti ispirata al “Cantico dei Cantici”. Una serata di sottile fascino per quella levità ed insieme grazia che promana dall’ars melodica di Carissimi, che Colusso ed i suoi hanno approfondito non solo filologicamente. E lo avverti in “Sponsa Canticorum”, oratorio a quattro voci, due violini e basso continuo, il dialogo che s’intreccia con dolce tensione (è pur sempre un canto d’amore), che si libera gioioso nell’inno di chiusura. O in “Quis est hic”, mottetto per alto, basso e Bc, di grande forza espressiva o, infine, nel più drammatico “Si Deus pro nobis”, mottetto per due soprani, basso, due violini e Bc.Copyright © 2026 | Theme by La Voce di Tutti



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