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Roma, febbraio 1564. Ormai alla fine della sua lunga vita Michelangelo, come riporta il Vasari, “aveva bruciato gran numero di disegni, schizzi e cartoni fatti di mano sua, acciò nessuno vedessi le fatiche durate da lui et i modi di tentare l’ingegno suo, per non apparire se non perfetto”. Poiché la perfezione aveva sempre guidato la mano del Buonarroti, un ideale di simmetria che traspare da tutta la sua immensa produzione. Scultura, pittura e disegno, quest’ultimo indubbiamente meno spettacolare delle prime due ma non per questo meno rilevante, come testimonia la cospicua collezione di Casa Buonarroti, a Firenze, che Michelangelo il Giovane mise insieme grazie anche alle donazioni di Cosimo II dei Medici. Un patrimonio che oggi, oltre alla sua intrinseca bellezza, si rivela importante per comprendere il percorso artistico di Michelangelo (sono molti i disegni preparatori di opere famose).Copyright © 2026 | Theme by La Voce di Tutti



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