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La stagione 2019-2020 della Filarmonica

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Ci siamo, manca un solo anno e l’Accademia Filarmonica Romana festeggia i due secoli dalla fondazione quando, nel 1821, un gruppo di dilettanti “colti” si mise a far musica, crescendo poi sempre più fino a diventare un’istituzione riconosciuta dallo Stato Pontificio nel 1824. Un punto di riferimento per gli amanti della melodia e del belcanto, con opere importanti presentate in prima assoluta, Donizetti, Mercadante, Meyerbeer e Rossini, il cui “Guglielmo Tell” ebbe problemi con la censura. Poi, nel 1860, l’Accademia venne sciolta per manifeste simpatie liberali, riprendendo la sua attività dopo la fine del potere temporale dei papi. L’elegante Casina Vagnuzzi sulla via Flaminia, cinquecentesca ma ristrutturata in forme neo classiche dal Valadier e dal Canina, è ormai la sede storica dell’Accademia, ospitandone nella Sala Casella parte dei concerti nonché corsi di formazione ed altro (per il 2019 è previsto un workshop avanzato di divulgazione musicale). Ma il grosso, il nucleo principale dell’intera programmazione, si sviluppa fra Teatro Argentina e Teatro Olimpico.

  E proprio con Rossini una simpatica anteprima, sabato 12 e domenica 13 ottobre, nel teatro di Villa Torlonia, “La cambiale di matrimonio”, che inaugura il progetto quinquennale del “RossiniLab”, una farsa all’anno (seguiranno “L’inganno felice”, 2020, “La scala di seta”, 2021, “L’occasione fa il ladro”, 2022, “Il signor Bruschino”, 2023). Una sofisticata opera giovanile messa in scena dall’Ensemble degli studenti ai corsi di perfezionamento dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, regia di Cesare Scarton. Si comincia poi con la danza, al Teatro Olimpico dal 15 al 27, “Te siento”, con Miguel Angel Zotto, Diana Guspero e i ballerini della Compagnia Tangox2, un suggestivo percorso nella storia del “pensiero triste che si balla”. E’ poi la volta del Teatro Argentina, 7 novembre h.21, con  due grandi solisti argentini, Sol Gabetta violoncello e Nelson Gorner piano, in musiche di Schubert, Brahms e Franck.
Alla Sala Casella l’ottimo Quartetto Lyskamm prosegue nell’esecuzione integrale dei sei Quartetti per archi di Beethoven, il 10 novembre alle 17,30 con l’op.18 n.6 (anche Casale ed un Quartetto di Bartok).  Beethoven è anche parte del programma che esegue il pianista Filippo Gamba (con Brahms e Debussy) all’Argentina il 14 novembre alle 21, e, continuando un discorso di tastiera, Chopin e Rachmaninoff alla Sala Casella, il 17 h.17,30, con Stefano Andreatta. Sala che, il 24 novembre, stessa ora, ospita il Premio Valentino Bucchi, la finale del 40° Concorso internazionale con prime esecuzioni assolute. Di nuovo il piano il 28 novembre h. 20 all’Argentina, con Piotr Anderszewski, impegnato in un denso programma che prevede sfumature contrappuntistiche (Bach, Beethoven e Schumann). E ancora l’Argentina, il 5 dicembre h.21, il Pavel Haas Quartet nell’esecuzione del ciclo integrale dei quartetti per archi di Beethoven (e qui cito gli altri appuntamenti in tema: il 20 febbraio 2020 il Jerusalem Quartet e il 26 marzo il Quartetto Hagen, entrambi h.21).
Da non perdere un tuffo nel Barocco, il noto controtenore Raffaele Pe e l’Ensemble La Lira di Orfeo in “Giulio Cesare: un eroe del Barocco”, con musiche di Bianchi, Giacomelli, Haendel, Piccinni, Pollarolo (Argentina 23 gennaio h.21). Il piano è protagonista in Sala Casella il 24 gennaio h.20,30 con Erik Bertsch in “Assoli”, un omaggio a Marco Stroppa, mentre il musicologo e pianista Giovanni Bietti propone   “Era Beethoven, sarà Beethoven”, una complessa ed intrigante trilogia: “Beethoven e il Settecento” con il Quartetto Guadagnini (9 febbraio h.17,30), “Beethoven e il Romanticismo” con il Trio Metamorphosi (8 marzo h.17,30), “Beethoven, il Novecento e oltre”, con il pianista Filippo Gamba (19 aprile, h.17,30), per chiudere con il “Beethoven Day“ (Sala e Giardini, 10 maggio h.15,30). Presenti anche gli allievi dei Corsi di Alto perfezionamento dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il 26 aprile h.17,30, con “I primi Trii di Beethoven”.
E ancora alla Casella un grande romantico, ovvero “Chopin e…” in quattro puntate: il 15 dicembre Axel Trolese al piano (anche musiche di Albeniz e De falla), il 2 febbraio 2020 Maddalena Giacopuzzi piano e Ludovica Rana violoncello (anche musiche di Brahms), il primo marzo il Trio Kanon (anche Mendelssohn) e il 29 marzo Andrea Napoleoni piano (anche Bach). Tutti i concerti alle h.17,30. Ed ora la danza al Teatro Olimpico con appuntamenti imperdibili: i mitici Momix nell’ultima e fascinosa creazione di Moses Pendleton, “Alice” (12 febbraio-1 marzo, h.21), “Shine. Pink Floyd Moon”, un viaggio nel sogno e nella follia con la band Pink Floyd Legend e i danzatori della Compagnia Daniele Cipriani, regia e coreografia di Micha van Hoecke (dal 3 all’8 marzo, h.21), “Duum/Sonics, un mondo sotterraneo popolato di incredibili figure di acrobati, uno spettacolo creato e diretto da Alessandro Pietrolini, che cura anche i testi insieme ad Antonio Villella, direzione coreografica di Federica Vaccaro, costumi di Ileana Prudente e Irene Chiarle (31 marzo-5 aprile h.21).
Un cenno particolare merita il progetto OperaEducation dedicato ai ragazzi  dai 3 ai 18 anni, in collaborazione con l’AsLICO, due incontri molto didattici con l’opera: “Il guardiano e il buffone ossia, Rigoletto (che ride e che piange), drammaturgia e regia di Simone Faloppa e Riccardo Olivier in collaborazione con Eco di Fondo, drammaturgia musicale di Giorgio Martano, con pianista, cantante e attore (cast da definire), 17 e 18 marzo h.9,30 e 11, e “Rigoletto. I misteri del teatro”, regia e adattamento drammaturgico di Manuel Renga, scene e costumi di Aurelio Colombo, con i cantanti AsLICO (28 e 29 aprile h.9,15 e 11,15). Infine da segnalare, al Teatro Argentina, “Marcel Proust e la musica”, un trio (Marco Rizzi violino, Giovanni Gnocchi violoncello, Roberto Cominati pianoforte) le cui musiche (da Chopin a Saint-Saens) si intrecciano con le pagine della “Recherche” (13 febbraio h.21), Denis Matsuev al piano (27 alle 21), “Alla ricerca di Orfeo”, il mito rivisitato dall’Ensemble l’ASTREE con Francesco D’Orazio violino, Giogio Tabacco cembalo e direzione, Laura Torelli voce recitante (5 marzo h.21), Filippo Gorini al piano, Mozart, Schubert e Schumann (19 marzo h.21) e il duo Nikolaj Znaider violino e Robert Kulek pianoforte, Beethoven, Korngold, Schoenberg, Strauss (2 aprile h.21).

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Per informazioni sui singoli spettacoli, biglietti e abbonamenti 063201752 e www.filarmonicaromana.org

 

 

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