Il Qi di Yuan Gong
di Angelina Travaglini
E’ il Qi, si pronuncia Ci, ad unire il mondo occidentale e quello orientale; un concetto filosofico che da sempre permette di avere un confronto reale tra la cultura dell’Oriente e quella dell’Occidente. Qi è quel concetto della filosofia e della cultura cinese taoista che indica l’energia vitale, il respiro o la forza materiale che permea e anima l’intero universo. L’ideogramma cinese del Qi è rappresentato tradizionalmente dal vapore che si alza da una pentola di riso in cottura: lo stesso ideogramma che l’artista Yuan Gong ha fatto disegnare sul dorso del suo “abito di scena”, con il quale ha dato vita ad una performance ricca di suggestione e di grande forza creativa. Al centro della sala, al secondo piano di Palazzo Merulana, nel cuore della Collezione della Fondazione Elena e Claudio Cerasi, con accanto i capolavori di Antonio Donghi e i “buoni auspici” dell’opera Il Direttore delle Stelle di Jan Fabre, Yuan Gong entra nella realtà senza rappresentarla e vi fa entrare l’imponderabile invitando tutti i partecipanti alla performance – “Oggi consegno il mio corpo a voi” sussurra Gong – potete disturbarmi ma non farmi del male – e a lasciare, a più riprese, sul viso, sul collo, sulle mani, segni e colori; scrivendo con la bic, disegnando con gli acquarelli una maschera inedita, realizzando un’opera d’arte con il corpo e con le relazioni interpersonali sviluppate in quello spazio che diventa confine e relazione. Lo spazio assume così una funzionalità diversa a seconda dell’idea creativa dei momenti. Il risultato “filosofico” è semplice e potente; “Non agire, segui il corso delle cose, senza forzarle” e potente è la frase con cui Yuan Gong chiude la performance: “Adesso voi vi siete consegnati a me”.

A Palazzo Merulana, diretto da Paola Centanni, Yuan Gon ha inaugurato la II Edizione della Settimana della Cultura Italia-Cina, con la presentazione dei principali appuntamenti della manifestazione e di The World of the Stage II – Una mostra personale di Yuan Gong, a cura di Liliana Liao e della Curatorial Advisor Giuliana Benassi e Delphine Valli dell’Accademia di Belle Arti di Venezia. Aperta al pubblico dal 3 ottobre fino al primo novembre 2026, l’iniziativa si articola in tre progetti complementari, The World of the Stage II, The Birth of the Jester e The Labyrinth, capitoli di un’unica ricerca artistica che trova nella Settimana della Cultura Italia-Cina il proprio naturale spazio di sviluppo, dialogo e restituzione al pubblico. Attraverso video art, performance e opere multidisciplinari, la mostra approfondisce la ricerca di Yuan Gong sul rapporto tra identità, rappresentazione e trasformazione nella società contemporanea. La ricerca dell’artista, sviluppata da oltre quindici anni attorno al concetto di Qi come principio estetico e filosofico, trova in questo nuovo capitolo un ulteriore sviluppo, mettendo in dialogo arte contemporanea cinese,
patrimonio culturale italiano e pubblico internazionale. La II Edizione della Settimana della Cultura Italia-Cina si chiuderà il 5 novembre prossimo nella Sala della Protomoteca in Campidoglio.
Roma, Palazzo Merulana, Fondazione Claudio e Elena Cerasi, orari e biglietto al link
Ufficio stampa Leeloo Comunicazione
Programma II Edizione della Settimana della Cultura Italia-Cina






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