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Lazio, primarie affluenza flop

Pochi in coda davanti ai seggi,   nessuna fila davanti alle urne. E’ stata bassa, come da pronostico, l’affluenza alle primarie Pd per scegliere il nuovo segretario regionale che succederà ad Enrico Gasbarra. Alla chiusura dei seggi, alle 20, in tutta la regione  hanno votato solo 47mila persone, di cui 12mila a Roma.
Il   renziano Fabio Melilli è in testa con oltre il 60 per cento delle preferenze.

La bassa affluenza alle primarie per la scelta del segretario regionale è stata probabilmente influenzata dalla delicata situazione politica nazionale, incentrata  su quanto avvenuto a palazzo Chigi.
Alle 10 al circolo Pd Primavalle di via Borromeo avevano votato solo tre persone. Anche al gazebo allestito a piazza Mazzini, a Prati, alle 10,30 avevano espresso la propria preferenza solo 15 persone. Al circolo Pd Ponte Milvio, storica sezione del Pci in via della Farnesina in cui era iscritto Enrico Berlinguer, alle 11,30 erano stati solo 11 i votanti. Maggiore partecipazione al Fleming, dove al gazebo di piazza Monteleone di Spoleto alle 12 avevano votato 30 iscritti. A San Giovanni, nel chiosco installato sulla piazza, entro l’ora di pranzo avevano votato in 24.

Pd Lazio, sfida a tre per il nuovo segretario

Un appuntamento che arriva  con la nascita di un nuovo governo, con l’attenzione dell’Italia rivolta a cosa accadrà presto a Palazzo Chigi. Uno dei motivi  per il quale  nessuno si aspetta file chilometriche  nei cinquecento seggi allestiti nel Lazio. Non sarà facile battere l’affluenza raggiunta per le primarie che decisero la vittoria di Enrico Gasbarra quando, a rvotare furono in 120.000.

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 Fabio Melilli «Non sarà un risultato elevato, c’è meno fascino nel votare un segretario regionale piuttosto che un sindaco o un presidente di regione. Anche la situazione nazionale inciderà», ha detto esplicitamente Melilli, 55 anni, ex presidente della Provincia di Rieti, renziano “di rito” franceschiniano, che parte col favore del pronostico. Dalla sua ha i big della capitale, dal governatore Nicola Zingaretti all’ex senatore Goffredo Bettini, oltre a gran parte dei consiglieri regionali.

 

 

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Lorenza Bonaccorsi, invece, renziana di ferro, 45 anni, deputata, ci sono gli uomini nel Lazio più vicini al futuro premier, da Paolo Gentiloni al vicesegretario romano Luciano Nobili. Dalla sua anche gli ex popolari e Beppe Fioroni.

 

 

 

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Marco Gugliemo, invece, 34 anni, consigliere comunale ad Albano, rappresenta l’area che al congresso nazionale ha appoggiato Pippo Civati. Sarà lui, con lo slogan “Il solito? No grazie”, il terzo incomodo di una sfida caratterizzata da un derby tra renziani.

 

 

Si voterà per 12 ore e, in tutto il Lazio sono stati mobilitati 2.650 volontari. Saranno primarie “aperte”: potranno votare tutti esibendo la tessera elettorale e documento di identità. Gli iscritti al partito non sono tenuti a versare alcun contributo, gli altri, invece, pagheranno due euro.

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