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“Un adolescente scontroso che leggeva tutto e di tutto”. Così Giovanni Spadolini, uno degli esponenti più in vista della Prima Repubblica diceva di sé, riferendosi ai suoi anni verdi. In effetti nella cultura era immerso sin da bambino, nella villa a Pian dei Giullari, sulle colline di Firenze, i cui spazi erano divisi fra i quadri del padre pittore e la vasta biblioteca dove c’era davvero di tutto. E lui, ragazzo schivo e sensibile, vi attingeva traendone poi linfa per la sua vita scolastica, con l’apprezzato giornalino di classe. Amava soprattutto la storia ed appunto la coscienza storica diverrà, nel tempo, il suo punto di riferimento, sia come giornalista e scrittore, sia come uomo politico. E la cultura quale base, come traspare a tutto tondo dalla bella mostra del Vittoriano, “Giovanni Spadolini. Un protagonista della vita politica e culturale nell’Italia del ‘900”.
Cercò sempre di svolgerla nel senso classico del termine, cioè come un servizio reso ai cittadini, lui toscano forse memore del concetto di “Buon governo” della famosa allegoria pittorica del Lorenzetti a Siena. La cultura fu sempre la base delle sue azioni e infatti a lui si deve la nascita, nel 1974, del Ministero dei Beni Culturali, istituito per preservare un patrimonio immenso di cui avvertiva la fragilità. Fu nel Partito Repubblicano, poi Presidente del Consiglio e del Senato e, alla sua morte nel 1994, lasciò al Paese la Fondazione Nuova Antologia, ricca di oltre centomila volumi di storia, politica, cultura varia nonché una preziosa collezione d’arte. Tangentopoli neanche lo sfiorò e l’immagine che resta di lui è di un grande statista dal forte rigore morale.Copyright © 2026 | Theme by La Voce di Tutti



Sono appena tornato dalla mostra al Vittoriano e dico che ne è valsa davvero la pena.
A parte le testimonianze,di vario genere, che narrano la vicenda umana, politica e culturale di Giovanni Spadolini, è quel senso di ammirazione e, perchè no? di nostalgia che ti coglie a mano a mano che ti scorrono sotto gli occhi le foto sue e dei familiari, ma anche di statisti e uomini politici che hanno dominato la scena politica internazionale il cui nome appartiene ormai alla storia più che alla cronaca.
E quelli della mia generazione ricordano nomi, volti, vizi e virtù, ma soprattutto le azioni di quei personaggi e la caratura politica e culturale.
Giovanni Spadolini ad avercelo oggi!
Vedere le vignette di Forattini è un grande spasso, ma anche le pagelle, i componimenti a scuola, l’abbigliamento ecc.è una rivelazione.
I suoi interlocutori politici si chiamavano Raegan, Thacher, Mitterand, Khol, Peres, e via dicendo e all’interno, erano Pertini, Iotti, Amato, Craxi, Andreotti ecc. Nomi un po’ diversi dalla sgangherata combriccola di oggi.
Grazie Direttore di aver segnalato questa mostra sul giornale.