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S. Lucia, una luce nella notte.

babbo-natale-003Lo sappiamo tutti, soprattutto i bambini, chi è che porta i regali di Natale, e chi poteva essere se non Babbo Natale che il 24 dicembre di ogni anno, incurante della neve e del gelo, col sacco sulle spalle, salta sulla sua slitta trainata da renne e via per paesi e città a distribuire doni ai bambini di tutto il mondo. Via, non di tutto il mondo, diciamo quasi di tutto il mondo, e una ragione c’è ed è la seguente: in alcune località del nord Italia, ma anche del nord Europa, a portare i regali ai bambini ci pensa Santa Lucia, forse per non far stancare troppo quel buon vecchio di Babbo Natale, così vecchio e pur così impegnato. Santa Lucia, una siciliana, in Svezia? Si, proprio così, una siciliana, ma lo vedremo più avanti. Non sarà perché lassù, al limitare del circolo polare artico, a Natale fa molto freddo e la generosa Santa Lucia vuole risparmiare a Babbo Natale tanta fatica? Forse sarà per questo, ma le ragioni potrebbero essere anche altre. Di certo sappiamo che in Svezia, all’alba del 13 dicembre, giorno della Santa, migliaia di bambine vestite di bianco, con una candela accesa in mano ed una coroncina di candeline elettriche in testa, illuminano la buia notte dell’inverno svedese.

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Si forma una processione con in testa la bambina che rappresenta Lucia e, di seguito,  damigelle e paggetti, anch’essi vestiti di bianco e con cappelli adornati di stelle  dorate.  Il corteo viene chiuso da bambini vestiti da folletti, forse un omaggio, o un semplice riferimento, agli esserini che secondo la fantasia della gente popolano i fitti boschi di abeti del Paese nordico. I bambini cantano le tradizionali melodie natalizie e le loro voci argentine si espandono dolcemente per paesi e città, mentre  Lucia e le sue damigelle offrono alla gente brioches  allo zafferano e biscotti  allo zenzero.E, questa, una tradizione settecentesca che si ripete nelle chiese, nelle scuole, negli ospedali e in tutti i luoghi di lavoro della Nazione.

In Svezia non sarebbe Natale  senza la  festa di  Santa Lucia. Delle origini della festa non si sa molto, né si sa quando questa tradizione sia arrivata in Svezia e perché proprio in Svezia, ma, lo abbiamo detto, si sa per certo che nel Settecento, appunto il 13 dicembre, i papà e le mamme svedesi si facevano  portare a letto la colazione da una figlia che impersonava Lucia.

Ma chi era questa fanciulla così venerata e così attesa in Svezia? Lucia era una ragazza siciliana, di Siracusa, vissuta nel IV secolo dopo Cristo, di famiglia agiata e destinata al matrimonio, come si conveniva alle fanciulle di buona famiglia. A causa di una grave  malattia della madre, rivolse una fervida preghiera  a Sant’Agata, anch’ella siciliana, di Catania,  e  martire cristiana del III  secolo. La santa le apparve, in sogno o nella realtà,  e la  esortò  a dedicarsi ad una vita di  preghiera e di aiuto ai poveri e dopo questa apparizione, la madre di Lucia guarì. La fanciulla  rinunciò alla  sua dote di nozze a favore dei poveri e disse al fidanzato che non voleva più sposarlo per consacrarsi a Dio. L’uomo non accettò questo affronto e si vendicò denunciando la poveretta alle  autorità come cristiana.  Erano, quelli, i tempi delle feroci persecuzioni dell’imperatore Diocleziano contro i Cristiani e Lucia fu arrestata e torturata crudelmente, ma non rinnegò la sua fede. Venne decapitata, non prima però di avere predetto a Diocleziano la fine delle persecuzioni e la morte dello stesso imperatore e il tutto si avverò nel giro di pochissimi anni. Era il 13 dicembre dell’anno 304 d. C.  e, ben lo sappiamo anche noi, questa data è il giorno della festa di  S. Lucia. La Santa è venerata, oltre che a Siracusa, in varie località della Sicilia, e questo non sorprende in quanto la fanciulla era, lo abbiamo detto, siciliana, ma sorprende non poco il culto della santa martire nel nord Italia, per esempio a Venezia e in altre località del  Veneto e del Trentino, per non dire, appunto, della Svezia. Anzi, a proposito di questo Paese, nel 1970  è stato fatto addirittura un gemellaggio tra la città di Siracusa e la Svezia e ogni  anno una ragazza  svedese viene invitata in Sicilia per partecipare ai festeggiamenti finali della ricorrenza. I siracusani  festeggiano la loro santa  due volte l’anno, la prima domenica di maggio ed il 13 dicembre. La prima delle due feste è detta Santa Lucia delle quaglie perché, secondo una  leggenda narrata dal Pitrè,  la  santa avrebbe fatto cadere  sulla città una  pioggia di quaglie, in un periodo di carestia, per sfamare la gente. La festa più importante, però, è quella del 13 dicembre ed è caratterizzata  dall’accensione di fuochi  per  illuminare  il buio dell’inizio dell’inverno. Infatti, prima della riforma del calendario gregoriano, avvenuta verso la fine del ‘500, la festa coincideva con il solstizio d’inverno, il giorno più corto dell’anno. Da quel momento le giornate iniziano ad allungarsi ed è per questo che Santa Lucia fu investita del ruolo di portatrice di luce. Qualche giorno prima della festa vengono preparate le luminarie e gli abitanti di Siracusa fanno a gara per mostrare i migliori drappi e le più belle coperte  alle finestre, poi il 13 dicembre, 60 portatori trasportano la bellissima statua  della  santa  per le vie della città,  mentre una  elegante carrozza del settecento (oggi vuota ma in passato con le autorità) trainata da quattro cavalli e scortata da cocchieri in livrea verde (il colore  sacro a S. Lucia) segue la processione  con i fedeli  vestiti  da staffieri e da paggi. In occasione della festa, vengono preparati  pani votivi a forma di occhi, chiamati  “ UCCIOLI”  e una pietanza chiamata “CUCCìA”, cioè grano cotto con i legumi in acqua o latte, condito  con ricotta  o miele. Entrambe le feste  si concludono con  la processione e i fuochi d’artificio.

2 Commentia“S. Lucia, una luce nella notte.”

  1. Gabri e Massimo // 3 gennaio 2016 a 2:55 // Rispondi

    Grazie alla Peppa ne sappiamo tanto di più su Santa Lucia. E chi l’avrebbe detto che dalla Sicilia sarebbe arrivata sino in Svezia una santa a scaldare gli animi i pensieri ed il cuore dei fedeli e dei bambini. Nel Varesotto dove abitiamo si è sempre detto sino dai tempi che erano erano piccine le mie care nonne Rosa e Maria, e, probabilmente anche molto prima,la frase: “oggi è Santa lucia, il giorno più corto che ci sia” ed in effetti anche se il solstizio d’inverno cade il 21 Dicembre ed è il giorno più breve come ore di luce dall’alba al tramonto; il 13 dicembre è invece il giorno dove il sole tramonta prima e quindi si percepisce come il giorno più corto, ma chi l’avrebbe detto che Santa Lucia era una santa così importante e venerata in così tanti posti del mondo ed a tanta distanza. Ci ricorderemo l’anno prossimo di accendere almeno una candelina la notte del 13 Dicembre,e di porla davanti ai vetri della finestra; così semplicemente in onore di Santa Lucia. Grazie a la Peppa e tanti auguri di buon anno.

  2. Gabri e Massimo // 3 gennaio 2016 a 2:58 // Rispondi

    Grazie a la Peppa ne sappiamo tanto di più su Santa Lucia. E chi l’avrebbe detto che dalla Sicilia sarebbe arrivata sino in Svezia una santa a scaldare gli animi i pensieri ed il cuore dei fedeli e dei bambini. Nel Varesotto dove abitiamo si è sempre detto sino dai tempi che erano erano piccine le mie care nonne Rosa e Maria, e, probabilmente anche molto prima,la frase: “oggi è Santa lucia, il giorno più corto che ci sia” ed in effetti anche se il solstizio d’inverno cade il 21 Dicembre ed è il giorno più breve come ore di luce dall’alba al tramonto; il 13 dicembre è invece il giorno dove il sole tramonta prima e quindi si percepisce come il giorno più corto, ma chi l’avrebbe detto che Santa Lucia era una santa così importante e venerata in così tanti posti del mondo ed a tanta distanza. Ci ricorderemo l’anno prossimo di accendere almeno una candelina la notte del 13 Dicembre,e di porla davanti ai vetri della finestra; così semplicemente in onore di Santa Lucia. Grazie a la Peppa e tanti auguri di buon anno.

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